Poli Bortone: «Io amareggiata non per il ritorno a Forza Italia, ma per il non-ritorno ad Alleanza nazionale»

19 settembre 2013 ore 14:46, Francesca Siciliano
Poli Bortone: «Io amareggiata non per il ritorno a Forza Italia, ma per il non-ritorno ad Alleanza nazionale»
È una donna di destra. Si è fatta le ossa nel Msi, in Alleanza Nazionale e nel Pdl (prima di uscirne dando vita a Io Sud). Adriana Poli Bortone, all'indomani del videomessaggio di Berlusconi, intervistata da IntelligoNews si dice amareggiata. Per il ritorno a Forza Italia? «No, per il fatto che Berlusconi e suoi hanno ritrovato l'orgoglio di Forza Italia, lo stesso del '94. Mentre noi, che veniamo da una lunga tradizione di destra, siamo talmente frammentati e non riusciamo più a ricomporci». Onorevole Poli Bortone, che ne pensa del videomessaggio di Berlusconi? «Non l'ho visto in diretta, ma ho avuto modo di vederne alcuni stralci. E posso dirle che seppur con qualche ammaccatura Berlusconi mi sembra essere sempre lo stesso». In che accezione lo dice? «Il Cavaliere è un uomo che non si dà mai per vinto. Porta avanti con coraggio (e fino in fondo) le sue idee, riuscendo perfino a spronare anche gli altri ad avere il suo stesso coraggio». Condivide le sue scelte? Quella di dichiararsi innocente, di rilanciare Forza Italia... «Ognuno, nella sua coscienza, sa cosa ha fatto e cosa non ha fatto; della innocenza ne è responsabile lui stesso e soltanto lui. Se la proclama ad alta voce, probabilmente sarà così. Rispetto al rilancio del suo partito sono molto amareggiata, non tanto per il ritorno a Forza Italia, ma per il non-ritorno ad Alleanza nazionale. I vertici di An non ebbero modo di capire, a suo tempo, che fondersi nel Pdl sarebbe stato un errore. Ma oggi, mentre Berlusconi e  suoi ritrovano l'orgoglio di Forza Italia, lo stesso del '94, noi che veniamo da una lunga tradizione di destra siamo talmente frammentati che non riusciamo più a ricomporci». I tentativi portati avanti fino ad ora sono tutti falliti? «Ci stiamo provando e ci proveremo fino in fondo. Io non ho ambizioni personali, ed è per questo che mi sento libera di andare avanti e percorrere questa strada fino alla fine. Mi auguro che gli ex An (quelli che oggi hanno fatto scelte diverse) e che paradossalmente fanno parte del Cda della Fondazione An (detenendo anche il simbolo), ritrovino lo spirito cameratesco di un tempo e diano la possibilità a chi vuole, come me, di riprendere in mano la bandiera di Alleanza nazionale». Fa riferimento a Gasparri, La Russa... «Sì, mi riferisco a tutti quelli che hanno fatto una scelta diversa nel corso di questi anni. Vede, nel centrodestra c'è il Pdl, da oggi ci sarà anche Forza Italia, c'è Fratelli d'Italia che sembra punti più a un nuovo centrodestra che a una destra. Ma di destra non c'è nessuno: l'area è completamente scoperta. Al di là dell'ottimo Francesco Storace, che ci sta provando in tutti i modi, il brand di An a mio avviso è ancora molto attrattivo». Come guarda agli ex An che ora rimarranno con il Cavaliere anche in Forza Italia? «Farei una distinzione tra chi ha deciso di restare nel partito di Berlusconi e chi deciderà di rimanere vicino a Berlusconi. Ma non giudico, ne prendo semplicemente atto». Berlusconi, nel videomessaggio ha parlato di rivoluzione fiscale, burocratica e giudiziaria. Questi temi fanno parte del suo bagaglio valoriale o li considera troppo liberali e liberisti? «Credo che la nuova destra, quella che dovrebbe risorgere, debba essere in grado di moderare l'eccessivo liberismo di Forza Italia e di Berlusconi. Noi abbiamo molto rispetto per il senso della libertà individuale, purché non sconfini nell'affossamento della libertà altrui». E a livello economico? «Siamo sempre stati dell'idea che il capitale deve essere in funzione sociale, quindi la competizione e il liberismo eccessivo vanno moderati. Sempre che la destra, un domani, decida di stringere un'alleanza con il Pdl e Forza Italia». In caso di alleanza, come vi comportereste? «Il nostro compito sarà quello di condividere la battaglia sulla giustizia (che va fatta), ma in temi di politiche fiscali ed economiche, io guardo più a forme di economia sociale, piuttosto che a forme liberiste».
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