Gasparri (Fi): “Def, un pasticcio. Renzi fa le slide sulle bugie. La mia vicenda? Non si dice la verità"

17 aprile 2014 ore 14:08, Lucia Bigozzi
Gasparri (Fi): “Def, un pasticcio. Renzi fa le slide sulle bugie. La mia vicenda? Non si dice la verità'
Def: “Un gran pasticcio, la verità è che Renzi fa le slide sulle bugie. C’è una procedura d’infrazione europea se l’Italia non paga i debiti delle pa alle imprese: Gozi continua a negare l’evidenza”. Maurizio Gasparri, senatore di Fi e vicepresidente del Senato, ci mette il ‘sigillo’ quando dice: “Se le slide valgono come copertura, Renzi è ricchissimo”. A Intelligonews affronta anche la querelle sugli scontri a Roma e quella, tutta interna, al partito sui candidati per Strasburgo…
Polemica sugli scontri a Roma: gli esponenti dei movimenti spingono per il numero identificativo sui caschi dei poliziotti. Favorevole o contrario? «Dico una cosa molto semplice: se ci sono degli eccessi vanno sanzionati, ma non dimentichiamo chi semina violenza. Alcuni manifestanti sono ben noti e trovo ingiusto ogni volta scaricare tutto sulle forze dell’ordine. Concentriamoci su certi personaggi che fanno le manifestazioni nel modo in cui tutti abbiamo visto. Il numero identificativo sul casco dei poliziotti è una fesseria ». Perché i 4 violenti di Roma sono già agli arresti domiciliari e i 21 secessionisti veneti sono in carcere da quasi un mese? «Lo dovrebbe chiedere alla magistratura ». Def: i fuochi d’artificio di Brunetta sono una tempesta in un bicchier d’acqua come sostiene il sottosegretario Gozi (Pd) che peraltro bacchetta Tajani per aver detto che non basta una letterina a Bruxelles senza riforme? «Tajani ha annunciato l’avvio di una procedura di infrazione. E’ un tema che ho già discusso con Gozi nei dibattiti televisivi e lui continua a negare l’evidenza. C’è una procedura avviata nei confronti dell’Italia che può essere bloccata se si pagano i debiti della pubblica amministrazione alle imprese creditrici. La vicenda del Def è stata gestita in maniera molto confusa, molto pasticciata: la lettera a Bruxelles è stata mandata dopo che Padoan l’aveva annunciata, insomma una confusione totale. Mi pare che abbia ragione Brunetta quando solleva il problema. C’è un elemento in più: la questione del rinvio di un anno del pareggio di bilancio dimostra che Renzi fa le slide sulle bugie, mentre la verità viene a galla. Le difficoltà ammesse dallo stesso ministro Padoan dimostrano, una volta di più, che si esce dal mondo delle slide di Renzi e si entra nel mondo reale». Ma le coperture ci sono o no? Domani il Cdm vara il decreto per il ottanta euro in busta paga. «Non mi pare ci siano molte coperture, ci sono le slide di Renzi. Se le slide valgono come copertura, Renzi è ricchissimo ma ho l’impressione che le slide non abbiano un corso valutario». Ma, confusione a parte, poi la lettera è stata mandata. Se il pareggio di bilancio si sposta di un anno dovreste essere contenti anche voi? «Noi siamo contenti se ai cittadini si dice la verità, non fesserie come fa Renzi. E’ la verità quella che conta e noi siamo preoccupati perché si continuano a dire bugie». Liste di Fi, c’è chi dice che è il nuovo non avanza, chi protesta sulla Rete per l’esclusione di Scajola e invita a votare solo il simbolo ma non i candidati. Perchè Miccichè sì e Scajola o Galan no? «Galan non ha voluto candidarsi; su Scajola la decisione l’ha presa Berlusconi. Mi pare che le liste siano composte da candidati validi e francamente penso che questo sia il momento di concentrarci sul voto di maggio. Oggi Berlusconi apre ufficialmente la campagna elettorale con l’ufficializzazione delle candidature, quindi bando alle polemiche, tutti a raccogliere voti per smentire i gufi: Fi sarà largamente sopra il 20 per cento». Senatore, lei è stato rinviato a giudizio con un’accusa pesante per un politico: peculato. Se l'aspettava? Qual è la sua verità? «No, non me l’aspettavo. Dico che non si tratta di una polizza a vita e  che non c’è stato nessun uso improprio di fondi». Che idea si è fatto di questa vicenda? «Mi meraviglio di alcuni giornalisti che pur avendo elementi informativi per scrivere la verità non la scrivono. C’è una discrasia tra la verità dei fatti e le decisioni che si prendono. Mi meravigliano di più alcuni giornalisti che i magistrati».  
autore / Lucia Bigozzi
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