La criminologa Bruzzone: "Droghe leggere? Una menzogna ideologica! Guai a liberalizzare i viaggi mentali..."

18 gennaio 2014 ore 10:17, Marta Moriconi
La criminologa Bruzzone: 'Droghe leggere? Una menzogna ideologica! Guai a liberalizzare i viaggi mentali...'
«Le droghe leggere non esistono. In questo momento la gente rimanga il più lucida possibile e non buttata sul letto». A parlare a IntelligoNews, usando questi toni decisi e sicuramente forti, è la criminologa e psicologa Forense, Roberta Bruzzone, che non crede affatto nella distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti  definite «una menzogna ideologica. Queste sostanze sono tutte in grado di influenzare in maniera importante, con conseguenze anche serie, il sistema nervoso, e di conseguenza tutto il sistema cognitivo ed emotivo delle persone». Quanto al sistema giustizia, affrontando il tema dello svuota-carceri di cui il Parlamento è tornato ad occuparsi, ribadisce la necessità di «cominciare, piuttosto, a far leggi severissime con pene certe, sicure e lunghe», ma fa un salto in avanti: «In tema di giustizia occorre fare una seria e approfondita spending-review con tutti i capitoli di spesa di questo Paese e occorre investire». Investire già… Il Parlamento è alle prese con il decreto svuota-carceri.  Rispetto alla sua esperienza professionale che opinione si è fatta? «Lo svuota carceri mi chiede? Mi ripeterò, ma quello che succederà è che saranno favoriti soggetti che non avrebbero avuto il diritto di esserlo. La pena deve essere certa, ma in Italia... Guardi io mi sto confrontando con colleghi di altri Paesi  Europei perché sto lavorando ad un progetto internazionale proprio in questo periodo. E le posso assicurare che quando racconto come stanno le cose in Italia la gente inorridisce. Esattamente il contrario di quello che accade in Paesi che dovrebbero essere considerati da noi degli esempi. Per me non è questa la strada. Lo continuerò a ribadire. Il messaggio che passa è sempre sbagliato ed è triste per chi non delinque, sta nelle regole e per sopravvivere si ammazza di lavoro». Ma allora cosa andrebbe fatto? «Il grosso problema è che non riusciamo nemmeno a creare una legge contro la corruzione, che è l’elemento cardine vero. Trovo vergognoso che coloro che sono dentro per reati afferenti a un sistema corruttivo, soprattutto di matrice politica, potranno usufruire di questi vantaggi. Altro che svuota carceri: qui bisogna cominciare a far leggi severissime con pene certe, sicure e lunghe nei confronti di coloro che viziano e avvelenano il controllo di gestione del nostro Paese, attraverso meccanismi corruttivi». Indulto e amnistia, nei Paesi esteri con cui sta collaborando ne parlano? «Sono parole mai pronunciate, perché tra l’altro là non esistono le condizioni carcerarie che abbiamo noi. Sono Paesi diversi quelli. Non hanno neanche avuto bisogno di ricorrere a questi mezzucci per riuscire a risolvere un problema che andrebbe risolto in altro modo». C’è chi già solleva l’allarme, tra l’altro, dei Tribunali al collasso per colpa di questo provvedimento. «Ovviamente questo tipo di provvedimenti estingue il reato e di conseguenza il lavoro dei Tribunali. E’ l’ennesima iniezione che vorrebbe riuscire a sanare problemi che invece si riproporranno… e si sono già riproposti, perché questo tipo di pseudo soluzioni sono già state applicate, poi a distanza di qualche anno ci siamo ritrovati non solo al punto di partenza ma peggio di prima. Qui bisognerebbe investire…». Investire, dice? «Certo, occorre fare una seria e approfondita spending-review con i capitoli di spesa di questo Paese, che evidentemente non è in grado di sopportare delle spese pubbliche come quelle attuali - e mi pare di capire che qualcuno che sta facendo discorsi coerenti sotto questo profilo ci sia finalmente – e a quel punto investire dove serve investire. Occorre guardare alla polizia giudiziaria e penitenziaria, puntare sulle risorse e aprire nuove carceri per garantire condizioni di permanenza adeguate a quelli che sono gli standard relativi a un Paese Civile, che evidentemente non è il nostro. Altro che buttare fuori gente dalle carceri con un espediente o con un altro, il problema enorme è ripensare il sistema giustizia». Liberalizzazione della cannabis. Cosa ne pensa? Lo chiediamo alla psicologa forense… «Sono contraria a qualsiasi tipo di droga perché non esiste una distinzione tra leggere e pesanti. Sono tutte in grado di influenzare in maniera importante, con conseguenze anche serie, il sistema nervoso, e  di conseguenza tutto il sistema cognitivo ed emotivo delle persone. Distinguerle è una contraddizione in termini o peggio, una menzogna cavalcata in modo ideologico. In questo momento è meglio che la gente rimanga il più lucida possibile, non buttata sul letto a fare viaggi mentali sotto l’effetto di qualunque tipo di sostanza. E finiamola di parlare di droghe leggere, perché a livello neurologico non esistono droghe leggere!». Infatti si parla di uso terapeutico… «Peraltro l’uso terapeutico è subordinato a un controllo medico, e ci sono delle motivazioni per cui ricorrere a un certo tipo di sostanza. L’uso ricreativo, così come si ama definirlo, è tutto tranne che ricreativo nei  confronti del nostro sistema nervoso, le assicuro che il nostro cervello non si diverte per nulla ad assumere questo tipo di sostanze». Sul reato di omofobia si è fatta un’opinione? L’ha letto? «Non ho avuto modo di leggere la proposta, sono comunque favorevole a stigmatizzare in maniera molto pesante, sotto il profilo delle conseguenze, qualunque comportamento che in qualche modo si rifaccia a condizioni di disparità, di disuguaglianza e discriminazione. L’omofobia rientra pienamente in questo caso, da questo punto di vista- se scritto bene- non vedo nessun tipo di problema. Questo è un Paese che va comunque educato, perché purtroppo gli stereotipi legati ad alcune condizioni, quelle delle donne prima e poi quelle degli omosessuali, sono assolutamente inaccettabili». Non perdere nessuna intervista di IntelligoNews! Segui la civetta su Facebook cliccando qui!  
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