Utero in affitto, ha due gemelli ma quello down lo abbandona. Come al mercato...

02 agosto 2014 ore 10:44, Marta Moriconi
Utero in affitto, ha due gemelli ma quello down lo abbandona. Come al mercato...
Avevamo parlato anche questa settimana di come ormai sarà consentito a una donna cinquantenne di avere la sua maternità surrogata con utero in affitto o con eterologa e così via.
Ma se la fecondazione è sempre più all'avanguardia e sembra non avere limiti e regole etiche, dopo alcuni scandali oggi ci ritroviamo a parlare di un evento che quanto a drammaticità sconvolge nuovamente. Mentre la scienza va avanti l'uomo regredisce a bestia, torna bestiale. Genera smarrimento e silenzio la storia di un utero 'affittato' da una coppia australiana che però, al termine della gravidanza, ha deciso di prendere solo uno dei gemelli nati perché l'altro era affetto da sindrome di Down. La storia di Pattharamon Janbua, una ragazza thailandese di 21 anni, è stata riportata dal sito della tv australiana Abc  e sta facendo scandalo e scatenando riflessioni. La donna era stata pagata 16mila dollari australiani, circa 12mila euro, per portare a termine la gravidanza, ma quando i genitori hanno scoperto che uno dei due gemelli partoriti era Down hanno deciso di riportare in Australia solo la sorellina. Ma un essere umano può essere frutto di una compravendita e per di più così spietata? Se è vero che anche per i parti naturali accade che un neonato malformato o non voluto possa essere "annullato" come si fa con un'ordinazione della pizza, sciocca il caso di questa mamma-mamma solamente con uno dei due figli. Tanto più che questi 'generati' erano stati cercati ossessivamente, tanto da decidere di averli affittando un utero. Che non fosse un desiderio di maternità ma solo di possesso? Il piccolo Gummy, questo il nome dato al bimbo, era forse meno desiderato dell'altra figlia? No, peggio. Non era proprio desiderato, perchè nell'ordine dei desideri c'è solo il meglio, il perfetto, il bello. Quando si desidera tanto qualcosa e ci si impegna per acquistarlo non si sceglie mai "roba" difettata. E questo è il problema della "sperimentazione procreativa" che sta avvenendo. La coppia che ha già due figli di tre e sei anni, magari voleva affiancare -per essere una famiglia perfetta- solo una femminuccia e sana... e basta! E via con la spesa "umana". Ecco le parole nazi-buoniste, con il soldo e non l'umano al centro del cuore di questa mamma: 'Noi siamo poveri, i soldi dovevano servire per l'educazione dei miei figli - spiega la donna - e per pagare alcuni debiti. Non è giusto che le cose siano andate così, perché uno dei due gemelli deve avere una vita così dura?''. La mamma surrogata si sta occupando del piccolo Gammy, che però ha anche una patologia cardiaca che richiede un intervento chirurgico costoso. Per fortuna la solidarietà internazionale attraverso il sito Hope for Gammy ha già raccolto 97mila dei 100mila dollari australiani necessari.
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