Renzi-Merkel? Tutto a posto. E' il Gattopardo tedesco, Padoan obbedirà a Schaeuble

18 marzo 2014 ore 13:55, intelligo
Renzi-Merkel? Tutto a posto. E' il Gattopardo tedesco, Padoan obbedirà a Schaeuble
di Luca Lippi Il presidente del consiglio più giacobino della storia della Repubblica Italiana, ritorna in Italia tronfio delle parole di circostanza espresse dalla Merkel: “Renzi mi ha illustrato un programma di riforme molto ambizioso, è un messaggio positivo che accogliamo molto bene. Gli auguro molta fortuna e coraggio, tutto il bene: si tratta di un cambio strutturale, anche con riforme del mercato del lavoro che porteranno a uno sviluppo positivo”. Belle parole, non dice niente ma come lo dice bene! Angela, colei che ha trattato con Prodi, Berlusconi, Monti, Letta e ora con Renzi, dicendo le stesse cose, un gran segnale di cambiamento sottolineato per il nuovo che avanza dalla Kanzlerin! Intanto però, la frase pronunciata ad alta voce copriva l’ordine perentorio proveniente dal tavolo meno cerimonioso pronunciata da Schaeuble a Padoan “Drei cumma nul!” … il bastone e la carota. Non si deve sforare il 3%, che in buona sostanza significa che si può utilizzare l’agio ricavato sul deficit/PIL di 0.4%, ma non otre e per non troppo tempo, quindi ci fanno fare le cose a metà. Come dire di arrivare da Roma a Berlino con autonomia sufficiente ad arrivare si e no a Firenze! A questo punto, siamo tornati ad avere le stesse munizioni individuate da Mario Monti solo che con un ritardo di oltre un anno, e il tempo è denaro … di Pantalone, ma sempre denaro è. La preoccupazione di Renzi, Hollande e Merkel è unicamente quella di fare fronte comune per arginare la marea antieuro che sta per abbattersi pericolosamente sulla unione Europea. La Merkel è serena perché nella peggiore delle ipotesi (uscita dalla moneta unica) godrà in solitaria del cambio EUR/USD a 1.40, tendete a 1.60 se giocano bene la carta della crisi Russia Ucraina, Hollande e Renzi un po’ meno perché il fronte antieuro campeggia fuori e dentro i rispettivi schieramenti e correnti “alleati” di Governo. Riguardo alle questioni riguardanti lo Job act, la risposta è perentoria e Padoan starà spiegandola ancora a Renzi con buona pace di Squinzi e omologhi che devono ridisegnare la strategia mentre gli sceneggiatori dovranno riscrivere e ricomporre nuove slides da mostrare alla Stampa per una nuova e simpatica “supercazzola” a colori. Confermata la leadership tedesca, strizzando l’occhio alla corrente socialdemocratica, Renzi cerca di sfruttare la sua figura di simpatico non con convenzionale capo di Governo che farà da avanspettacolo prima della rappresentazione dei boiardi europei che, superato lo scoglio delle Europee, tenteranno di tirare avanti fino al 2018 sul tavolo verde poggiato sulle spalle dei popoli sovrani della ex Comunità Europea che ancora spera di diventare Unione Europea. Rimane da giocare l’asso nella manica della diplomazia italiana che ha un ruolo primario nella gestione della questione Russo-Ucraina. Ovviamente di questo nessuno può parlare, ma i sorrisi e le vigorose "strette di mano" possono essere sostenute solo da questo perché dietro il “Drei cumma nul!” c’è solo tanta malinconia.    
autore / intelligo
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