Il DEFiciente documento di Renzi. Tutte le bugie

17 aprile 2014 ore 14:45, intelligo
Il DEFiciente documento di Renzi. Tutte le bugie
di Luca Lippi C’è un limite a tutto. Nel nostro Paese, se qualcuno mettesse un po’ di senno, potrebbe continuare a essere il Paese più bello e più ricco del mondo. Purtroppo però, ci si obnubila una volta nel clima delle “feste comandate”, un’altra con i ponti e un’altra con proclami senza fondamento che sulla disperazione attecchiscono sempre molto bene. Il Presidente del Consiglio ormai procede a “tappe elettorali” ogni presentazione di un singolo Decreto contenuto nel DEF. E’ solo campagna elettorale perché fino ad ora, se prima non convinceva la manovra evidenziando lacune di coperture, ogni giorno che passa, ci si rende conto che sono solo propaganda, e la propaganda spessissimo è fondata sulla menzogna. Andiamo con ordine. Il FMI dichiara ufficialmente che la riduzione della pressione fiscale può essere efficace e permanente esclusivamente se sostenuta da coperture permanenti e strutturali, ovviamente si parla di tagli definitivi alla spesa pubblica. Questa conclusione non è esclusiva delle menti illuminate del FMI, ma è Macroeconomia, una scienza economica che ha origini dalla Rivoluzione industriale! Detto questo, TUTTE le misure messe a calendario nel DEF non sono Economia ma SOLO PURA PROPAGANDA senza alcun supporto concretamente ascrivibile alla scienza economica. TAGLIO DELL’IRPEF: nasce come “taglio” quello che nel tempo si trasforma in “bonus”, si è evoluto, o per meglio dire, si è “involuto” da taglio a bonus nel giro di una settimana. Il taglio è una misura strutturale, il bonus è tutt’altro che strutturale, assume la forma tecnica di provvedimento una tantum e questo è sufficiente per renderlo tutt’altro che utile per la famosa CRESCITA. Il bonus dunque, riguarda i lavoratori con redditi fra gli 8 mila e i 25 mila euro, per i cosiddetti incapienti non si sa bene cosa intendano fare. Facciamo due conti? Nella prima fascia si contano 10 milioni di persone, neanche il 25% dei lavoratori, nella seconda fascia (incapienti)  4 milioni di persone. Tutto il resto, quello realmente afflitto dalla crisi (le partite iva, i commercianti, gli artigiani, i pensionati…) sono esclusi. Sembrerebbe che Matteo Renzi abbia selezionato una specifica fascia di elettorato sicuro, dieci milioni di voti non sono poca cosa. Oltre ogni considerazione numerica, qualcuno avrà detto a Renzi che non può vendersi un taglio dell’IRPEF ad personam poiché sarebbe ANTICOSTITUZIONALE, e allora scatta la via di fuga del bonus, ma qui interviene il FMI che rileva la non strutturalità del provvedimento, e quindi cade anche il senso del giro panoramico a vendere qualcosa che non è in catalogo. Che poi con l’aumento della TASI (scure che colpisce l’80% della famiglie e erode gli 80 euro ai pochi sorteggiati fortunati, tutti gli altri continuano a prendere cinghiate) dalla porta escono denari che immediatamente rientrano dalla finestra. Deve essere qualcosa che ai signori del FMI dopo un breve moto d’ilarità preoccupa sulla serietà di un governo. Questo si percepisce dalle affermazioni miste a colpetti colorati d’ilarità del Ministro Padoan che non è definibile un incompetente e si sente sempre più tutore attento a non rimanere stritolato dalla gigioneria di un incompetente vero! PAGAMENTO DEBITI PA: IL Governo Letta, con meno enfasi ha già reso 22 miliardi dei 90 miliardi totali. Renzi s’è venduto tutto il cucuzzaro il 12 marzo, pagabile entro luglio 2014 (68 miliardi). Leggendo e rileggendo nel DEF se ne trovano appena tredici miliardi. Che è successo? Non c’è dato sapere, ed è severamente vietato fare domande, pena “daspo professionale”. AUMENTO TASSAZIONE QUOTE RIVALUTATE BANKITALIA: se non si procederà con un ricorso per INCOSTUTUZIONALIA’, di sicuro si farà ricorso a un sontuosissimo CREDIT CRUNCH, del resto Visco sibillinamente ha già detto “buona la seconda”! Dichiara: “Il raddoppio della tassazione sulle quote di Bankitalia può avere un impatto che riguarda sicuramente la disponibilità dei fondi con cui le banche fanno credito e la possibilità nel tempo di utilizzare la rivalutazione del capitale per fini di vigilanza”. Tradotto, significa che le banche si rivarranno sui clienti. A tale proposito Padoan, imbarazzatissimo dichiara “Sicuramente si potrà parlare dei provvedimenti se e quando saranno adottati”. Andiamo avanti! SPENDING REVIEW: Renzi in stile “yes we can” straparla del taglio agli stipendi dei dirigenti pubblici. 400 milioni? E gli altri 4,1 miliardi necessari? Anche qui non è dato sapere! Il FMI ha già avvertito che tagli lineari annunciati da Renzi senza alcuna competenza specifica (peraltro non pretesa) procurerebbero rischi assai gravi per la finanza pubblica. Renzi però rimanda l’argomento a dopo le elezioni europee, gli elettori non ci capiscono niente (non tutti si occupano di Macroeconomia!) e Padoan è sempre più imbarazzato. Diverse le domande che non troveranno mai risposte, perché risposte accettabili non se ne trovano. E’ solo campagna elettorale. Renzi risponde sempre che il provvedimento seguirà il suo iter in Parlamento, è ipotizzabile che il Presidente del Consiglio neanche sia conscio della reale portata del rischio cui sta sottopendo i conti pubblici, pensa solamente a presentare in pompa magna domani il decreto sul BONUS irpef, e non vuole sapere niente dei problemi derivanti. Intanto Padoan è a Washington a rispondere sulla massiccia entrata di Putin nelle partecipazioni azionarie delle aziende a controllo del Tesoro, e dorme assai preoccupato per le uscite del suo Presidente del Consiglio. Reggerà lo stress? Intanto la sinistra perde i pezzi, Daniela Morgante titolare della delega al Bilancio di Roma Capitale, lascia! Daniela Morgante è un “tecnico”, Magistrato della Corte dei Conti, e ai tecnici se i conti non tornano abbandonano la nave, quello che succederà anche al Governo centrale se andiamo avanti ancora su questa linea.  
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