Datagate: Snowden, il vento della Guerra Fredda e il velo dell’ipocrisia?

02 luglio 2013 ore 10:05, intelligo
Datagate: Snowden, il vento della Guerra Fredda e il velo dell’ipocrisia?
di Andrea Marcigliano E’ una ben strana estate... nevica, e tira un vento freddo, quasi gelido. E non solo sulle nostre Alpi sopra i mille metri, per la gioia degli amanti dello sci fuori stagione che hanno invaso le piste di Cortina d’Ampezzo ed altre località turistiche “invernali”, manco si fosse a Natale...E’ sugli scenari politici internazionali che – quasi in sintonia con il clima – sta calando un gelo da Guerra Fredda. Pomo (apparente) della discordia quell’Edward Snowden, l’ex tecnico della CIA e della NSA statunitense che, con le sue rivelazioni, ha messo in grande imbarazzo la Casa Bianca, suscitato reazioni indispettite dalle principali Cancellerie degli alleati europei – Berlino in prima fila – e riportato indietro di alcuni lustri le relazioni on il Cremlino. Tuttavia è ben chiaro che Snowden – che nel suo nome cela la “neve”, per cui ancora una volta nomen est omen – rappresenta solo un pretesto che ha fatto emergere tensioni che, sotto traccia, covavano e fermentavano da tempo. Infatti l’ex “agente statunitense ha sì rivelato dettagli sconosciuti e/o poco conosciuti dell’azione di intelligence delle principali agenzie statunitensi e britanniche, ma non ha, certo, raccontato, almeno nelle sue linee generali, una storia che non fosse già ben nota agli “addetti ai lavori”. Che i Servizi Segreti americani e inglesi controllino strettamente gli “alleati” europei non è certo una novità sconvolgente; è, piuttosto, un agire sistematico e metodico che risale molto addietro nel tempo. Per quanto riguarda Germania ed Italia alla fine della II Guerra Mondiale, quando, appunto, le due nuove repubbliche, sorte dalle rovine delle vecchie potenze dell’Asse, furono messe, con i trattati di pace – veri e propri Diktat – messe sotto tutela, in una condizione che non sarebbe esagerato definire di “sovranità limitata”. Cosa di cui tutti i governanti di Berlino e Roma dal ’46 ad oggi sono stati sempre perfettamente coscienti. Per quanto riguarda altri alleati europei, la Francia in primis, con ogni probabilità il controllo di Washington e Londra si è andato facendo più stretto negli anni della Cold War, per timore di slittamenti verso il Blocco Sovietico e di infiltrazioni e influenze di Mosca. Inutile, poi, soffermarci sulle relazioni con la Russia: tra Casa Bianca e Cremlino il Grande Gioco delle spie non ha mai conosciuto tregua, e così pure con la Città Proibita di Pechino. Certo, in qualche momento, subito dopo l’implosione dell’URSS la guerra segreta ha conosciuto (forse, ché anche qui dubitare è lecito)  fasi di minore intensità; ma con il riemergere della potenza russa sotto la guida di Putin è trnata al calor bianco. Insomma, il buon Snowden più che altro ha rivelato, da tecnico qual era, dei dettagli tecnici su come Washington e Londra controllano oggi, con nuovi strumenti, amici e nemici, competitors ed alleati. Più che per questo, però, pagherà – e vista la furia di Obama e dei vertici statunitensi, pagherà pesantemente – per aver detto che “il Re è Nudo”. Ovvero per aver diffuso sui media internazionali – e in primo luogo sull’incontrollabile rete internet – una verità che “tutti” sapevano, ma che tutti facevano finta di non sapere. Obbligando così i politici europei a stracciarsi in pubblico le vesti, ad alzare alti lai,  rivendicare una “sovranità nazionale” che non esiste più da decenni, e della quale un po’ tutti, da Berlino a Roma, passando per Parigi, si servono ormai occasionalmente solo per vacue ragioni di propaganda interna. A ridersela, probabilmente, è solo l’attuale Zar del Cremlino, che vede il suo, infido, “Amico Americano” in grave imbarazzo. Soprattutto in un momento in cui la crisi finanziaria ed economica perdurante sta scavando solchi sempre più profondi nel corpo di quella che era l’Alleanza Occidentale. Solchi che però sarebbe davvero folle attribuire alle intemerate di Snowden, e che vanno ricercati nel conflitto strisciante fr Federal Reserve e Bruxelles sulla gestione della crisi e, più in profondità, sullo scontro in atto da oltre un decennio fra Euro e Dollaro. Uno scontro, per altro, che sta decisamente volgendo a favore della divisa statunitense grazie alla micragnosa miopia ed insipienza delle classi dirigenti europee, in particolare di quelle di Berlino e Parigi. Sullo sfondo, naturalmente, le grandi tensioni internazionali, la strategia destabilizzante adottata da Washington nel Maghreb e nel Medio Oriente, le sospette crisi interne di Turchia e Brasile, la crescente competizione fra Russia ed USA per il controllo dei mercati del gas e del petrolio, quella fra Pechino e Washington per l’egemonia sull’area pan-pacifica, la “fitna” ovvero la Guerra religiosa Civile fra Sunniti e Sciiti su cui, in molti, stanno soffiando.... Insomma nevica e tira vento gelido sulla scena politica internazionale, ma Snowden non c’entra. Era così già da tempo; abbiamo solo voluto illuderci che fosse Estate.      
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