Lombardi (M5S): “Riforme sì, Renzi no. Ecco perché…”

17 luglio 2014 ore 15:22, Lucia Bigozzi
Lombardi (M5S): “Riforme sì, Renzi no. Ecco perché…”
Crede nel dialogo perché le riforme servono al paese, ma è scettica sulla “volontà di Renzi di portarlo a termine” Roberta Lombardi, parlamentare 5Stelle che a Intelligonews rivendica la battaglia “partigiana” sulla riforma del Senato e lancia un amo ai dissidenti di Fi e del Pd per fermare “lo sfascio istituzionale”. E sul tavolo con i renziani dice che se Renzi diserterà, vuol dire che la storia è finita…
I suoi colleghi senatori dicono che è in atto “un furto con destrezza della Costituzione”. Condivide? Temete una nuova tagliola sulla riforma del Senato? «Hanno perfettamente ragione. I miei colleghi senatori in questi giorni stanno facendo una resistenza partigiana. Sono molto fiera di loro, e lo stanno facendo nel silenzio generale». Scettica sull’esito del tavolo col Pd? «Sono scettica sulla reale volontà di Renzi di dialogare con noi. Finora non l’ha dimostrato». Da un lato Cecconi rilancia i 4 punti dei 5Stelle sul tavolo del Pd, inclusa la legge elettorale con l’introduzione delle preferenze, dall’altro la Gelmini dice che il patto del Nazareno non si tocca. Come fate a dialogare in queste condizioni? «Il trait d’union tra Cecconi che giustamente rilancia la chiarezza delle nostre proposte e la Gelmini che fissa i paletti del patto del Nazareno, è Renzi». In che senso? «Renzi deve decidere cosa vuol fare. Da un lato blinda l’accordo con Berlusconi del quale, ogni giorno stiamo scoprendo tutti gli inconfessabili tavoli di scambio; dall’altra mantiene un atteggiamento equivoco nei nostri confronti di finto dialogante. Ma il dialogo si fa se attraverso un confronto aperto con la volontà di arrivare a una mediazione perché quando vai a parlare con qualcuno se lui ha già deciso di non starti a sentire, quello che ti dice è un po’ come recitare una parte. E se non parteciperà al tavolo con noi, visto che poi è solo lui che decide, sarà la conferma di quello che sostiene la Gelmini». Tra dissidenti forzisti guidati da Minzolini (tra i quali D’Anna che si è beccato un ‘vaffa’ da Berlusconi) e quelli dem con Chiti e Mineo, lei ritiene si possa creare un asse con voi per condizionare le riforme costituzionali? «E’ triste arrivare a sperare in Minzolini, ci dà la misura esatta del livello basso in cui è scesa la nostra democrazia. Noi siamo aperti e confidiamo che le persone allineate al pensiero unico dei padroni sia di Fi che del Pd abbiano uno scatto di orgoglio, si sentano una volta tanto servitori dello Stato e non del loro padrone. Noi accoglieremo a braccia aperte la possibilità di poter lavorare con loro per fermare questo sfascio istituzionale».
autore / Lucia Bigozzi
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