Dal Messico all’Iraq fino alla Siria: ecco i martiri del presente di cui non si parla

18 novembre 2014 ore 14:11, Americo Mascarucci
Dal Messico all’Iraq fino alla Siria: ecco i martiri del presente di cui non si parla
In Messico la Chiesa è sempre più nel mirino dei narcos i quali, attraverso i loro squadroni della morte, sequestrano ogni giorno decine di sacerdoti, missionari e religiosi per poi bruciarli vivi e far sparire i corpi carbonizzati.
Una triste realtà che sta venendo alla luce e che dimostra come, ancora oggi, in ogni parte del mondo i cristiani continuino ad essere i perseguitati per eccellenza. Ovunque, nei paesi islamici, come in quelli induisti, o nell’America Latina i seguaci di Cristo continuano a pagare con la vita la loro fedeltà al Vangelo. In Messico i sacerdoti ormai da anni denunciano apertamente le violenze dei narcos nei confronti delle popolazioni, soprattutto quelle più povere, costrette a subire le prepotenze e i ricatti della criminalità organizzata, spesso con l’immobilismo o peggio la connivenza delle autorità locali. Chi si oppone al giogo criminale paga con la vita; i bambini vengono strappati dalle loro famiglie per essere allevati alla criminalità e diventare in seguito manovalanza del narcotraffico. Chi non accetta le regole viene rapito e fatto sparire. Ogni tanto vengono scoperte fosse comuni piene di corpi carbonizzati, i corpi delle persone che hanno osato opporsi alla regole del crimine. Spesso si tratta di sacerdoti, in larga parte missionari comboniani impegnati in prima linea nella lotta alla mafia messicana e nella difesa dei diritti dei più deboli. Massacri che avvengono nel silenzio più assordante della comunità internazionale, quella stessa comunità che quando si tratta di difendere i cristiani, sembra dimenticarsi del rispetto dei diritti umani. Si parla ogni giorno delle atrocità dell’Isis, ma chissà perché l’attenzione è rivolta sempre verso tutti tranne che verso i cristiani dell’Iraq e della Siria contro i quali è in corso un autentico genocidio senza precedenti, messo in atto con il chiaro intento di eliminare la presenza del cristianesimo nel Medio Oriente. Interi villaggi cristiani sono stati rasi al suolo, uomini e bambini massacrati senza pietà, donne, anche bambine, ripetutamente stuprate. In altre regioni invece ai cristiani è stato imposto l’obbligo della conversione, pena il pagamento di una tassa per il soggiorno sul territorio islamico, e poco importa se in quella terra i cristiani ci hanno vissuto per secoli. Questo ciò che avviene nel Medio Oriente. Laddove i cristiani non sono perseguitati per motivi etnici e religiosi, vengono massacrati perché il loro impegno al servizio dei poveri dà fastidio ai potenti; la fedeltà al Vangelo è considerata un ostacolo agli interessi della criminalità, come avviene appunto in Messico dove l’aiuto che i sacerdoti forniscono alle popolazioni vessate e umiliate dalle prepotenze, suscita l’avversione e l’odio dei narcos, che senza pietà sequestrano i missionari e li uccidono nei modi più atroci. Purtroppo i mass media amano parlare della Chiesa soltanto con riferimento al Vaticano, facendo passare il messaggio sbagliato che la Chiesa sia fatta esclusivamente di porpora e palazzi; invece la Chiesa non è soltanto Roma, il Papa, i Sinodi e le cupole; non esiste soltanto il vertice, ma c’è anche e soprattutto quella Chiesa cosiddetta “in uscita” che tanto piace a Papa Francesco e che, in verità esiste da sempre e non è un’invenzione contemporanea; è la Chiesa cosiddetta di frontiera formata da sacerdoti, suore, missionari religiosi e laici che agiscono nei contesti più difficili testimoniando il Vangelo con la loro azione e la loro vita. Una missione che sempre più spesso sfocia nel martirio. Già, i martiri! Se ne parla sempre come se si trattasse di figure del passato, icone da esporre nelle camere da letto e non ci si rende conto di come il martirio sia invece per il cristiano la testimonianza più frequente dell’attualità. Peccato che i martiri cristiani facciano notizia soltanto per i media cattolici e non siano considerati invece di rilevante interesse per la grande stampa, o almeno non con la stessa evidenza riservata alle ultime strabilianti rivelazioni su Gesù e la Maddalena.
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