Datagate: Google e Apple dicono stop al “collaborazionismo"

19 settembre 2014 ore 9:50, Giuseppe Tetto

Omertà. Niente più chiacchierate o passaggio di informazioni agli “sbirri”. In un contesto criminale questa “politica” non avrebbe niente di straordinario, anzi sarebbe la prassi. Diventa un’anomalia, invece, se i soggetti in questione risultano essere i due colossi digitali per eccellenza: Apple e Android. 

Datagate: Google e Apple dicono stop al “collaborazionismo'

Anche se coinvolte (sembra da sempre ormai) in una lotta senza quartiere per la conquista di territori e di fette di mercato informatici, come nella migliore tradizione gangster che si rispetti, le due grandi “Famiglie”, rimanendo pur sempre in guerra fra loro, hanno deciso di vedere nelle forze dell’ordine un nemico comune.

A far traboccare il vaso sarebbe stato lo scandalo del Datagate e le accuse di “collaborazionismo” lanciate da tutti i big di internet e della comunicazione, vista la poca resistenza mostrata da Google e Apple nel partecipare ai programmi governativi tesi a raccogliere dati degli utenti, in nome alla lotta al terrorismo e alla criminalità. Programmi come quello della National Security Agency (Nsa) denominato Prism, la cui rivelazione da parte della “talpa” Edward Snowden ha fatto esplodere, appunto, lo scandalo del Datagate. La prima a muoversi è stata Apple che ha annunciato di non voler sbloccherà più iPhone e iPad criptati su richiesta delle forze dell’ordine o dei servizi di intelligence. A stretto giro ha fatto eco anche Google che applicherà la stessa linea di pensiero anche per il nuovo sistema operativo Android, che verrà installato sugli smartphone di nuova generazione. In pratica, sugli smartphone e i tablet su cui funzionerà il nuovo sistema operativo iOs8 "i dati personali come foto, messaggi, email, allegati, contatti, la storia delle chiamate, i contenuti di iTunes, gli appunti e i promemoria sono posti sotto la protezione di codici personali. Così, a differenza dei nostri concorrenti,  - ha spiegato il gigante di Cupertino - Apple non potrà più bypassare questi codici e perciò non potrà accedere più ai dati personali". La capacità della Apple di proteggere le informazioni dei clienti è stata, poi, messa in discussione anche dopo che diverse celebrità di Hollywood hanno scoperto che degli hacker hanno avuto accesso ai loro account. Jennifer Lawrence, Kate Upton, Victoria Justice e tante altre famose attrici si sono viste sottrarre sotto il naso, foto private che le ritraevano senza veli e poi pubblicate su internet. Dopo quell’episodio, Timothy D. Cook ha detto che la società avrebbe rafforzato alcune misure di sicurezza per iCloud, e lavorato di più per educare i consumatori a proteggere gli account. "I cittadini vogliono che le aziende mettano la privacy al primo posto e la Apple ha ascoltato", ha detto Christopher Soghoian, tecnico del sindacato americano per le libertà civili. L’annuncio Apple è comparso sulla pagina del sito ufficiale con una lettera scritta dall’amministratore delegato dell’azienda, Timothy D. Cook"Al contrario dei nostri concorrenti, la Apple non potrà bypassare le vostre password e quindi non potrà accedere ai vostri dati", si legge. "Non sarà quindi tecnicamente fattibile rispondere ai mandati del governo per avere questi dati da apparecchi che hanno il sistema operativo iOs8".  
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