Corsaro (FdI): “Dopo Berlusconi e la sua ‘corte' io spero che dentro Fi nasca un movimento..."

02 febbraio 2015 ore 16:57, Lucia Bigozzi
Corsaro (FdI): “Dopo Berlusconi e la sua ‘corte' io spero che dentro Fi nasca un movimento...'
“Azzerare, chiudere il centrodestra e ripartire”. Lo aveva detto alcune settimane fa proprio a Intelligonews, Massimo Corsaro ( http://www.intelligonews.it/?p=80059 ). Oggi quelle parole sembrano quanto meno profetiche e il parlamentare di FdI le riprende per delineare un nuovo scenario, dopo l’operazione renziana sul Colle… Parafrasando il vecchio detto, si potrebbe dire che lei è stato profeta in patria. Qualche settimana fa proprio a Intelligonews aveva anticipato la necessità di azzerare il centrodestra. E visto cosa succede oggi… «Purtroppo, io non ho doti vaticinatorie. Semplicemente non mi prendo in giro, come invece hanno fatto in tanti dentro la mia coalizione, perché quando vedi un soggetto politico che sta lì per lo scranno ministeriale come Ncd, o qualcun'altro che urla di voler essere oppositore al governo e poi fa accordi come ha fatto Berlusconi e la sua ‘corte’ nell’ultimo anno con Renzi, vuol dire che la costruzione di un’alternativa politica credibile all’impero renziano è lontanissima dall’essere immaginata. Oggi devi assolutamente azzerare e chiudere questa esperienza che sotto il profilo politico ha dato tutto quello che poteva dare e verificare quanta gente è disposta a rimettersi in discussione, a ripartire da zero e a offrire un programma credibile ai tanti milioni di italiani che hanno creduto per anni nel centrodestra e oggi sono disgustati». Nella necessità di azzerare il centrodestra lei ha individuato la fine, ma l’inizio dove lo vede? «Credo che bisogna capire cosa c’è in ballo. In questo momento mi pare che l’unico che ha un filo di vento in poppa sia Salvini e registro che, probabilmente, con troppa fretta quelli che vogliono arrivare a un accasamento immediato, stiano cercando di rinfoltire la schiera di Salvini. Dico così, perché occorre valutare la coerenza con i propri profili culturali e politici prima di capire dove andare. Credo che Salvini sia stato molto bravo a posizionarsi per primo in un ambito scoperto della politica italiana, ma non credo che possa da solo rappresentare la ricostruzione di un centrodestra credibile alternativo alla sinistra. Così come sono stati per tanti anni a fianco della Lega, Forza Italia e Alleanza Nazionale che rappresentavano un altro ordine di valori, credo che il centrodestra non possa prescindere dalla sua ricostruzione che va edificata su due gambe: una un po’ più barricadera, movimentista, un po’ più dio lotta e meno di governo che rappresenta Sakvini e un’altra più strutturata, consolidata, con la volontà di porsi come potenziale forza di governo. Salvini potrebbe arrivare a prendere anche il 22 per cento facendo il contestatore, avrà più parlamentari, ma non sarà mai credibile come forza di governo». Scusi, l’altra gamba sarebbe Fratelli d’Italia? «Non sono così presuntuoso. FdI ha fatto ciò che doveva fare, ovvero ridare una casa a chi avendo una sensibilità di destra la casa non l’aveva più. Dopodichè, francamente credo che noi stessi dobbiamo rimetterci in discussione, come tutti gli altri». Quindi la cosiddetta Lega delle Libertà non la convince? «Non credo che oggi come oggi, la costruzione di un centrodestra capace di competere con il Pd al governo possa essere espressa da Salvini. Sarà necessario e indispensabile costruire una coalizione ma della quale lui non potrà mai essere il leader. Occorre anzitutto capire che centrodestra e che percorso tracciare per tornare, un giorno, a governare. E quando dico un giorno, vuol dire che purtroppo sarà un percorso lungo: ritengo quasi scontato che le prossime elezioni le vincerà Renzi. In politica le scorciatoie non portano più da nessuna parte. Il centrodestra deve ragionare senza furbizie prendendo atto che una stagione è finita e i suoi maggiori protagonisti devono insieme a lei dedicarsi ad altro». Che valutazione dà di Ncd e Fi rispetto all’operazione Renzi sul Colle? Errori speculari? «Ncd è nata su un errore, nel senso che come si sa, io ho sempre contestato il fatto di chiamarsi di destra e far parte del governo. Politicamente la leggo come un’operazione di potere, nata portandosi dietro tanti amministratori locali che volevano restare al loro posto». Considerate le perplessità di molti big del partito di Alfano e le dimissioni di Saccone e Saltamartini cui ha fatto seguito anche quella di Berselli, si aspetta che Ncd possa uscire dal governo magari per non liquefarsi nel renzismo? «Non scherziamo… Mi aspetto che Ncd vada in liquefazione come struttura di partito, ma prima che esca dal governo magari prenderà la tessera del Pd…  Ma cosa fanno, scoprono adesso una loro verginità in nome della quale non possono stare con Renzi? Io non ci credo». Che destino vede per Fi dove è scoppiato il “tutti contro tutti”? «Sul piano politico, da quando Berlusconi ha chiuso il Pdl e rifatto Fi, questa non è più stata un partito, bensì la griffe politica usata da Berlusconi per discutere e contrattare le cose che, legittimamente, gli interessano ma che non hanno nulla di politico. Noto come sia passato un po’ in sordina un fatto secondo me di una chiarezza lampante e cioè che Renzi abbia chiuso le consultazioni coi partiti parlando con Confalonieri». Quindi come andrà a finire? «Spero che all’interno di Fi nasca un movimento che si metta a capo della ricostruzione del centrodestra e che superi ciò che è stato nel passato. Quelli che oggi e da tempo contestano l’impopolarità delle scelte attendiste o delle scelte aperturiste nei confronti del governo Renzi, forse è arrivato il momento che prendano atto che quell’esperienza ha perso credibilità e che restare là dentro oggettivamente li pone nelle condizioni di non contare nulla e ritarda la nascita di un centrodestra nuovo in cui possono partecipare in tanti ma che, secondo me, non può prescindere dall'uscita di una parte».
autore / Lucia Bigozzi
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