Non solo Libia, ma anche lo stallo Europa-Grecia: cosa c’è dietro

19 febbraio 2015 ore 10:26, intelligo
Non solo Libia, ma anche lo stallo Europa-Grecia: cosa c’è dietro
di Luca Lippi
Quanto sarebbe semplice dichiarare la verità invece di divulgare il romanzo a puntate senza alcuna via di uscita? Stiamo per parlare della rappresentazione della trattativa in stallo fra l’Eurogruppo e la Grecia. L’antefatto: Tsipras siede al tavolo della trattativa con una richiesta specifica e molto chiara, senza chiedere un euro di aiuto ma solo del tempo. L’Eurogruppo risponde con un ultimatum intimando alla Grecia di chiedere esclusivamente un’estensione del programma di aiuti. Tutti sappiamo che un ultimatum offre a una controparte l’opzione di una risposta negativa o positiva a una proposta precisa. Invece in questo caso l’Eurogruppo offre una richiesta, o meglio, offre alla Grecia di avanzare una richiesta specifica. A questo punto ci troviamo esattamente nella condizione di non comprendere le posizioni e forse la parola “ultimatum” è solo una metodologia divulgativa dei media che non hanno la libertà di esprimere chiaramente i termini del contenzioso. Diciamo che “estensione” significa che l’Eurogruppo sarebbe favorevole a un allungamento dei termini di rimborso, quindi non stanno dicendo nulla di diverso da quanto richiesto da Tsipras. E’ piuttosto chiaro che qualcosa non torna. Se la questione è l’estensione del programma, ed essendo il programma il medesimo di Tsipras e dell’Eurogruppo, perché le posizioni sul tavolo sono definite “inaccettabili” sia dalla Grecia che dall’Eurogruppo? Ve lo spieghiamo noi senza veli. Tsipras chiede tempo e non denaro allo scopo di attuare le riforme necessarie a riattivare un tasso di crescita necessario e sufficiente a tagliare sostanzialmente il proprio debito verso i creditori dell’eurozona. L’Eurogruppo non è disposto a concedere questo tempo (quindi per “estensione” intendono qualcosa d’ignoto anche all’accademia della Crusca) perché, ed è piuttosto logico da rilevare, le riforme che deve operare Tsipras non sono a costo zero. In sostanza, attivare il programma di riforme del neo governo eletto comporta un aumento del già appesantito debito del Paese ellenico. Quindi l’Eurogruppo si pone il problema che la concessione di tempo nei termini richiesti da Tsipras è una concessione “costosa” ad elevato rischio di perdita di tempo e denaro (come biasimarli). L’Eurogruppo è piuttosto chiaro, chiede alla Grecia di spiegare matematicamente come fa a ridurre il suo debito di contro, Tsipras chiede prima di aumentarlo e poi si vedrà. Questo è il motivo dello stallo della trattativa. E’ certamente più chiaro e comprensibile così. Noi siamo certi che già venerdì si troverà un accordo perché è illogico stare fermi sulle posizioni da parte di entrambi i contendenti, una convergenza si troverà sicuramente. È naturale che l’accordo sarà del tutto inutile e la colpa non è né di Tsipras né dell’Eurogruppo ma dell’Euro. Spieghiamo il perché. Lo abbiamo già scritto: è impossibile che due nazioni con economie opposte possano trattare la stessa moneta. La nazione più forte economicamente trae benefici maggiori mentre la Nazione più debole economicamente è penalizzata sempre, non potendo svalutare in autonomia. Nell’area economica composta di economie differenti si permette alla nazione più debole economicamente di aumentare il proprio debito, poi quando diventa insostenibile, s’impongono sacrifici, i sacrifici aumentano progressivamente fino a diventare insostenibili per una popolazione (è il concetto di ripianare debiti contraendo altri debiti, è inutile). Questa dinamica è nota a tutti, ma non è possibile “spenderla” poiché l’unica soluzione sarebbe di interrompere il rapporto di unificazione. Impossibile anche questa soluzione perché si creerebbe un precedente, sarebbe l’ammissione di errore dell’UE così com’è concepita. E allora si continuerà all’infinito a sussidiare il Paese più debole cercando di obnubilare le reali motivazioni di un accanimento terapeutico senza alcuna logica se non quella di negare la realtà.
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