Effetto Bergoglio: sullo Ior il vento dello Spirito diventa vento di rinnovamento?

02 luglio 2013 ore 18:18, Americo Mascarucci
Effetto Bergoglio: sullo Ior il vento dello Spirito diventa vento di rinnovamento?
Lo Ior (Istituto per le Opere Religiose) torna a tremare. Il direttore Paolo Cipriani ed il vice Massimo Tulli si sono dimessi, sulla scia dello scandalo venuto alla luce nei giorni scorsi con l'arresto di monsignor Nunzio Scarano ex responsabile dell'Aspa (Amministrazione Patrimonio Sede Apostolica) accusato di riciclaggio.
Il Monsignore finito in manette, pare fosse strettamente legato ai vertici dello Ior, in particolare a Ciprani e Tulli accusati di avergli lasciato troppa libertà di manovra nelle sue operazioni ritenute illecite dagli inquirenti. Cipriani fra l’altro era già indagato dalla Procura di Roma per aver disposto due bonifici sospetti per un totale di 23 milioni di euro nel 2010. All’epoca infatti era delegato ad effettuare movimentazioni insieme con l'ex presidente Ettore Gotti Tedeschi. Il denaro fu inviato presso una filiale tedesca della Jp Morgan, operazione che ha insospettito i magistrati facendo scattare le indagini sullo Ior che hanno coinvolto lo stesso Gotti Tedeschi. L’arresto di Scarano ha fatto scattare contemporaneamente un’inchiesta interna allo Ior che pare aver chiarito senza ombra di dubbio come, il direttore ed il suo vice, abbiano dato campo libero al Monsignore. Le dimissioni avrebbero soltanto preceduto di poche ore il licenziamento, diventato inevitabile alla luce del clamore seguito all'arresto di Scarano. Un uomo che, come denunciato da tutti, viveva al di sopra delle proprie possibilità facendo sfoggio di ricchezze, di amicizie potenti, di stili di vita molto poco in linea con il modello di Chiesa incarnato da Papa Francesco. La Santa Sede ha immediatamente preso le distanze da Scarano evidenziando come, già alla notizia delle indagini che hanno preceduto l'arresto, il vescovo fosse stato rimosso dal suo incarico in Vaticano. E adesso le dimissioni di Cipriani e Tulli sembrano una ulteriore dimostrazione della fine di quel clima di impunità che ha consentito per anni ai vertici dello Ior di agire indisturbati, prestando il fianco ad operazioni poco trasparenti se non illecite. E ora tutti sono convinti che, questo nuovo colpo di scena all’interno della Banca Vaticana, non farà altro che agevolare la riforma auspicata da Papa Francesco rivolta a ricondurre le sue attività nell'ambito della missione evangelica della Chiesa. Il primo passo lo si è avuto già la scorsa settimana con la costituzione dell’organo di controllo voluto dal Pontefice per “riportare armonia fra le attività della banca e la missione della Chiesa”. Insomma l’epoca Marcinkus può dirsi ormai giunta definitivamente al capolinea?
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