Ecco chi è il nuovo banchiere dello Ior

19 febbraio 2013 ore 13:06, intelligo
Ecco chi è il nuovo banchiere dello Ior
Classe 1958, membro dei Cavalieri di Malta, organizzatore di pellegrinaggi a Lourdes e presidente del gigante dell’edilizia navale Blohm Voss, attualmente al lavoro su quattro navi da guerra destinate alla marina tedesca. Questo il singolare curriculum di Ernst von Freyberg, ancora per poco sconosciuto neopresidente dello Ior.
Avvocato di famiglia nobile e poliglotta (oltre al tedesco, parla correntemente inglese, francese e italiano), von Freyberg vanta titoli invidiabili sia nel mondo della finanza che in quello dell’élite cattolica. I suoi frequentatori in giacca e cravatta lo conoscono tra l’altro come membro del cda di Flossbach von Storch Ag, società tedesca di gestione del risparmio, quelli in tonaca per essere il fondatore del Freyberg Stiftung, fondazione che sostiene organizzazioni cattoliche in mezza Europa. Tale numero di responsabilità renderà impossibile al neopresidente di risiedere in pianta stabile a Roma, ma in futuro ha assicurato che lavorerà “esclusivamente” per curare gli interessi della banca. Di qui al 2015 – anno in cui scadrà il suo mandato – il suo principale obiettivo sarà introdurre il Vaticano nella white list dei paesi che mantengono una condotta finanziaria trasparente. Nell’annunciare la nomina, Padre Federico Lombardi ha tenuto a spiegare che il nuovo capo delle finanze vaticane è stato scelto al termine di un processo iniziato la scorsa estate e guidato fin dall’inizio dalla Commissione Cardinalizia di vigilanza dello Ior. Con questa precisazione il capo della sala stampa vaticana ha smentito – o almeno cercato di smentire – le voci secondo le quali la scelta di von Freyberg sarebbe stata fatta in solitudine da un Papa dimissionario in polemica con la Curia. Al contrario, il comunicato diffuso ha specificato che non si è trattato di una nomina pontificia e che Benedetto XVI si sarebbe limitato ad “approvare” la scelta. Dovendo dissipare pure sospetti di una gestione non limpida di incarichi e assunzioni, dalla Santa Sede hanno fatto sapere che “la ricerca del nuovo presidente è stata effettuata con la consulenza di Spencer e Stuart”, una nota agenzia internazionale specializzata nella caccia ai migliori dirigenti su piazza. È stata questa società a presentare una prima rosa di 40 candidati, poi ridotti a sei e infine a tre. L’ultima scelta è stata comunque riservata alla Commissione Cardinalizia, presieduta da Tarcisio Bertone, proprio l’uomo che alcuni vorrebbero in rotta con Ratzinger. Padre Lombardi ha infine cercato di dissipare l’imbarazzo suscitato dalla commessa bellica della Blohm Voss annunciando che le navi serviranno a combattere esclusivamente terroristi e pirati e che in ogni caso il gruppo non accetterà più questo genere di commesse, concentrandosi sulla costruzione di yacht e sulla riparazione e trasformazione di navi da crociera. La nomina del nuovo capo dello Ior sarà probabilmente il lascito più importante degli ultimi convulsi giorni del papato di Ratzinger. Resta da valutare l’opportunità di una designazione tanto pesante a pochi giorni dalla scelta di un nuovo Papa: sarà difficile smentire l’impressione che si sia cercato di legare le mani al futuro Pontefice impedendo la sua eventuale azione di rinnovamento del governo della Santa Sede.
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