Provocazione. Maschi rozzi? E' colpa delle nonne

02 settembre 2013 ore 14:02, intelligo
femminicidiodi Francesco Martire E’ un appuntamento quasi quotidiano apprendere dai media la notizia di donne maltrattate da mariti, fidanzati, ex. La cronaca  riguarda infatti: mogli, fidanzate, amanti ed ex amanti. I moventi che fanno scattare l’istinto aggressivo sono: orgoglio ferito, gelosia,  senso di impotenza  e incapacità dopo l’abbandono di riprogettare  la vita (depressione), che riguarda maggiormente  le coppie di lungo corso con o senza figli. Un fenomeno delittuoso che sta avendo il suo massimo apice in tempi recenti, come fosse al giro di boa il rapporto tra uomo e donna. Per analizzarne  le cause è utile andare a ritroso nel tempo. Partiamo da lontano, dalla conquista del diritto al voto femminile  del 2-6-'46 che fu punto d’inizio fondante (senza  non si può incidere nelle scelte), per poi giungere alle significative due sentenze della corte Costituzionale del 1968-1969 con cui  venne  abolita la rilevanza penale dei reati di adulterio e concubinato. Così come degno d’attenzione è  il  dato legislativo storico del  “divorzio “, istituto introdotto nell’ordinamento giuridico italiano dal 1°Dicembre del '70 . Altra tappa fondamentale fu  l’interruzione di gravidanza (144/78) che statuiva l’autodeterminazione nella gestione del  corpo del bel sesso. Il tutto si svolgeva nel contesto dell’imponente protesta femminista che dominava  la scena in quegli anni, con i suoi cortei, slogan, raduni, convegni, note di colore, al grido di  "io sono mia”. E così le donne hanno combattuto da sole battaglie di civiltà  contro l’oppressione millenaria maschilista. Dopo 100 secoli di subalternità  prendeva forma l'equiparazione totale con l’ altro sesso. Una svolta rivoluzionaria e definitiva realizzata a suon di leggi.  Ma ecco che oggi, più che mai, si profila il “paradosso storico”. Le citate conquiste presentano alla società civile  il loro conto  di nevrosi e frustrazioni  mai sopite, la cronaca nera è lì, inquietante e macabra a ricordarlo h24 . Stupore e smarrimento gravano nell’opinione pubblica e sofferenze e lutti nelle famiglie colpite, ma si sa che  la storia va giudicata a distanza di tempo, certo! I legislatori  non  potevano prevedere gli odierni accadimenti  e le ricadute a posteriori! Ma, sta di fatto che pesano sul consesso civico  le  quasi 200 vittime all’anno a cui si sommano le violenze  non denunciate, in ogni caso, da “film  dell’orrore”  . Cosa c’azzecca tutto questo?  C’entra eccome! Moltissimi uomini non hanno  metabolizzato, assimilato, condiviso, percepito a pieno, l’omologazione tra i due generi e gli uccisori di donne ne rappresentano l’espressione più rozza e primordiale. La  “motivazione”  della incompiuta  condivisione bipartisan,  è da addebitare  anche ad una mancata azione formativa nei confronti delle generazioni che vissero quella epocale svolta. Probabilmente  i fautori di quelle pur nobili e civili istanze  ne impacchettarono in tutta fretta l’esito vittorioso  e si precipitarono ad incassarne il frutto in termini  politici. Non si è tenuto conto che i cambiamenti che attengono  alla “sfera interiore” vanno trattati con cautela,con i giusti tempi di assuefazione e fornendo ai destinatari le "istruzioni per l’uso”. Nessuno allora si peritò di andare nelle piazze,  scuole, e  università a dire: "Cari ragazzi le donne che incontrerete d’ora in poi saranno in tutto e per tutto uguali a voi maschietti, non baloccatevi con i precetti, modelli, schemi, riconducibili alle vostre mamme o nonne, quell’era è finita per sempre!”. Diceva il filosofo Jouy: Senza le donne, l’inizio della nostra vita sarebbe privo degli aiuti, la fase di mezzo dei piaceri e la fine della consolazione.
autore / intelligo
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