Caso Santanchè, Orfini (Pd): “Ha vinto il buon senso. Chi sceglie di essere pitonessa non può diventare colomba”

02 luglio 2013 ore 15:08, Fabio Torriero
Caso Santanchè, Orfini (Pd): “Ha vinto il buon senso. Chi sceglie di essere pitonessa non può diventare colomba”
“Chi sceglie di essere pitonessa non può diventare colomba”. Nelle parole di Matteo Orfini, giovane turco dem, intercettato da Intelligonews in Transatlantico, c’è non solo la posizione del Pd che peraltro proprio lui aveva per primo anticipato ad Agorà (RaiTre) annunciando che il suo partito avrebbe votato scheda bianca, ma c’è anche molto delle fibrillazioni che nelle ultime ore hanno attraversato le larghe intese.
Onorevole Orfini, come valuta la decisione di rinviare il voto che di fatto rappresenta una sconfitta politica per la Santanchè? «Non esulto, dico che ha prevalso il realismo. E’ stata una dimostrazione di buon senso. Si è preso atto che la Santanchè non era la candidata più opportuna per un incarico istituzionale di questo tipo». Però da un lato sostenete il governo delle larghe intese, poi dall’altro siete ancora la vecchia sinistra che decide buoni e cattivi, stabilendo una sorta di “razzismo etico”. Cosa risponde? «Nessuno di noi ha questa intenzione. Nessuno di noi può incarnare o intestarsi una superiorità etica. Il problema è un altro: la Santanchè ha scelto di essere un politico di parte, di rottura, di contrapposizione frontale. Del resto, se si sceglie di fare la pitonessa, poi non si può diventare colomba». Politicamente ha vinto Scelta Civica. Nuti del M5S non ha lesinato critiche sostenendo che alla fine questa è la legislatura del rinvio. E’ così? «Ha ragione Scelta Civica che con Dellai sostiene la necessità di tornare a un clima di collaborazione basato su nomi condivisi, nomi che hanno sempre lavorato per l’unità e nel segno della pacificazione nazionale». Nel centrodestra c’è il ritorno a Fi e l’idea di un ritorno ad An. Ritiene che specularmente anche a sinistra si andrà verso una frantumazione? «No. Il progetto del Pd è ancora in piedi ed è ancora forte. Noi rilanceremo il partito e rinnoveremo la classe dirigente. Il problema è il Pdl che ha fallito, non il Pd».
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