Massoneria, Gabriele Adinolfi: "Da Magaldi sensazionalismo, ma super-logge esistono"

19 novembre 2014 ore 16:04, Adriano Scianca
Massoneria, Gabriele Adinolfi: 'Da Magaldi sensazionalismo, ma super-logge esistono'
Le super-logge che inquinano la democrazia? "Macché, la democrazia non è mai esistita, oggi poi non ne resta neanche la commedia". Lo scontro tra apparati massonici di destra e di sinistra? "Una mistificazione, la massoneria è sempre sovversiva e progressista". Gabriele Adinolfi, scrittore e saggista sempre molto attento agli assetti del potere globale, non si fida molto del libro di Gioele Magaldi che svelerebbe il ruolo delle super-logge. "Ci comandano le oligarchie - dice - ma la struttura massonica è quasi sempre una buffonata". Adinolfi, cosa pensa delle rivelazioni di Magaldi? «Pétain dichiarò di aver messo fuorilegge la massoneria non tanto per motivi religiosi quanto per il fatto che si tratta di un sistema grazie al quale i mediocri fanno carriera a spese dell'insieme della Nazione. Credo che la chiave sia questa». Cioè? «Cioè la democrazia non è mai esistita e non può mai esistere. Oggi, poi, siamo in un'epoca globale e post-democratica in cui non esiste più neanche la commedia democratica e infatti siamo dominati dalle lobby, che non sono necessariamente enti segretissimi e occulti, basta pensare alla lobby gay. In questo quadro è assolutamente verosimile che le logge nazionali abbiano fatto la fine dei partiti e dei governi nazionali, essendo relegate ai piccoli affari, mentre sopra di loro, al piano più alto, si riunisce il cda. Ma io questo lo dico da anni e l'ho scritto nel mio saggio Nuovo ordine mondiale». Ma in definitiva Magaldi la convince? «Beh, di sicuro c'è almeno una mistificazione: lui parla di un conflitto fra super-logge di destra e di sinistra. Ora, esistono certamente logge di tutti i filoni, ma l'idea di fondo della massoneria è sempre, e dico sempre, progressista e sovversiva. È invece vero che all'interno del potere massonico c'è spesso conflitto». In che senso? «Esiste un conflitto di generazioni e di interessi. La gente pensa sempre a un incappucciato che detta ordini e ad altri incappucciati che eseguono, con il resto del mondo a fare da spettatore. In realtà esistono spesso conflitti e scontri interni». Infatti fra i massoni ci sarebbe pure Lenin... «Di sicuro sappiamo che la rivoluzione bolscevica fu finanziata dall'alta finanza dal primo giorno fino al 1989, ma l'uomo che fungeva da garante fu Trotsky, non Lenin». Quindi, in conclusione, che giudizio dare di queste nuove rivelazioni? «In gran parte è sensazionalismo. Del resto il potere oligarchico è una cosa, ma la struttura massonica è quasi sempre una buffonata. La penso come Evola: la massoneria è l'unico modo che ha il borghese per provare l'ebrezza del sacro». Ma come si affronta politicamente un quadro così complesso? «Quest'epoca va affrontata con una forte cultura della partecipazione diretta che cerchi di esprimere una lobby di popolo».
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