Grecia, De Palo: "Ecco come la Troika ha svenduto questa nazione ai padroni del mondo"

18 dicembre 2014 ore 14:00, intelligo
Grecia, De Palo: 'Ecco come la Troika ha svenduto questa nazione ai padroni del mondo'
Con 160 voti a fronte di un quorum richiesto di 200, i due terzi dei suffragi totali, ieri è fallito il primo tentativo del Parlamento greco di eleggere il nuovo presidente della Repubblica. L’assemblea si esprimerà ancora sul candidato governativo Stavros Dimas martedì 23 dicembre e lunedì 29. Se anche nelle prossime due chiamate non verrà eletto un presidente, il premier Samaras sarà obbligato a indire le elezioni politiche anticipate. I riflettori di tutto il continente tornano quindi puntati su Atene e crescono gli allarmismi delle cancellerie europee per una sempre più possibile vittoria del partito di sinistra radicale Syrisa, che chiede di ridiscutere il memorandum della Troika. IntelligoNews ne ha parlato con il giornalista Francesco de Palo, direttore del magazine Mondo Greco e autore del libro Greco eroe d’Europa. Perche tutti i riflettori della comunità internazionale sono puntati sull’elezione del presente greco? “L’appuntamento è fondamentale perche alla terza fumata nera scioglierà il Parlamento e si andrà alle elezioni il prossimo 25 gennaio. Il che significa che si prospetta una vittoria di Syrisa, il partito della sinistra antisistema guidato dal leader carismatico Alexis Tsipras che, al momento, i sondaggi danno in vantaggio di 5 punti percentuali sopra il partito governativo di centro-destra Nuova democrazia. Tsipras non dice di uscire dall’euro ma chiede di ridiscutere il memorandum della Troika. Un memorandum che ha messo in ginocchio il Paese e che, anche secondo una recente dichiarazione del Fondo monetario internazionale (Fmi), ha presentato numeri sbagliati. Il memorandum ha sopravvalutato la Grecia pensando che sarebbe riuscita ha risanare il debito con tagli draconiani e un aumento spropositato delle tasse, ma i greci non hanno retto questo regime fiscale… quindi le tasse vengono evase. Ad esempio adesso hanno deciso di tassare con un superbollo anche le macchine a metano colpendo così molti di quelli che avevano cambiato alimentazione alla loro auto per risparmiare. E ora la Troika chiede anche di tassare il turismo, l’unico settore che ancora tiene in piedi il tessuto economico greco. Si tratta di tutti elementi che dimostrano il fallimento del memorandum, infatti anche il premier Samaras ha capito che non può più spremere i cittadini”. Quindi le cure lacrime e sangue della Troika non hanno avuto l’effetto sperato… “L’unico fatto positivo è che la Grecia è tornata sui mercati ma questo non ha un riverbero sui cittadini. Sono poveri 4 greci su dieci e i nuovi indigenti sono gli imprenditori. Si è bloccata la catena commerciale, chi ha due euro in tasca non li spende e se non paghi le tasse vai in galera, come prevede una nuova legge varata su pressione della Troika. Chi non ha più commesse prima di chiudere deve pagare tutte le tasse altrimenti rischia il carcere. È in questo quadro che Syrisa vuole imporre ai creditori stranieri un taglio debito greco del 60%”. Cosa rischia adesso la Grecia? “Cipro lo scorso anno, in virtù di un default simile alla Grecia, si è trovato obbligato dalla Troika ad applicare un prelievo forzoso sui conti corrente per saldare immediatamente un pezzo del suo debito. Questo ha colpito il ceto medio. Il rischio di un prelievo forzoso sui conti greci è stato paventato da Goldman Sachs nel caso in cui si vada ad elezioni anticipate, poiché la banca centrale ellenica potrebbe trovarsi senza liquidità. A Cipro è stato uno shock, i correntisti si sono trovati con le banche chiuse e i bancomat che davano un massimo di 200 euro. Questa soluzione noi l’abbiamo conosciuta con Amato del ’92. Ma quello che serve è abbattere la spesa pubblica, abbassare le tasse e fermare i tassi di interesse sul debito greco. Diciamo che la Grecia era come una grande damigiana con un buco sul fondo, la Troika invece di tappare il buco ha continuato a versarci dentro il vino fino all’orlo. In pratica ha prestato denaro ad un Paese già fallito e la Grecia oggi torna minacciare un contagio a tutta l’Europa, sebbene grazie al memorandum le banche francesi e tedesche si sono liberate dei titoli tossici ellenici”. E Berlino e Bruxelles non sanno più che