Giovanardi (Ncd): “Letta rimuova il decalogo da regime fascista. Non mi risulta che i gay siano una razza”

19 dicembre 2013 ore 17:05, Lucia Bigozzi
Giovanardi (Ncd): “Letta rimuova il decalogo da regime fascista. Non mi risulta che i gay siano una razza”
Legge anti-omofobia: "Pronti alle barricate parlamentari”. Decalogo anti-discriminazioni sul sito di Palazzo Chigi: “E’ come tornare al regime fascista che imponeva ai giornalisti cosa scrivere e ai maestri cosa insegnare”. “Letta rimuova il ‘decalogo’ dal sito della presidenza del Consiglio. L’Ufficio antidiscriminazioni non ha competenze sull’omosessualità”. Il senatore Carlo Giovanardi è perentorio e il messaggio è per Letta al quale tutto il gruppo di Ncd al Senato ha rivolto un’interrogazione per dire no alle “regole” non solo per giornalisti pubblicate sul sito della Presidenza del Consiglio. “Condivido l’editoriale del direttore Torriero: per fortuna ci sono realtà che portano avanti queste battaglie nell’ignavia della grande stampa”. Non solo: domani la legge anti-omofobia torna in Senato e Giovanardi a Intelligonews annuncia “barricate parlamentari”.
Senatore Giovanardi, qual è la natura dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali? «Per legge deve occuparsi delle discriminazioni che riguardano la razza e l’origine etnica: questa è la sua funzione stabilita dalla legge del 2003 che recepisce una direttiva europea che obbliga gli Stati membri a costituire un Ufficio per combattere le discriminazioni di razza o di etnia: non mi risulta che l’omosessualità sia una questione di razza o di etnia. Questo Ufficio, adesso svolge altre funzioni che riguardano gay, lesbiche, ma non hanno alcun fondamento di legge». Si spoeghi meglio. «Sono iniziative amministrative presentate dalla Carfagna e dalla Fornero del tutto illegittime perché non rientrano nelle competenze dell’Ufficio. Ma ci sono altri aspetti intollerabili». Quali? «Le allucinanti disposizioni pubblicate sul sito della presidenza del Consiglio che, evidentemente, scrive i suoi documenti collaborando con una sorta di Consulta che risulta composta da una trentina di associazioni gay, istituita l’anno scorso con un decreto direttoriale, e dunque un organismo di parte, mentre l’Ufficio dovrebbe operare in modo imparziale. Mi domando cosa stia facendo la Corte dei Conti». Perché dovrebbe intervenire la Corte dei Conti? «Come fa un Ufficio ad avere competenze che non gli sono state assegnate? Come fa a mettere a bilancio le spese relative a cose che non può fare? E’ come se il ministero dell’Agricoltura si interessasse di cinema e istituisse un apposito Ufficio, fuori dalle sue funzioni». Nasce da qui l’interrogazione a Letta firmata da tutti i senatori di Ncd? «Esattamente: chiediamo al premier a che titolo questo Ufficio istituito presso la presidenza del Consiglio si occupi di materie che non gli sono attribuite. Non solo: ma chiediamo di rimuovere la pubblicazione del ‘decalogo’, assolutamente inaccettabile. E non riguarda solo i giornalisti. Chiediamo a Letta di prendere le distanze dal ‘decalogo’ e rimuovere dal sito i documenti pubblicati». Faccia un esempio. «Giornalisti, ma anche scuole. Nel documento c’è scritto che gli insegnanti devono spiegare ai bambini le differenziazioni di genere. L’unico precedente storico di un governo che si occupava di imporre a tutti cosa dire e cosa fare è stato durante l’epoca fascista. C’era il ministero della Cultura popolare che dava disposizioni ai giornali su cosa dovevano o potevano scrivere. Oggi siamo al punto che sul sito del governo si dice ai giornalisti quale linguaggio devono usare. Nonostante questo, la grande stampa non né parla, figuriamoci poi della nostra interrogazione. Pensiamo solo a cosa sarebbe successo se fosse stato il governo Berlusconi a pubblicare questo ‘decalogo’: sarebbe scoppiata la rivoluzione». Secondo lei c’è un collegamento con la legge sull’omofobia? «Proprio domani devono essere presentati gli emendamenti alla legge sull’omofobia arrivata al Senato dalla Camera. Secondo questa legge diventa un reato penalmente perseguibile ogni opinione discriminatoria nei confronti dell’omofobia e transfobia. In sostanza vengono estese le norme della legge Mancino che riguarda il razzismo, l’olocausto degli ebrei. Cosa vuol dire?». Risponda con un esempio. «Se io sono contrario all’adozione di bambini da parte di coppie gay sarò perseguito penalmente, idem se dirò che sono contrario ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Se un maestro dirà agli alunni che un bambino nasce dall’incontro naturale tra un uomo e una donna, sarà perseguito penalmente. E’ una follia: noi su questo faremo le barricate parlamentari. E’ una legge totalmente liberticida perché colpisce le opinioni. Se dovesse passare, non sarà neanche più possibile fare un confronto politico, perché tutto diventa materia penale».
autore / Lucia Bigozzi
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