Manovra al setaccio, primo effetto stabilità: Triplice in sciopero, Confindustria insoddisfatta

16 ottobre 2013 ore 14:22, Lucia Bigozzi
Manovra al setaccio, primo effetto stabilità: Triplice in sciopero, Confindustria insoddisfatta
Manovra, primo effetto stabilità: Triplice pronta allo sciopero, Confindustria insoddisfatta. Ventiquattrore dopo il Consiglio dei ministri il quadro è questo: da un lato i sindacati hanno già imbracciato i “fucili”: tira aria di sciopero unitario; dall’altro Confindustria con Squinzi dice che la legge di stabilità va nella direzione giusta ma non basta per rimettere in moto la crescita. In mezzo, il testo uscito da Palazzo Chigi e pronto al tradizionale “assalto alla diligenza” in Parlamento. In attesa della “battaglia parlamentare” vediamo nel dettaglio i principali capitoli
del dossier. NIENTE TAGLI ALLA SANITA’. Spariscono dalla bozza che circolava a Montecitorio e sulla quale un “partito” trasversale –tra le pieghe della strana maggioranza e dell’opposizione - stava già affilando le armi. Niente aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie dal 20 al 22 per cento come annunciato in bozza, mentre vengono introdotte sia la rivalutazione delle partecipazioni delle banche nel capitale di Bankitalia che una serie di azioni per far rientrare in Italia i capitali volati all’estero. Due voci che, secondo le intenzioni di Palazzo Chigi dovrebbero costituire una “cassaforte” con la quale sostenere la crescita. SALTA L’IMU MA ARRIVA LA TRISE. Tre in uno: Imu, Tares e Tarsu. Si chiamerà Trise la nuova imposta che secondo i calcoli della Uil peserà sul bilancio familiare per 366 euro all'anno. Il meccanismo a incastro comprende la Tasi, ovvero la quota sui servizi indivisibili che inciderà per l’1 per cento della base imponibile Imu (si parla di un euro a metro quadrato ma l’ultima parola spetterà ai Comuni), la Tari cioè la quota relativa ai rifiuti a carico dei proprietari anche se i Comuni potranno chiedere fino al 30 per cento della Tasi anche a chi vive in affitto. Et voilà, servita la Service Tax: tutto a partire dal 2014. CUNEO E IRPEF IN DISCESA. L’appuntamento è per gennaio 2014. Il governo mette in pista la road map per una prima sforbiciata sulle tasse per imprese e lavoratori. Sul cuneo, per ora ci sono 11,6 miliardi spalmati in un triennio ma è facile ritenere che durante l’iter parlamentare il tetto sia destinato a salire. Per le imprese il governo ha previsto una riduzione dell’Irap per la parte relativa al costo del lavoro e un abbattimento, pari a un miliardo, dei contributi sociali. GIRO DI VITE SUL PUBBLICO IMPIEGO. Previsto il blocco della contrattazione oltre il 2014, il taglio del 10 per cento degli straordinari (5 per cento per forze dell’ordine, militari e vigili del fuoco) e un consolidamento del blocco del turn over. Sulle buonuscite si parla di un pagamento spalmato su dodici mesi anziché sui sei attuali. Il governo stima che nelle casse dello Stato arriverà un miliardo che è la cifra del taglio alle spese delle Regioni. A questo si aggiunge mezzo miliardo di euro derivante dalla vendita degli immobili pubblici. Ed è proprio il capitolo Pubblica Amministrazione sul quale i sindacati concentrano il fuoco di fila. Per il leader della Uil Angeletti “il governo aveva detto basta ai tagli lineari, annunciando: d’ora in poi solo operazioni chirurgiche sulla Pa per decidere dove investire e dove tagliare. Cosa c’è invece di più lineare di bloccare la contrattazione? Colpisce tutti i lavoratori dipendenti”. Gli fa eco il leader Cgil Camusso che attacca: “Nessuna discontinuità rispetto alle politiche precedenti”. Sarà un altro autunno caldo.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...