pesci prendere… “Adesso le cancelliere europee e l’Ue fanno un appello affinché i cittadini greci votino con coraggio e giudizio, perché con la fumata nera di ieri temono l’approssimarsi delle elezioni. Il problema è capire che maggioranza avrà Syriza, se dovrà fare un governo di larghe intese e se gli accordi reggeranno”. Con il consenso espresso a Syriza e Alba Dorata i greci chiedono risposte radicali? “La gente è stanca, in uno dei miei ultimi viaggi in Grecia ho visto un striscione che recitava: “Né destra né sinistra ma con Alba Dorata”. In nessun altro paese d’Europa c’è un intero gruppo parlamentare agli arresti in attesa di processo perché accusati di appartenere ad un’associazione criminale che mira al colpo di Stato. Non so se le accuse saranno dimostrate, ma intanto la gente non bada agli atti di intolleranza contro gli immigrati ma al fatto che lo sfascio della Grecia non è stato provocato da Alba Dorata ma dai governi socialisti e dalle quattro famiglie che reggono il paese ad trent’anni a questa parte. L’altissimo livello di corruzione è stato tollerato per anni da una giustizia da terzo mondo”. Peggio di quello italiano? “In Italia qualche condanna esemplare, anche di personaggi noti, c’è stata. In Grecia è difficilissimo perseguire un deputato, basta dire che c’è una legge che prevede che in caso di cambio del governo, devono ripartire i termini per l’autorizzazione a procedere in atto contro un parlamentare. In pratica la commissione che si riunisce per i procedimenti non termina mai il suo lavoro. Ma su questi temi Berlino fa le orecchie da mercante invece di chiedere riforme, perché anche in un recente documento dell’Unione europea si prede atto delle tangenti elargite da multinazionali tedesche per prendere appalti in Grecia, questa non è un’opinione, è messo nero su bianco dall’Ue”. Oggi come vive un cittadino medio greco? “Il cittadini medio sta pensando di andarsene , è triplicato il flusso di immigrati greci verso l’Australia e la Germania, i due maggiori paesi di destinazione. Chi resta è un eroe, considerato il livello di tassazione. Ho un amico imprenditore nella logistiche che ha 100 camion tutti fermi. Oggi lavorano solo le imprese coinvolte nella costruzione del Tap, il grande gasdotto che parte dall’Azerbaigian e che arriverà anche in Italia, nella realizzazione di quattro grandi termovalorizzatori che però hanno come principali partner ditte straniere, quindi le ricadute sul territorio sono pochissime. Ad Atene il lungomare vicino all’ex aeroporto è stato comprato dal proprietario del Paris Saint Germain, principe ereditario del Qatar che vuole trasformare quest’area in una Dubai del Mediterraneo. Questo è un paese svenduti ai potenti del mondo. Ormai non si parla di antropos ma di spread”. Volendo fare un parallelismo con l’Italia quali elementi dobbiamo rilevare “L’Italia e la Grecia sono paesi con numeri e fattori diversi, però in Italia i sintomi sono simili: si risparmia sul carrello della spessa eliminando pesce e carne e comprando più pane e pasta. Come i greci, stiamo risparmiando sulle visite mediche private, privilegiando i mesi di attesa del pubblico, e sulla manutenzione delle auto. In Grecia si trovano tante macchine parcheggiate con la targa rimossa, è un fenomeno che si inizia a vedere anche in alcune provincie del sud. Mentre nel Triveneto – bada bene non in Calabria – si vedono molti cancelli delle fabbriche chiusi. Aggiungi il nostro debito pubblico fuori dalla grazia di Dio e un governo che è stabile solo sulla carta e che parla solo di riforme istituzionali che non attraggono investimenti”. Chiudiamo con una speranza. Insomma come ne usciamo da tutto questo? “Io nel mio libro Greco eroe d’Europa teorizzo che la rinascita non è una questione di soldi, l’Europa si ricostruisce ripartendo dallo spirito di De Gasperi, Adenauer e De Gaulle. Guardandomi in giro non vedo personaggi di questo spessore. Si riparte da quello che siamo e da quello che abbiamo rappresentato per tutto il mondo. Io non sono un anti-europeista, anzi sogno un Europa forte che vada dall’Atlantico agli Urali, ma adesso è un continente diviso, balcanizzato che non può produrre benessere per tutti e che ha fatto errori tremendi come istituire una moneta unica prima di un tessuto economico unico”.
autore / intelligo
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