Iran: social “liberi”? Sì… ma solo per 24 ore.

18 settembre 2013 ore 16:38, intelligo
di Giuseppe Tetto
Iran: social “liberi”? Sì… ma solo per 24 ore.
Tehran toglie il bavaglio a Facebook e Twitter. Dilaga la gioia fra gli attivisti digitali che, senza perdere un secondo, riempiono di "cinguettii" la rete. A distanza di quattro anni dalla loro messa al bando, i due social tornano a vedere la luce senza l’ausilio della Virtual private network (Vpn), unico strumento per aggirare l’insidiosa censura di Stato. Ma come in ogni buon thriller che si rispetti, i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo. E succede che il miracolo tanto atteso, va a sfumare nell’arco di una giornata. Sono bastate poco più di 24 ore al governo iraniano, per risolvere il “problema tecnico non meglio specificato”. Abdolsamad Khoramabadi, segretario di governo e responsabile dell'agenzia nazionale per la regolamentazione del web, ha puntato il dito contro un misterioso provider che avrebbe provocato lo squarcio nei filtri adottati dallo stato. Ma niente di allarmante. Tutto ripristinato, tutto risolto. Ogni cosa torna sotto l’occhio vigile delle autorità di Tehran. Proprio come era stato comandato dall'ayatollah Khamenei, Guida Suprema della Repubblica, dopo le proteste post-elettorali di quattro anni fa (la famosa "rivoluzione verde" che tanti rimpianti ha lasciato al Paese). Eppure in molti avevano sperato in una svolta “epocale” da parte del presidente Hassan Rohani e dello stesso ayatollah che, in fondo, al contrario di quello che predicano, su Facebook e Twitter ci stanno già. Un paradosso? Mica tanto. Conoscitori dell’immenso potere comunicativo del web, hanno ponderato bene di tenere sotto il loro controllo l’impatto devastante del web sulla società. Virtù, quelle della rete, che sta imparando ad apprezzare anche il premier turco, Recep Tayyip Erdogan che, dopo la secca sconfitta subita sui social network, diventati un grande mezzo di denuncia dei giovani contestatori di Gezi Park durante le grandi proteste di giugno, ha deciso di non farsi trovare più impreparato. Il governo di Ankara ha infatti previsto l’assunzione di  6mila esperti, per contrastare qualunque attacco o rappresaglia dell'opposizione sul web. Che la guerra 2.0 continui.  
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