Centrodestra, Di Stefano (Fi): "Stiamo lavorando per unire senza distinzioni tra moderati e lepenisti"

18 novembre 2014 ore 12:15, Adriano Scianca
Centrodestra, Di Stefano (Fi): 'Stiamo lavorando per unire senza distinzioni tra moderati e lepenisti'
“Salvini? È un leader di rilievo, ma il passato ci insegna che le leadeship basate solo sul nome durano poco”. Il deputato forzista Fabrizio Di Stefano non chiude le porte al rampante leader leghista, ma allo stesso tempo rifiuta l'opposizione fra un modello neo-moderato e una ispirazione “lepenista”: “I nostri valori sono chiari e uniscono tutte le forze alternative al centrosinistra, senza distinzioni fra moderati e lepenisti”. Forza Italia sembra a un bivio: da una parte c'è Ncd, dall'altra la Lega. Di Stefano, come vede il futuro del centrodestra? «Credo che al di là delle incomprensioni fra le varie forze, alla fine sarà inevitabile che il centrodestra lavori per trovare una unità d'intenti fra tutte le forze alternative al centrosinistra. La stessa divisione che si è sviluppata sul Jobs Act testimonia che anche Ncd debba alla fine riaprire un discorso rivolto al centrodestra. È un discorso difficile, fatto di mediazioni, ma in politica la capacità d'ascolto è una virtù». Molti indicano in Salvini il nuovo leader del centrodestra: lei come giudica l'operato del segretario leghista? «Io credo che noi dobbiamo trarre insegnamento dalle esperienze del passato. Lo stesso Renzi sta scendendo nei sondaggi, proprio perché una leadership che si basa unicamente su un nome regge per poco. Salvini è un leader di rilievo che manda messaggi chiari. Ma prima degli uomini viene sempre il messaggio politico». Proprio a proposito di messaggio politico: Salvini o meno, il centrodestra deve decidere se darsi una veste moderata, rischiando però di dar vita a una replica del renzismo, oppure puntare su immigrazione, legalità e sicurezza per un'immagine più “lepenista”. Lei che ne pensa? «Noi abbiamo una tavola dei valori dettata dalla storia: difesa dell'unità nazionale, tutela della vita, lotta alla droga, contrasto dell'immigrazione clandestina. Sono tutti temi da sempre cari al centrodestra, senza distinzioni fra moderati o lepenisti. La Bossi-Fini è stata fatta da un centrodestra non lepenista, la difesa della vita ci appartiene da molto prima che Marine Le Pen cominciasse a fare politica. Nello specifico aggiungo che Marine è un ottimo personaggio, ma che quando parliamo di lepenismo dobbiamo anche considerare il cambiamento che ha assunto questo termine negli ultimi anni, proprio grazie a Marine Le Pen». Non crede, tuttavia, che Renzi possa aver ormai fatto suoi una serie di temi tipici della destra “moderata”? «Renzi non riuscirà mai a incarnare i valori del centrodestra. A patto però che il centrodestra faccia il centrodestra. Pensi a temi come la difesa della vita, o alle pagliacciate di Marino che firma autografi sulle unioni di fatto. Alla fine l'area di riferimento culturale pesa». Cosa pensa, infine, della rinnovata vitalità di Gianfranco Fini, che su Twitter ha lanciato messaggi a molti ex compagni di partito? «Io credo che tutto il mondo del centrodestra sia in credito con Gianfranco Fini. Auspico certamente che le battaglie che furono di Alleanza Nazionale vengano riprese oggi da un qualche soggetto, ma comunque vada non credo che Fini possa esserne a capo».    
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