Novellino: «Il mio programma, per una città Reale»

16 maggio 2013 ore 16:08, Francesca Siciliano
Novellino: «Il mio programma, per una città Reale»
«Fermare il declino imperante della classe politica e delle istituzioni». È questo il leitmotiv del programma elettorale di Angelo Novellino, dottore commercialista, monarchico doc. e in corsa per il Campidoglio sostenuto dalla lista Italia Reale. «Secondo Alemanno Roma è la migliore città del mondo, la realtà dei fatti è totalmente diversa», dice intervistato da IntelligoNews. Taglio degli sprechi e delle tasse, gestione trasparente della res-publica, improntata sulla legalità e sul merito: «E' per questo che ho deciso di scendere in campo». Spaventato dagli altri candidati? Macchè, solo «post-fascisti, comunisti, imprenditori bellocci e perfetti sconosciuti: noi siamo l'unica offerta liberale per Roma».   Cosa l'ha spinta a candidarsi per il Comune di Roma? «Per un senso di dovere civico, perché ho constatato che le istituzioni stanno attraversando una fase di crisi implementata dall'incapacità dell'attuale classe dirigente di gestire la cosa pubblica. È  stata inevitabile, dunque, la nostra ascesa nell'agone politico, i qualità di esponenti della società civile». Perché il ritorno dei monarchici in politica? «Per dare una ventata di novità e di pulizia. Dopo vent'anni di assenza siamo tornati in primis per preservare la memoria storica della nazione e della tradizione. Dopo aver delegato in bianco ad altri partiti le nostre richieste e  dopo aver assistito alla crisi del sistema repubblicano, abbiamo deciso di portare avanti direttamente in prima persona le nostre istanze. Da qui la nascita di Italia Reale». Com'è la situazione attuale di Roma? «Intollerabile. Siamo insoddisfatti dalla gestione Alemanno, che è risultata essere addirittura peggiore di quella dei suoi predecessori. Avevamo grandi aspettative, ma sono state tradite». Vediamo i punti salienti del suo programma: questione sicurezza e legalità, quali le falle? «Siamo rimasti stupiti dai manifesti di Alemanno: la riduzione di reati del 14% è una grossa balla. Mi sono informato tramite il Comando centrale dei Carabinieri e mi è stato riferito che le statistiche utilizzate dal sindaco in realtà non esistono. Addirittura, a loro avviso, è aumentata persino la microcriminalità». La vostra proposta? «Vogliamo reintrodurre il poliziotto di quartiere e implementare gli uomini in forze alla polizia municipale. Andrebbe poi monitorata l'illuminazione pubblica, non idonea ovunque, e installare numerose telecamere fisse nelle zone più a rischio della città. I campi rom, poi andrebbero regolarizzati». In che modo? «Con un canone d'uso che gli utenti dovrebbero pagare. Non è tollerabile che in un momento di crisi come questo, nel quale moltissime famiglie si trovano in difficoltà, ci siano dei privilegi per degli individui che spesso e volentieri hanno in uso automobili e beni del valore di centinaia di migliaia di euro». Non ha paura di essere tacciato di razzismo? «No, è una questione di equità nei confronti dei cittadini romani». Rifiuti e inquinamento: la via da percorrere? «Il Comune dovrebbe pretendere dai cittadini un maggior rispetto dell'ambiente e dare a tutti la possibilità di effettuare la raccolta differenziata, mediante appositi impianti: almeno il 50% dei rifiuti dovrebbe essere smaltito con questo sistema. Per quanto riguarda l'inquinamento, quello proveniente dallo smog,  il Comune, dovrebbe anche far sì che il venga costantemente monitorato e tenuto sotto controllo». Municipalizzate: come si combattono le caste? «Sulle municipalizzate bisognerebbe fare un'operazione di taglio dei compensi per i CdA e per i collegi sindacali. Abolire le consulenze esterne del Comune ed utilizzare le risorse e le capacità interne. In più bisognerebbe snellire la sfilza di dirigenti e “quadri”: figure professionali create solo per favorire gli amici e gli amici degli amici...». Come utilizzerebbe i maggiori poteri provenienti dalla legge su Roma Capitale? «Roma gode di rendita solo per essere la capitale d'Italia. Per questo sarebbe utile valorizzare al meglio il comparto dei beni culturali  e del turismo: il biglietto da visita per una città importante come la nostra. Poi vorremmo un nuovo progetto di urbanizzazione: basta cemento nelle aree verdi!». Si andrà a ballottaggio per il Comune? «Sicuramente». Tra chi? «Pd e Pdl: Marino e Alemanno. Salvo un crollo di Marino. È nell'aria? «È evidente che il Pd non è più un partito». E l'uomo di Grillo? «È un carneade, un perfetto sconosciuto. Il M5S non prende voti tanto per lo spessore dei suoi candidati, quando per la sovraesposizione mediatica del leader». Al secondo turno appoggerebbe qualcuno? «Noi siamo l'unica offerta liberale: il candidato uscente è un post-fascista, Marino è un comunista; Marchini è un miliardario che  ha solo un viso simpatico e che non sembra neppure avere un programma. Devo aggiungere altro?».    
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