“Caro Oscar non dimetterti e vai con Monti. No ai killer di carta stampata e politica”

19 febbraio 2013 ore 16:51, Fabio Torriero
“Caro Oscar non dimetterti e vai con Monti. No ai killer di carta stampata e politica”
Caro Oscar, non condivido alcune tue impostazioni, alcune tue ricette economiche per me troppo liberiste. Ma oggi non importa proprio. Oggi è importante dire altre cose. Non esprimerti una solidarietà pelosa o ipocrita, ma di sostanza. Non una difesa, non ne hai bisogno. Ma una considerazione che ti riguarda e che mi sento di rendere pubblica. Una riflessione che ha a che vedere con gli uomini e i mezzi-uomini. Ha a che vedere col concetto di stima, valore purtroppo ottocentesco, fondamentale in un momento come questo. Infatti, caro Oscar, ti stimo come mente, come persona e come esperto (e la nuova politica ha un bisogno disperato di esperti). E ti stimo oggi più che mai, dopo ciò che è accaduto. Hai sbagliato a usare la parola master al posto di corso? Fa ridere. Hai soltanto prestato il fianco ai killer di professione. Killer della carta stampata e della politica. Tieni duro, resisti, non dimetterti domani, alla direzione del tuo movimento, e tieniti stretto il tuo trend elettorale in ascesa. Quello spicchio di consenso che dà tanto fastidio al Cavaliere, e ad un centro-destra da rottamare, fallimentare, che ripropone a mo’ di farsa, parole d’ordine, messaggi e personaggi scaduti, diventati ormai cartoni animati. E stimo anche il tuo coraggio: hai deciso di scendere in campo, o salire in politica, e lo hai fatto mettendoci la faccia, senza avere paracadute, coalizioni che ti parassero, o ti riparassero rispetto al rischio, senza calcoli facili per facili poltrone. Ti sei sporcato le mani, come dovrebbero fare i cosiddetti nuovi, sempre capaci di maledire il vecchio, ma sempre capaci di prendere vecchi taxi. Non hai scelto i grandi partiti che adesso fingono di mettersi a capo di finti processi di cambiamento, né le avventure populiste e demagogiche. Non hai cambiato bandiera per cavalcare la moda del momento. Sei rimasto sempre te stesso, coerente a te stesso, alle tue idee e al tuo progetto politico, che ti caratterizza da decenni. Magari, una volta entrato in Parlamento (te lo auguro), pensaci: destabilizza il bipolarismo dei vampiri e delle cariatidi, e magari insieme a Monti, costruisci l’Italia che verrà.
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