Casson (Pd): “Con Renzi ci vediamo in Senato con le questioni ancora aperte"

17 luglio 2014 ore 17:17, Lucia Bigozzi
felice-casson-258x258Se Renzi dice ai 5Stelle che sulle preferenze ci potrebbe essere un punto di caduta, allora il patto del Nazareno “potrebbe essere ridiscusso”. Il senatore Felice Casson avanza l’idea commentando con Intelligonews il faccia a faccia tra il premier e il tandem grillino Di Maio-Toninelli. Condivide la logica del “comanda chi ha i voti” e su questo i voti non li ha Berlusconi ma il Pd. Quanto al voto sul Senato 2.0, da “dissidente” dem, è fiducioso… Nel faccia a faccia con i 5Stelle Renzi dice: “Avremo voluto le preferenze ma il patto non le prevede. Toninelli risponde che allora comanda Berlusconi. Controreplica di Renzi: no comanda chi ha i voti. Qual è la sua valutazione? «Io sono sempre stato favorevole alle preferenze, nel senso che condividendo l’idea che siano i cittadini a dover scegliere i propri rappresentanti, bisogna fare in modo che il rapporto sia diretto e la scelta più diretta possibile e le preferenze entrano in questa logica. D’altra parte, le preferenze esistono per tutti gli altri tipi di elezioni, dalle europee fino alle comunali e questo è un viatico positivo per farle accettare anche per le politiche». Sì ma è Berlusconi che non le vuole, quindi comanda lui? «Mi pare che Renzi abbia aggiunto che comanda chi ha i voti e i voti li ha il Pd». Quindi il patto del Nazareno potrebbe essere riaperto? «Va preso atto dell’affermazione di Renzi, se dice che chi comanda ha i voti, vuol dire che il patto del Nazareno potrebbe anche essere ridiscusso». Sul doppio turno di lista e non di coalizione proposto dai 5Stelle, Renzi dice che la questione va sottoposta alla valutazione del Pd. Lei è favorevole o contrario? «Anche questo è un altro punto da discutere che va correttamente sottoposto alla valutazione del Pd. Penso che tutto ciò che può portare a un allargamento del consenso nel nostro parlamento sia positivo». Riforma del senato alla prova dell’aula: i cosiddetti dissidenti tra i quali lei non arretrano, Chiti lo ha ribadito dicendo che se il testo non cambia lui non lo vota. Lei come voterà? «Credo che di fronte a tanti emendamenti sia possibile effettuare una cernita su alcuni che da un punto di vista dei contenuti sono già validi. Sono convinto che sia possibile arrivare a un consenso ampio all’interno del Senato per modificare il testo, così come arrivati a quel punto, fare una valutazione sulle modifiche apportate al Senato rispetto al punto di partenza». Quali potrebbero essere gli effetti di un vostro no dentro il Pd? «I punti sui quali c’è chiusura riguardano l’elettività del Senato: a questo proposito credo che ci sia un punto di caduta perché uno dei nostri emendamenti propone un Senato in parte elettivo e in parte non elettivo cioè composto dai rappresentanti del territorio. Noi riproporremo questo emendamento e vediamo. L’altra questione ancora aperta riguarda l’immunità: noi proporremo di abolirla o comunque di arrivare a dei correttivi. Terzo punto: i diritti fondamentali della persona. Credo che tutti i senatori quando parleremo della necessità di tutelare la libertà religiosa, la libertà personale, la libertà morale, si porranno seriamente la domanda se votare o no i nostri emendamenti e credo che potranno esprimere un voto favorevole, almeno in parte». E’ verosimile un asse tra dissidenti dem, dissidenti forzisti con la sponda dei grillini come auspica la Lombardi nell’intervista al nostro quotidiano, per bloccare le riforme che non vi piacciono? «Noi non vogliamo bloccare le riforme ma vogliamo che vengano fatte al meglio. Sul superamento del bicameralismo perfetto siamo d’accordo; sulla questione del voto di fiducia esclusivo alla Camera siamo d’accordo; sulla riduzione dei senatori siamo d’accordo anzi, noi diciamo riduciamo anche quello dei deputati. Con i 5Stelle possiamo lavorare insieme come peraltro già facciamo ad esempio sul tema della giustizia». E con la dinastia dei Min, inteso come Minzolini, cioè senatori dissidenti di Fi? «I Min li lasciamo stare perché poi verranno superati da altre dinastie… (scherzam ndr). Il punto è: è possibile che su temi cruciali, specialmente in Senato, ci sia un ampio consenso trasversale rispetto al centrodestra e al centrosinistra: accordi migliorativi, ben vengano».
autore / Lucia Bigozzi
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