Martelli: «Martellate alla Sanità, basta appalti»

19 febbraio 2013 ore 15:54, Francesca Siciliano
Martelli: «Martellate alla Sanità, basta appalti»
Massimo Martelli, candidato capolista alla Regione Lazio nella lista di Giulia Bongiorno, contattato al telefono da IntelligoNews, fa un quadro preciso della situazione sanitaria regionale. E poi accusa la politica: «In un campo delicato come quello della sanità, serve un tecnico ad occuparsi dei problemi quotidiani. Gli avventurieri della politica hanno fatto il loro corso».   Ha deciso di “salire in politica” con il centro, cosa rimprovera al Pdl? «Non voglio rimproverare nessuno, ho sempre odiato chi scende in campo per lanciare accuse sugli altri: il passato è passato. L'unica critica che mi permetto di fare ai politici è quella della troppa invadenza: in questo modo non hanno lasciato spazio alla società civile. Io sono stato contattato da diversi partiti, ma l'avvocato Bongiorno è stata l'unica che ha detto di volermi perché sono «un uomo indipendente dalla politica». La Bongiorno, infatti, non è una politica, è una grande professionista. Ed è per questo che ha voluto valorizzarmi in quanto tale. Se dovessi andare alla Regione Lazio sarò libero, nessuno mi potrà mettere il cappello, nessuno potrà legarmi. Anche nel 2010, quando la lista Pdl non corse, i giornalisti mi chiesero se ero contento che mi avrebbero “regalato” dei voti (Martelli era candidato nel listino regionale del Presidente Polverini, ndr). Io risposi, giocandomi forse l'elezione: «Possono anche regalarmi una macchinetta fotografica, ma non fotograferò mai un paesaggio che non mi piace. Oggi se i cittadini mi riterranno valido affidabile mi voteranno, altrimenti no. Ma non voglio assolutamente avere rapporti con la vecchia politica, con tutti coloro che fino a ora hanno gestito la cosa pubblica».   Sanità: il vostro programma rispetto a quello di Storace e di Zingaretti cosa prevede? «Per prima cosa vogliamo eliminare gli appalti, che rappresentano la cosa più scandalosa. E' inutile dare milioni e milioni di euro per appalti e poi chiudere gli ospedali. O meglio: se è necessario operare un taglio serve prima stilare un piano programmatico. Chiudere un ospedale purtroppo è una cosa che potrebbe accadere, ma prima di prendere una decisione del genere bisogna decidere cosa farne. Mi spiego meglio: io ho chiesto come si pensa di destinare l'area del Forlanini – 189mila mq di superficie – quando verrà chiuso. Nessuno mi ha saputo rispondere. Tutta questa immensa zona, dunque, molto probabilmente verrà occupata dalla delinquenza comune; i sotterranei saranno il covo di bande criminali, li troveremo pieni di armi e droga: sarà una Scampia nr. 2, dove anche la polizia avrà paura ad entrare. Non voglio essere catastrofico: ma ricorda quello che successe all'Istituto Regina Elena quando nel '99 si spostò a Mostacciano? La sede di Roma venne immediatamente occupata e ci vollero nove anni per liberarla».   Quindi cosa pensate di fare: evitare a priori le chiusure? «In primis razionalizzare la spesa. Si danno troppi appalti: dalle pulizie alle mense, dalla sorveglianza alla cura dei giardini. Presentai un progetto per il risanamento Forlanini alla Polverini, c'è anche un'interrogazione su questo tema. Prima proposi di mettere all'interno della struttura sei poliambulatori della Asl RmD e mi è stato risposto in una maniera non ripetibile da parte del presidente della Regione, nonostante  fossi il primo dei non eletti nella sua giunta. Proposi allora di ristrutturarne la sede per inserire Residenze Sanitarie Assistenziali: in questo modo di sarebbero decongestionati anche gli ospedali e i Pronto Soccorso; sarebbe stato possibile inserire fino a 300 posti letto. Anche in quel caso non è stato recepito il messaggio. Sa qual è il problema? Che la precedente giunta aveva a che fare solo con quelli che io chiamo gli “avventurieri politici”, non con i tecnici. I problemi della sanità sono tantissimi e proprio per questo son convinto che vadano affrontati da parte di chi ha vissuto la sanità in prima persona. La salute, in base all'articolo 32 della nostra Costituzione, è un diritto per tutti i cittadini. E abbiamo diritto anche che venga organizzata bene e da persone competenti».           Massimo Martelli, chirurgo toracico del Forlanini, è capolista della lista civica di Giulia Bongiorno alle regionali del Lazio. Da sempre in prima linea nelle battaglie in difesa del suo ospedale, Martelli è stato commissario straordinario del San Camillo. Leggendaria è la sua operosità: alle sei del mattino è già al suo posto per visitare i malati ed essere poi pronto, alle otto, a iniziare gli interventi in camera operatoria.
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