Caso Forteto, Donzelli (FdI): "Qui la politica si è messa a coprire gli orchi"

02 luglio 2014 ore 12:51, Adriano Scianca
Caso Forteto, Donzelli (FdI): 'Qui la politica si è messa a coprire gli orchi'
Per aprire una ricevitoria del Superenalotto dovete presentare un certificato antimafia. Se invece siete stati condannati in via definitiva per reati inerenti gli abusi su minore potete continuare tranquillamente a gestire una cooperativa a cui vengono affidati minorenni, godendo anche della protezione di politici, giudici e giornalisti. Se vi sembra impossibile non conoscete la vicenda del Forteto, la comunità agricola nel comune di Vicchio gestita da Rodolfo Fiesoli. Uno che nel 1979 subì una condanna a due anni di carcere per atti di libidine violenta, corruzione di minorenne e maltrattamenti (sentenza passata in giudicato nel 1985) e che in seguito alla denuncia di numerose vittime è stato nuovamente nuovamente arrestato nel 2011, nell'ambito di un processo tuttora in corso. Ora l'ennesima beffa: il commissariamento della cooperativa, che in questo momento continua ad ospitare minori, non ci sarà. Il consigliere regionale Giovanni Donzelli (FdI) non ci sta: “Qui la politica si è messa a fare da scudo agli orchi”. Donzelli, ci fa capire come è andata questa storia del commissariamento? «Dopo il lavoro della commissione regionale d'inchiesta, parallelamente alla storia degli abusi sessuali per cui c'è un processo in corso, erano emerse anche gravi violazioni delle norme sul lavoro». Di che si trattava? Qualche dipendente in nero, qualche fattura mancante? «No, macché. Abbiamo trovato lavoratori che non prendevano nessun tipo di stipendio, senza indennità di malattia, bambini messi a lavorare di notte, donne incinta che lavoravano oltre il periodo consentito, finti disoccupati che prendevano il sussidio ma poi facevano turni massacranti, punizioni corporali. Insomma, vero e proprio schiavismo». Quindi, come avete agito? «Abbiamo chiesto alla regione che ci si attivasse per una ispezione del ministero. Gli ispettori ci sono stati e hanno chiesto il commissariamento della struttura. Anche i tecnici del ministero erano d'accordo su questa soluzione». Il commissariamento è avvenuto? «No, a quel punto è avvenuta una cosa emblematica. Il Pd provinciale e regionale ha fatto una nota per chiedere soluzioni alternative al commissariamento. I sindacati hanno fatto lo stesso (ricordo che stiamo parlando di lavoratori sfruttati). La Centrale delle cooperative, in cui il Forteto ha un peso economico rilevante, si è allineata. Insomma, una vera e propria pressione politica a 360 gradi». Come è andata a finire? «Che il ministero è tornato sui suoi passi e ha inviato nuovamente altri ispettori. Io ho letto le carte del loro rapporto, sono imbarazzanti. Sostanzialmente si ribadiscono le scorrettezze ma stavolta ci si accontenta dell'impegno del Forteto ad assumere un consulente esterno per sanare le irregolarità. Niente più commissariamento, quindi». L'ingerenza della politica nella vicenda appare chiara e, francamente, anche molto grave. «La politica sta semplicemente facendo da scudo agli orchi. Basti pensare che la casa dell'ex segretario di Vicchio, prima Ds poi Pd, Luciano Petti è stata comprata dai vertici del Forteto pochi giorni prima che si eleggesse il sindaco. Claudio Martini, ex governatore della Toscana, era solito aprire e chiudere le sue campagne elettorali al Forteto. Fiesoli, condannato in via definitiva per libidine violenta, corruzione di minorenne e maltrattamenti, era nel cda dell'Istituzione Don Milani e poco prima che venisse arrestato parlava al salone dei '500, a Firenze, insieme a Renzi. Di Pietro scriveva prefazioni ai libri di Fiesoli. Rosi Bindi era di casa. Il giudice che doveva decidere sull'affidamento dei minori alla struttura, la sera stava lì a cucinare il risotto...». Insomma, il Forteto gode di protezioni molto in alto... «Quando Vespa decise di parlarne a Porta a Porta disse che non aveva mai avuto tante pressioni per non parlare di un argomento. Anche in regione la battaglia è stata furibonda. Quando abbiamo fatto una fiaccolata a Vicchio il clima era da entroterra siciliano anni '50: ci saranno stati tre abitanti del paese, la gente chiudeva platealmente le persiane al nostro passaggio, per dissociarsi. Il parroco di Vicchio non ha speso mezza parola sul caso, solo il vescovo si è espresso, una sola volta, e dietro nostra richiesta». Ora cosa si può fare per i minori ancora dentro la struttura? «Noi chiediamo di sciogliere in via preventiva l'associazione e commissariare la cooperativa. Ovviamente la struttura economica, che fa anche ottimi prodotti, deve continuare a lavorare, ma non deve essere più gestita dalle stesse persone».
caricamento in corso...
caricamento in corso...