5 Stelle: i due "portavoce dei portavoce" che commissarieranno la Lombardi e Crimi

19 marzo 2013 ore 12:57, Francesca Siciliano
5 Stelle: i due 'portavoce dei portavoce' che commissarieranno la Lombardi e Crimi
Saranno i blogger Claudio Messora e Daniele Martinelli i timonieri della comunicazione dei 5 Stelle. Due attivisti preparati, saturi di nozioni del selvaggio web, esperti dei meandri oscuri dei social media e del mondo dei giornalisti. Due figure nominate direttamente da Grillo e Casaleggio. «Proprio così – ha sottolineato Messora, conosciuto dai più con lo pseudonimo di Byoblu e che guiderà la comunicazione dei senatori del MoVimento – mi ha chiamato Casaleggio e mi ha fatto la proposta di coordinare la comunicazione». Grillo lo conosce poco, lo ammette: «L'’ho incontrato solo a teatro. Casaleggio invece lo conosco di più, anche se non ci vado a cena, per intenderci. Però è lui che mi ha scelto», ha affermato in un colloquio avuto con il Corriere della Sera. Nel contempo Grillo, dal suo blog, ha lanciato l'ennesimo appello: «Vogliamo essere presenti nelle Commissioni bicamerali, nelle giunte e negli uffici di presidenza, decidere sui vicepresidenti e scegliere i questori». Poi ha rinnovato il veto sulla partecipazione ai talk show: «Il web è, e rimarrà, il nostro strumento privilegiato di contatto e di relazione con gli elettori per tutta la durata del nostro mandato. In tivù ci andremo solo se avremo la possibilità di parlare di idee e programmi o se avremo bisogno di spiegare ai cittadini gli imbrogli perpetrati ai loro danni». Ma cosa si nasconde dietro queste nomine last minute? Al di là dell'aspetto formale, quelli che alcuni hanno maliziosamente definito “i portavoce dei portavoce”, potrebbero rappresentare la vera e propria voce del Grillo e Casaleggio-pensiero. Il casus belli al quale si potrebbe far risalire la necessità di queste due nuove figure, è dettato dal “cedimento” dei grillini dello scorso sabato, quando in procinto di votare per la presidenza di Palazzo Madama, si son lasciati trasportare dall'anti-berlusconismo galoppante preferendo votare Grasso, anziché astenersi. E Grillo, che dapprima ha lanciato accuse livide e pesanti, ha dovuto poi correre ai ripari mantenendosi sulla linea del politically correct. Niente epurazioni in stile Salsi, quindi, niente confino per i “dissidenti”. Ma una piccola retromarcia: Crimi e Lombardi non avranno in mano lo scettro esclusivo della comunicazione del MoVimento. Delegittimazione dei capigruppo? Non proprio: il loro ruolo costituzionalmente rimane, ma saranno «coadiuvati» da Messora e Martinelli. C'è poi da sottolineare il fatto che, soprattutto nelle ultime settimane, Grillo è stato accusato di poca democrazia e libertà di espressione all'interno del suo “partito”. E cosa c'è di meglio, per dare un segnale di collegialità all'informazione, di ampliare la “squadra d'attacco”? Ma un dubbio si insinua. Facile e spicciola malizia, forse. Ma la mossa del comico genovese, se da un lato può sembrare un'apertura, per altri versi ha tutta l'aria di essere un malcelato commissariamento di Lombardi e Crimi. Forse non troppo all'altezza del ruolo. O semplicemente troppo propensi a lasciarsi andare a personalissime interpretazioni.    
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