Formigoni (Ncd): “Noi più forti nelle Regioni, Forza Italia nel Palazzo Ora Silvio può chiedere un rimpasto, altrimenti…”

19 novembre 2013 ore 13:08, Lucia Bigozzi
Formigoni (Ncd): “Noi più forti nelle Regioni, Forza Italia nel Palazzo Ora Silvio può chiedere un rimpasto, altrimenti…”
“La maggioranza adesso è più coesa e il governo deve accelerare sulle riforme istituzionali ed economiche. Leali al patto sul programma siglato a maggio e confermato a ottobre ma sia chiaro: l’asse dell’esecutivo non si sposterà di un grado a sinistra”. “In Europa Letta deve avere più coraggio e costruire una coalizione di paesi che non ne possono più dell’egemonia tedesca”. Roberto Formigoni, senatore e frontman del Nuovo Centrodestra nell’intervista a Intelligonews declina le priorità da tradurre in fatti dopo la scissione da Berlusconi, ma “senza scendere a compromessi sulle nostre idee”.
Senatore Formigoni, i gruppi del Ncd sono costituiti a Palazzo Madama e a Montecitorio ma con il ‘tesoretto’ come intendete fare? C’è da aspettarsi un nuovo scontro tra falchi e colombe? «C’è un partito che si divide e ne nascono due nuovi. Ci si dividerà amichevolmente le risorse per la gestione dei gruppi secondo la consistenza dell’uno e dell’altro». Dopo la scissione come cambiano i rapporti di forza tra voi e Forza Italia sul territorio? «È possibile fare un primo ragionamento: noi siamo più forti nelle regioni che in parlamento. In parlamento ci sono i nominati con il Porcellum mentre nelle regioni ci sono persone che si sono conquistate il seggio rappresentando quote di popolazione. Nelle regioni del Nord gli equilibri sono esattamente in parità. Siamo maggioranza in Sicilia, siamo presenti in tutti i consigli regionali tranne che in Sardegna. Diciamo che la nostra consistenza è di poco inferiore al 50 per cento. Siamo presenti in tutti i consigli comunali delle città capoluogo di provincia. Rappresentiamo tra il 40 e il 45 per cento del vecchio Pdl». I cinque ministri ex Pdl hanno aderito al Nuovo Centrodestra ma alcuni sottosegretari risulterebbero indecisi. Pensa che Fi chiederà un rimpasto? «Sarà Forza Italia a decidere. Se opterà per restare a sostenere il governo – e sarebbe la cosa più bella - è anche lecito che chieda un piccolo rimpasto. Ma saranno loro a decidere anche se non mi sembra che Berlusconi sia orientato verso questa direzione». Lei ritiene che dopo il voto sulla decadenza Berlusconi passerà all’opposizione? E in quel caso come potrebbero cambiare i rapporti in parlamento? «Va ricordato che Berlusconi non lo ha mai detto e continua a non parlarne. Alcuni tra i cosiddetti falchi lo danno per scontato e già deciso ma abbiamo ormai capito chiaramente che un conto sono le dichiarazioni dei falchi, altro è cosa pensa e decide Berlusconi. Loro urlano, si agitano ma poi è Berlusconi a dire l’ultima parola, quella che conta». Sì ma lei che sensazione ha? «La mia sensazione è che Berlusconi ci stia pensando ma non ha ancora assunto una determinazione definitiva. Se vincesse la linea dei lealisti a quel punto decideranno cosa fare rispetto, ad esempio, ad alcuni sottosegretari. Ma il dato oggettivo e certo è che si è delineata una maggioranza chiara con i nostri 30 voti al Senato. Una maggioranza numericamente più ristretta di prima, ma molto coesa e determinata ad arrivare alla scadenza della legislatura, nel 2015. Proprio per questo è arrivato il momento di spingere sull’acceleratore delle riforme istituzionali ed economiche di cui il paese ha bisogno per sostenere concretamente famiglie e imprese. Il governo adesso è veramente più forte e determinato a tradurre in atti l’agenda che si è dato sulla scorta e nel rispetto del patto tra forze politiche siglato a maggio e confermato in ottobre. Se Forza Italia resta in maggioranza io dico ‘meglio’, ma l’importante è aver posto fine all’equivoco». Quagliariello ha detto che dopo la scissione del Pdl il governo non ha più alibi e deve accelerare sulle riforme. Fino a che punto siete disposti a scendere a compromessi politici in nome della stabilità, magari sacrificando o restringendo il campo delle vostre proposte? «Noi non siamo disposti ad alcun compromesso. C’è un accordo siglato a maggio e allora eravamo tutti insieme. Noi restiamo al patto sul quale è nato il programma di governo che deve restare fedele ai punti di quell’accordo. E ci aspettiamo che a quel patto resti fedele anche il Pd e che Letta ne sia il garante. Deve essere molto chiaro: l’asse del governo non si sposta a sinistra nemmeno di un grado. Il governo deve accelerare sulle riforme, avere più coraggio, più forza». Faccia un esempio concreto. «Deve avere una determinazione maggiore rispetto all’Europa. Invito Letta a costruire la posizione dei paesi che non ne possono più dell’egemonia tedesca, affinchè esercitino un’azione forte di persuasione sulla Germania finalizzata a modificare la sua linea nel contesto comunitario e sulla base delle regole comunitarie. La Germania deve comprendere che di sola austerità si muore: anche lei prima si ritroverà da sola in un deserto poi morirà di austerità». Cosa risponde a chi sostiene che tra voi e Fi in realtà si tratti di una scissione di facciata, di reciproci interessi politico-elettorali? «Prima descrivevano scenari all’Ok Corral, accoltellamenti, vendette… Ora siccome ci siamo dimostrati persone civili che si sono separate su una linea politica, non per questioni personali e qui smentisco Berlusconi che sabato ha evocato questo concetto, adesso si grida all’inciucio o a chissà quali altre diavolerie. Niente di tutto questo: semplicemente una separazione avvenuta su linee politiche diverse. Abbiamo motivato la nostra posizione e la nostra determinazione in base ad un’analisi politica. Sono gli altri che continuano a metterla sul piano degli insulti perché, evidentemente, non hanno una ragione politica da sostenere». Avete già deciso la data della convention del Ncd? E con le risorse come pensate di fare, visto che non c’è più Berlusconi? «Stiamo ragionando sulla data di sabato 30 novembre ma non abbiamo ancora deciso. Quanto alle risorse pensiamo di avviare a breve una campagna di autofinanziamento; poi certamente nella strutturazione del partito ci sarà anche questo capitolo. Noi contiamo moltissimo sulle piccole quote raccolte tra la gente. Lanceremo una sottoscrizione popolare: la nostra forza sono le realtà locali e le persone che condividono il nostro progetto politico».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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