Pd-Letta-Renzi. Ascani (Pd): “Noi maggiori azionisti del governo abbiamo di fronte due strade..."

17 ottobre 2013 ore 17:12, Fabio Torriero
Pd-Letta-Renzi. Ascani (Pd): “Noi maggiori azionisti del governo abbiamo di fronte due strade...'
“La legge di stabilità non è la panacea ma un passo in avanti verso un cambiamento della politica economica. Le rendite finanziarie vanno tassate di più”. Anna Ascani, parlamentare dem e renziana di ferro, intercettata da Intelligonews in Transatlantico, analizza i numeri della manovra economica ma allarga il ragionamento anche al nuovo fronte polemico innestato dai grillini sul negazionismo che “non può essere messo sullo stesso piano del revisionismo” perché …
Qual è il giudizio sulla legge di stabilità della renziana Anna Ascani? «E’ un passo avanti. Non è la panacea ma è un segnale verso un’altra filosofia economica, più mirata all’individuazione delle risorse rispetto alle politiche di rigore che abbiamo avuto finora. Si sta cominciando a ragionare di sviluppo. Certo, io avrei tassato maggiormente le rendite finanziarie e ne discuteremo in parlamento. Va considerato comunque che un governo di larghe intese deve fare sintesi tra impostazioni politico-economiche opposte». A proposito di Pd, qual è la situazione interna in vista del congresso e nel rapporto col governo Letta? «Noi siamo i maggiori azionisti di questo governo e abbiamo di fronte due strade: la prima possiamo definirla veltroniana nel senso di quanto accadde allora con il governo che cadde e il Pd che si preparò alle elezioni, ma correremmo il rischio di non essere credibili davanti agli elettori e al paese. La seconda che condivido, da un lato è fatta della fatica della mediazione e della consapevolezza di garantire governabilità sostenendo l’esecutivo Letta; dall’altro occorre preparare i presupposti per una futura nuova maggioranza che governi stabilmente il paese. In altre parole: non faremo mancare la fiducia a Letta ma al tempo stesso lavoriamo per il futuro». Secondo lei il negazionismo può essere un reato? Ieri al Senato i grillini hanno fatto saltare il banco … «Ci sono ancora ferite aperte in Italia che devono essere risarcite, ferite storiche. Io sono figlia di figli delle generazioni che hanno vissuto in prima persona e sulla propria pelle la guerra civilke italiana e dico che negare l’evidenza storica non è solo un errore, ma un insulto alla democrazia e all’oggettività. Non bisogna negare i crimini da qualsiasi parte vengano». Mi pare però che vi sia il tentativo di mettere sullo stesso piano negazionismo e revisionismo che sono due cose diverse. Qual è la sua valutazione? «Condivido. In effetti il revisionismo presuppone un lavoro di aggiornamento basato su nuove fonti e testimonianze, ad esempio il lavoro di Pansa che ha contribuito a fornire elementi nuovi in termini storiografici su un determinato periodo della nostra storia». Finanziamento ai partiti. Causin (Sc) a Intelligonews l’ha definito “una porcata” chiusa con la firma di Pd e Pdl. Condivide? «In effetti c’è questo rincorrersi tra Pdl e Pd. In prima battuta io sarei stata favorevole al finanziamento pubblico perché quello che gli italiani contestano non è tanto il principio pubblico, anche perché la politica ha i suoi costi, bensì la gestione partitocratica e corrotta del finanziamento. Noi non siamo in America, vogliamo copiarla ma lì c’è un’altra società. Il mio timore è che i partiti col finanziamento privato diventino ostaggio dei più ricchi, dei grandi finanziatori, delle lobby e non sto pensando unicamente a Berlusconi ma ai rischi che tutti i partiti possono correre. Alla fine, credo che abbiamo raggiunto un buon punto di sintesi con l’introduzione del famoso tetto sulle risorse che possono essere destinate dai cittadini».
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