Agenda Squinzi: compiti per Renzi, a casa e a Bruxelles

02 aprile 2014 ore 14:07, Lucia Bigozzi
Agenda Squinzi: compiti per Renzi, a casa e a Bruxelles
Confindustria dà i compiti a Renzi: cose da fare a Palazzo Chigi e a Bruxelles. E come il premier con le riforme, anche Squinzi declina il cronoprogramma per evitare che l’Italia scivoli nel declino.
“PATTO STABILITA’ IN CAMBIO DI RIFORME”. Non ci sono vie di mezzo per il numero uno di via dell’Astronomia: si deve andare in Europa a dire che sì le riforme le facciamo ma a Bruxelles devono allentare la morsa del patto di stabilità. Tasto, quest’ultimo sul quale la Merkel non ci vuole sentire come ha già fatto capire a Renzi nella sua prima visita da premier a Berlino. “Per il rilancio dell'economia occorre intavolare un negoziato affinchè siano riconosciuti all'Italia, e ad altri Paesi nelle stesse condizioni che ne facessero richiesta, i margini di flessibilità concessi dal Patto di stabilità, in cambio di un robusto programma di riforme strutturali” è il ragionamento di Squinzi che di fatto oggi ha presentato il “manifesto” per le europee. Focus confindustriale anche sul famigerato Fiscal Compact che per Squinzi va applicato ma con “giudizio per evitare di rimettere in moto spinte centrifughe. Occorre realizzare prima possibile un'unione economica e monetaria autentica, assicurando la piena integrazione delle politiche economiche e fiscali, che incidono sulla competitività”. Terzo punto: politiche fiscali sulle quali resta “molto da fare per la rimozione delle barriere alle attivita' transfrontaliere e per rafforzare iniziative coordinate di lotta alle frodi e all'evasione fiscale”. “CONTRO LA DISOCCUPAZIONE IL PIL DEVE CRESCERE”. Squinzi alza l’asticella al 2 per cento della crescita del Pil altrimenti tutto quello che si potrà mettere in campo rischia di essere un “pannicello caldo” perché – dice Confindustria – “non sarà una crescita minima e di trascinamento a far decrescere il tasso di disoccupazione”. Riforme radicali, insomma. Il governo “ci sta riflettendo” ma è ovvio che gli imprenditori hanno tempi di riflessione molto più immediati. Traguardo impegnativo per Renzi in tempi – movimentati politicamente – di Jobs Act. “UE, NIENTE CONTENTINI MA CANDIDATI CAPACI”. Il concetto è semplice ma sarà più complicato applicarlo in concreto, visto che la politica italiana ha sempre pensato a Bruxelles come a un parcheggio per elefanti, alias trombati della politica in loco. Su questo punto Squinzi è netto quando sollecita la politica a dismettere “un’ottica di parcheggio o di contentini da distribuire ai partiti”. Servono, invece, “persone capaci che si impegnino con una presenza costante e che partecipino alla gestione dei dossier”. In sintesi: “i futuri eurodeputati dovranno promuovere con determinazione ed efficacia i cambiamenti necessari per rilanciare la crescita e la competitività”. Ora il ‘manifesto’ di Confindustria finirà sui tavoli delle segreterie di partito. Ma nessuno, nemmeno Squinzi, ha la certezza della fine che farà al di là delle parole di rito: “interessante”.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...