Ferrero (Prc): “Lista Tsipras per il rinnovamento totale: no all'austerità e via i vecchi parlamentari”

18 aprile 2014 ore 16:31, Andrea Barcariol
Il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, intervistato da Intelligonews, fa il punto in vista delle Europee. Siete riusciti a presentare la lista “Un’altra Europa con Tsipras” attraverso la raccolta delle firme. In molti erano scettici. «Abbiamo raccolto 220 mila firme che sono più del necessario. Questa legge è fatta appoPaolo Ferrerositamente per impedire la presentazione delle liste di forze politiche che sono fuori dal Parlamento. Chi sta in Parlamento non deve fare nulla, chi sta fuori deve raccogliere 30.000 firme per ognuna delle 5 circoscrizioni e almeno 3.000 firme a regione. In Valle d’Aosta, ad esempio, dove gli aventi diritti al voto sono 90 mila, è una cosa molto complessa». Ci sono state delle critiche alla vostra lista perché esprime nomi di aree molto diverse? «Per me non è una critica, è la cosa buona di questa lista. Noi abbiamo due questioni molto chiare. La prima è il no alle politiche dell’austerità in nome di una politica di sinistra che sviluppi il welfare, il lavoro, l’uguaglianza e la giustizia sociale. La seconda è il punto di riferimento in Tsipras che noi candidiamo a presidente insieme agli altri partiti della sinistra europea. Questi sono gli elementi che caratterizzano la lista, in un quadro dove sono confluite diverse esperienze, politiche e associative. Per me questo è un valore positivo. Abbiamo trovato un punto di sintesi su due elementi fondamentali». Guardando le altre liste sembra che si parli tanto di rinnovamento ma poi i nomi sono sempre gli stessi. «La nostra lista ha un fattore di rinnovamento totale perché non c’è nessuno che ha fatto il parlamentare. Però in tutta franchezza la vera forza di una lista si misura da cosa propone. Per me l’idea che uno abbia già fatto o no il parlamentare non è il punto discriminante per cui uno va giudicato. Le persone vanno giudicate per cosa fanno, per cosa propongono, per cosa si battono». Cosa ne pensa della proposta del Sindacato Autonomo di Polizia di mettere delle telecamere sui caschi delle persone? «C’è una proposta a monte che andrebbe discussa: il numero identificativo sui caschi dei poliziotti perché di telecamere ce ne sono tante. Così si potrà identificare chi invece di applicare la legge la infrange. Questo farebbe fare un passo in avanti. Troppo spesso invece di gestire l’ordine pubblico si arriva a forme tribali di repressione. Si ha l’impressione a volte che più che provare a garantire l’ordine pubblico certi interventi vengano fatti per spaventare e per scoraggiare la partecipazione alle manifestazione. Bisogna evitare che le questioni sociali diventino un problema di ordine pubblico. Quando ero ministro avevo trovato 500 milioni di euro per un piano di rimessa a norma di 3.000 alloggi pubblici che erano chiusi. Quando il governo è saltato i soldi sono andati da un’altra parte. Il problema è che i governi sulla casa non hanno fatto nulla. La politica si occupa molto di dare i soldi alle banche e non ha messo un euro per le questioni sociali. Per questo serve la lista Tsipras che è parte di un movimento europeo che sarà un grande gruppo parlamentare e avrà un peso politico. Non basta più lamentarsi bisogna cambiare le cose. Bisogna trovare una soluzione politica ai problemi sociali evitando che diventino problemi di ordine pubblico. L’unico modo in cui si può fare è una lista che ha connessioni e collegamenti in tutta Europa».
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