Piazzoni (Sel): Sel imBarca. Gesto Emiliano non grave, ma inopportuno

17 aprile 2013 ore 13:26, Francesca Siciliano
Piazzoni (Sel): Sel imBarca. Gesto Emiliano non grave, ma inopportuno
Ileana Piazzoni, neoeletta alla Camera dei Deputati nelle file di Sinistra ecologia e libertà, intervistata da IntelligoNews a 24 ore dalle elezioni del Capo dello Stato è schietta: «Non è ancora il momento di fare nomi». Poi aggiunge: «Se metteremo il veto non sarà per un nostro capriccio». Le prossime ore sono decisive. Per tutti.   Vista la rinuncia ormai data per certa della Gabanelli, al Colle si apre la strada per Rodotà. Il Pd e «Sel si troverebbero in difficoltà nel non votarlo? La candidatura di Rodotà sarebbe di altissimo profilo. Non è un nome “improponibile” e ha tutte le competenze di carattere istituzionale per ricoprire il ruolo di Capo dello Stato. La sua candidatura non ci mette in difficoltà, anzi. Però...». Però? «Nessun però: la posizione di Sel è più semplice rispetto a quella del Partito Democratico». Allora nessuna difficoltà? «Il problema è che con il MoVimento 5 Stelle non si riesce mai a venirne a capo. Propongono un voto a loro favorevole in cambio di una collaborazione futura. Con il rischio che dopo 5 minuti facciano saltare tutto». Quindi il problema sono i 5 Stelle? «...e il loro modo di fare. Che non sembra sia tanto affine alla nuova politica che millantano. La difficoltà è proprio nel rapporto con loro. Rapporto che, tutto sommato, non esiste proprio». Con Giuliano Amato, invece, si aprirebbe la strada per le Larghe Intese con Pdl... «Queste sono pure interpretazioni giornalistiche. In realtà le cose sono più complicate. Noi non vogliamo demolire a priori nessuno, resta il fatto che alcuni nomi e alcune questioni per Sel restano improponibili». Le Larghe Intese di governo ad esempio? «Esattamente. Abbiamo già detto che non saremo mai disponibili alle Larghe Intese. Il punto è che se mettiamo il veto su qualcuno non lo facciamo per un nostro capriccio, nè perché sarebbe favorevole a una logica di governissimo con il Pdl. La nostra contrarietà risiederebbe nel fatto che un determinato candidato non sarebbe in linea, storicamente e ideologicamente, con le nostre politiche». Parliamo di Fabrizio Barca. Che ne pensa del suo documento? «In linea di principio saremmo favorevoli alla sua iniziativa, anche se non va sopravvalutata. Il manifesto è estremamente interessante. Io all'interno di Sel sono quella che ha lavorato di più per far aderire il partito a Pse (Partito socialista europeo, ndr) e sono profondamente convinta di dover costruire un partito socialista europeo in chiave italiana: la traiettoria deve essere questa. E credo anche che dietro la tragica situazione italiana, soprattutto a livello economico, vi siano le politiche liberiste. Ma su questo abbiamo ancora molta strada da fare...». Avreste più punti in comune con Barca piuttosto che con Renzi? «Indubbiamente. Renzi è esattamente il contrario rispetto a quelle che sono le nostre prospettive. Lui è uno che è riuscito a cogliere il malessere di una grossa fetta della popolazione e ha una grande capacità di comunicazione (che non è un dettaglio in politica).Il problema è sui contenuti: non credo che la proposta di Renzi sia matura, è troppo cedevole sul campo liberista». Se Barca conquistasse la leadership del Pd i renziani si staccherebbero. Voi, invece, sareste pronti alla fusione? «Noi non siamo interessati alla fusione a freddo. Ma siamo interessati a ricostruire la sinistra in Italia». Cosa intende per sinistra? «La sinistra di governo. Se effettivamente ci sarà la volontà di mettere in campo un percorso totalmente nuovo, un nuovo progetto politico in tutto e per tutto, saremmo assolutamente favorevoli. Tuttavia non ci auguriamo la scissione interna al Pd per farlo scivolare più a sinistra. Se i democratici vorranno “spostarsi” dovranno farlo volontariamente e percorrendo una strada costellata da battaglie sulle idee, soprattutto sul lato economico e sui diritti civili. Va costruito un luogo dove ci sia una linea chiara, non un agglomerato». Lo striscione di Emiliano a Bari per l'arrivo di Berlusconi, come lo commenta? «Non apprezzo molto il modo di fare del sindaco di Bari anche se la politica, ormai, passa attraverso la comunicazione non tradizionale. Non mi è sembrata una cosa particolarmente grave, ma inopportuno». Sel Puglia però “minaccia” lo strappo... «Mi auguro che se lo strappo debba esserci che avvenga per ragioni più profonde».          
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