Abbiamo il nome. Valerio Onida nuovo, possibile, presidente della Repubblica

02 aprile 2013 ore 10:52, Marta Moriconi
Abbiamo il nome. Valerio Onida nuovo, possibile, presidente della Repubblica
Oggi si riuniscono al Quirinale i dieci 'esperti' di Re Giorgio che non soddisfano nessuno, né Pdl, né M5S e neanche il Pd… Ma tra i tre litiganti il terzo gode: proprio Giorgio Napolitano. In che senso? Al “saggio” giurista  Valerio Onida potrebbe aprirsi la porta quirinalizia. Il presidente emerito della Corte costituzionale sarebbe, infatti, il preferito da Napolitano, l’“eletto” al Colle.
Ecco perché. Il primo spunto lo offrono le intercettazioni, precisamente il conflitto d’attribuzione sollevato presso la Corte costituzionale dal presidente della Repubblica nei confronti della procura di Palermo che indagava sulla presunta trattativa tra Stato e Cosa nostra. Il professor Onida giudicò pubblicamente ‘mal costume’ la diffusione dalle inchieste penali di intercettazioni e indiscrezioni, vere o presunte. In un’intervista all'Unità parlò così del caso Quirinale: «Un malcostume di lunga data. Il solito gossip politico. Ma purtroppo c'è questo malcostume di far finire sui giornali le intercettazioni che non c'entrano con l'indagine penale. Succede troppo spesso che, con modalità  improprie, si usino mediaticamente intercettazioni irrilevanti. In questo caso, poi, dato che sono atti segreti, diffonderle è una violazione di legge». E proprio Onida viene, forse, troppo sbrigativamente indicato come il consulente di Napolitano contro Ingroia. Secondo: piace ai grillini. Sul suo nome potrebbe converge il Movimento 5 Stelle. Uomo arguto, fascinoso e autorevole, non fa parte della vecchia nomenklatura politica. Molto apprezzato da Sel di Nichi Vendola, è ben considerato anche da Silvio Berlusconi. Terzo. Partiamo da una domanda. Che Napolitano abbia scelto le commissioni dei saggi nell'intenzione di offrire una buona immagine proprio a Onida in vista della prossima elezione del Presidente della Repubblica, conscio che il progetto dei tavoli di esperti nasca già fallimentare? E così il giurista non sarebbe  stato inserito a caso dal Capo dello Stato nella task-force che ora, dopo la pausa pasquale, tenterà di risolvere le incertezze politiche e la difficoltà nel formare un nuovo esecutivo. E proprio alla task-force occorre guardare, sia perché potrebbe trasformarsi nella squadra di ministri del ”governo di scopo”, sia perché pare nasconda il nostro nuovo presidente della Repubblica. Che, va ricordato, è anche a capo del Csm.
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