Zan (SEL): «Omofobia: il Pd è sotto scacco. Grillo ha azionato macchina del fango contro Boldrini»

18 settembre 2013 ore 15:58, intelligo
alessandro_zan-432x288di Andrea De Angelis «L'atteggiamento del Pd è sconvolgente: cerca un accordo di governo sull'omofobia che è invece un tema del tutto trasversale».  Così Alessandro Zan, parlamentare di Sel intervistato da IntelligoNews commenta le ultime ore calde alla Camera. I colpevoli dei continui rinvii per Zan sono proprio gli esponenti democratici: «Il Pd è sotto scacco di una minoranza parlamentare, ma anziché procedere si mette a inseguirla non ascoltando la popolazione che reputa il provvedimento di assoluto buonsenso». I numeri infatti ci sono: «Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico realizzano un'ampia maggioranza: non serve inseguire proposte al ribasso».  L'attacco del M5S alla Boldrini è poi per il deputato l'ennesima iniziativa contro la Presidente della Camera voluta da Grillo: «Siamo dinanzi a una macchina del fango, a un attacco scientifico per far saltare una donna che è a capo delle istituzioni».    Oggi in Parlamento si discute sulla Legge antiomofobia e anche questa volta scoppia la bagarre: seduta sospesa, richieste di dimissioni alla Boldrini, polemiche dentro e fuori dall'Aula. Cosa sta accadendo? «Credo che quanto accaduto sia grave, e sono sconvolto in particolar modo dall'atteggiamento del Partito Democratico che continua a cercare l'impercorribile strada dell'accordo di maggioranza. La Legge non è infatti nel programma del governo, non ho mai sentito Letta parlare di questo alla Camera, eppure si cerca un accordo tra i partiti su un tema che è invece assolutamente trasversale. Stiamo parlando di norme che esistono già in tutti i Paesi civili e che servono a contrastare suicidi, aggressioni e discriminazioni di omosessuali che la cronaca registra ogni giorno».  Vorremmo però capire la polemica del Movimento 5 Stelle nei confronti della Presidente della Camera, con la richiesta delle sue dimissioni. Il suo partito ha subito difeso Laura Boldrini, ma quali i motivi dell'attacco grillino? «Si tratta di un attacco del tutto pretestuoso, loro utilizzano la Presidente della Camera come elemento di polemica sul web e di questo sono veramente indignato. Inoltre l'omofobia non c'entra nulla, perché loro sono intervenuti su una questione del regolamento. Siamo dinanzi a un attacco scientifico per far saltare una donna che è a capo delle istituzioni». Quindi è il genere femminile nel mirino del Movimento 5 Stelle? «Del resto basta leggere i commenti sul blog di Grillo dove sappiamo bene come è stata etichettata. Siamo dinanzi a una macchina del fango degna del peggior giornale di parte». Da un lato dunque il problema omosessuali, dall'altro la tutela del genere femminile, aggiungiamo anche i molteplici attacchi al ministro Kyenge ed il quadro appare di tinte che forse vanno oltre il semplice dibattito politico, con sfumature proprie della cultura di un popolo. Cosa fare? «Il problema è che la classe politica vive in un mondo totalmente autoreferenziale, perché la stragrande maggioranza degli italiani considera l'approvazione di una Legge antiomofobia un atto di assoluto buonsenso. Lo scandalo semmai è il tentativo di una minoranza di porre un veto all'approvazione di questa Legge, con un Pd sotto scacco che anziché approvare la Legge si mette a inseguire tale minoranza». Dunque i numeri, laddove il Pd fosse unito, ci sono? «Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico realizzano un'ampia maggioranza, i numeri sono evidenti. Sui diritti non si può mediare, basta inseguire proposte a ribasso per tenere unita una maggioranza di governo su un tema che attiene, proprio perché trasversale, al parlamento».
autore / intelligo
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