Libia, Cacciari: “Onu? La diplomazia non lavori con l’Isis. C'è una soluzione e un filo che unisce tutto"

19 febbraio 2015 ore 11:15, intelligo
Libia, Cacciari: “Onu? La diplomazia non lavori con l’Isis. C'è una soluzione e un filo che unisce tutto'
di Marco Guerra
“L’Onu dimostra ogni giorno la sua impotenza, ma l’unica soluzione per la Libia è l’intervento di un’ampia coalizione sotto l’egida delle Nazioni Unite”. Intervistato da IntelligoNews, il filosofo e politico Massimo Cacciari si dice favorevole all’intervento militare a patto che coinvolga le forze dei Paesi arabi moderati. L’Italia e la maggior parte dei Paesi occidentali continuano ad invocare una soluzione politica, intanto il presidente egiziano Al Sisi fa le veci della comunità internazionale con i raid sul territorio controllato dall’Isis. Che idea si è fatto della crisi libica? «L’instabilità del Medio Oriente sta contagiando anche i Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Ma non dobbiamo dimenticare che tutto parte della guerre sciagurate di Bush dello scorso decennio. Poi sono arrivate le primavere arabe che sono state cavalcate dai movimenti più radicali e oggi come oggi, l’opzione militare sembra l’unica per fermare questa marea avanzante dell’Isis». Al momento di volenterosi pronti a mettere gli scarponi sul terreno non se ne vedono all’orizzonte… «È ora che l’Onu prenda una decisione che consenta la formazione di un’ampia coalizione che preveda anche la partecipazione dei Paesi arabi moderati. La diplomazia non deve lavorare con l’Isis, con cui è impossibile aprire un canale di dialogo, ma con i governi e le principali realtà della regione». Gli ostaggi dello Stato Islamico indossano le stesse tute arancioni dei detenuti talebani degli americani…c’è un evidente filo rosso che unisce tutte le guerre tra mondo musulmano e l’Occidente? «Ma certo che c’è un filo che unisce tutto, ad iniziare dalla prima guerra del Golfo condotta da Bush Senior che poteva anche essere motivata ma non aveva alcuna strategia politica che possa definirsi tale. Poi c’è stata la risposta di Bush Junior all’11 settembre che ha sconquassato tutta la regione. Infine, le primavere arabe sono state condotte e incentivate al mero scopo di far saltare i regimi ‘nemici’ dell’Occidente invece che come occasione per sostenere le forze autenticamente democratiche del mondo arabo che vi avevano preso parte». E ora c’è anche la minaccia di "barconi pieni di terroristi", alcuni analisti parlano di una saldatura tra fenomeno migratorio e terrorismo, altri evidenziano che gli ultimi attentati sono stati compiuti da cittadini con passaporto europeo, figli di immigrati di seconda o persino terza generazione… «Trovo perfettamente giusta quest’ultima posizione. L’Isis non è una potenza straniera, qui stiamo assistendo ad un conflitto interno all’Europa e all’interno dell’Islam. C’è uno scontro nella comunità islamica europea, una ampio settore di questa popolazione di religione mussulmana è attratta dal messaggio dello Stato Islamico. Quindi la risposta dei governi europei non può essere esclusivamente militare, ma anche politica e culturale. L’immigrazione non puoi affrontarla come lo sbarco di un esercito nemico, siamo di fronte ad uno scenario articolatissimo e la risposta deve essere articolata». Ma come si interviene nelle sterminate periferie delle metropoli europee, dove troviamo enclave islamiche in cui le legislazioni nazionali sembrano sospese? «Quel fronte va aggredito con le politiche sociali, poi c’è il fronte in Libia e Siria che richiede strumenti militari e c’è anche l’emergenza immigrazione che va affrontata con politiche di accoglienza e sicurezza. Diciamo che non va evitato lo sbarco di queste persone ma piuttosto l’imbarco. Impegnarsi ad impedire solo sbarco significa provocare la morte di centinaia di vite umane ogni giorno». Intanto dalla riunione del consiglio di sicurezza dell’Onu di questa notte l’ennesimo nulla di fatto… «L’Onu non ha fatto nulla all’epoca delle guerre di Bush e non sta facendo nulla adesso, dimostra di giorno in giorno per la usa impotenza. Ma teniamoci strette anche queste Nazioni Unite messe così, meglio quel poco che riescono a fare che niente. Anche perché non c’è altra strada, gli interventi unilaterali provocherebbero solo altri disastri. Ribadisco, l’unica soluzione plausibile è quella di formare un’ampia colazione internazionale sotto l’egida dell’Onu».
autore / intelligo
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