Totoministri: un’Economia per tre sul Treno (Moretti) per lo Sviluppo

19 febbraio 2014 ore 12:21, Lucia Bigozzi
Totoministri: un’Economia per tre sul Treno (Moretti) per lo Sviluppo
La casella delle caselle è vuota. Tra i tanti no declinati in faccia a Renzi e ai suoi emissari per il dicastero di Via XX Settembre, in pole restano tre nomi. Graziano Del Rio fedelissimo del premier incaricato e uomo-chiave nella faticosa tela della squadra per Palazzo Chigi, è il ministro uscente del governo Letta e ri-entrante in quello Renzi: proprio Matteo lo vorrebbe al ministero del Tesoro, vero snodo dell’era del sindaco-rottamatore alla guida del paese.
La politica economica infatti sarà lo spartiacque tra il vecchio e il nuovo, ma sarà pure il banco di prova per il debutto del 39enne fiorentino nell’alta società dell’Eurozona e dei tecnocrati di Bruxelles. Il semestre europeo a guida Italia rappresenta il modo e lo strumento per provare a tessere nuove alleanze tra i paesi che non vogliono – né possono – restare impiccati al vincolo del 3 per cento. E se Renzi vuole ottenere il risultato, non può fare il Don Chisciotte ma ha bisogno costruire contesto e condizioni che lo portino al traguardo. Per questo a Via XX Settembre c’è bisogno di un uomo ‘speciale’, in perfetta sintonia con il premier. Tecnico o politico? Altro dilemma: il profilo più gradito al presidente del Consiglio incaricato è quello di un uomo di assoluta competenza ma con una altrettanto spiccata sensibilità politica che gli consenta di restare ‘connesso’ con la realtà del Paese. Con Del Rio in lizza ci sono il bocconiano Tabellini e Morando, uomo dem dell’area riformista. E se l’Economia sta sulla banchina ad aspettare il treno giusto, sul treno è già salito l’uomo di Trenitalia: Moretti. Il suo nome sta girando sempre con maggiore insistenza per il binario che lo potrebbe portare al dicastero dello Sviluppo economico. ALLEATI IN PRESSING. Se l’Udc di Casini spinge per la conferma di un dicastero all’uscente D’Alia, è con gli alfaniani che Renzi deve giocare la partita forse più dura, quella in cui si incastrano i delicati equilibri del governo di coalizione (compresi i numeri della maggioranza al Senato). Non è un mistero che Alfano abbia chiesto tre poltrone per Ncd: la sua di ministro dell’Interno, quella della Salute per la Lorenzin e quella delle Infrastrutture per Lupi. Tre moschettieri alfaniani alla corte di Re Artù-Renzi. Non solo: sul tavolo delle trattative c’è anche l’Italicum che Angelino vede come fumo negli occhi al capitolo soglia di sbarramento e preferenze. Non a caso nel faccia a faccia di ieri col premier incaricato, avrebbe chiesto di legare la nuova legge elettorale a quelle costituzionali. Un modo per prendere tempo, scongiurare lo spauracchio del voto anticipato e condizionare dall’interno (al governo e in parlamento) il cammino dell’Italicum.
autore / Lucia Bigozzi
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