Massimo Fini: “Ci salverà l'Iran. La Mogherini non conta nulla. Ecco perchè Putin e Obama non possono combattersi"

02 settembre 2014 ore 14:43, Lucia Bigozzi
Massimo Fini: “Ci salverà l'Iran. La Mogherini non conta nulla. Ecco perchè Putin e Obama non possono combattersi'
“La Nato non farà alcun intervento militare perché l’America non può mettersi contro la Russia. Il vero pericolo è altrove: in Medio Oriente”. Muove da questo assunto l’analisi di Massimo Fini, giornalista e scrittore, esperto di politica estera che nella conversazione con Intelligonews non risparmia ‘bordate’ alla Mogherini e a Renzi.
E’ realistica l’ipotesi per la quale nel summit in Galles la Nato possa decidere un intervento militare ai confini tra Ucraina e Russia? «No». Perché? «Perché certamente la Nato, alias l’America, non può mettersi contro la Russia. Le due super-potenze devono trovare per forza un accordo e non certo attraverso uno scontro militare». Quindi è la tattica dell’alzare i toni per poi mediare? «Penso di sì e comunque escludo ci possa essere un intervento militare americano». La Mogherini sostiene che la fine della partnership Europa-Mosca è colpa di Putin. Ha ragione Mrs Pesc che per la verità fino a qualche settimana fa era accusata dai paesi dell’Est di essere troppo filo-Russia? «Non lo so. So solo che la Mogherini non conta nulla. Il fatto è che noi in Europa abbiamo molto più interesse a un’alleanza conmla Russia piuttosto che con l’America. Sarà un movimento inevitabile che per la verità avrebbe dovuto iniziare nel 1989 con il crollo dell’Unione Sovietica. Quindi, un graduale distacco dagli Usa e dalle loro politiche avventuriste. Dico questo anche perché non riesco a capire come si possa da un punto di vista logico, condannare la Russia che cerca comunque di riconquistare territori dove abitano russi o russofoni, quando noi abbiamo attaccato territori dove non c’erano occidentali: Afghanistan, Iraq e Libia. Sia dal punto di vista logico che morale l’Occidente non ha nessunissima autorità». Ma la linea dell’Europa Merkel-centrica è esattamente l’opposto della sua previsione. «Beh, la Germania è il paese più forte dell’Europa e forse anche l’unico che ha un leader dell’altezza, tanto è vero che la Merkel fino a ieri ha tenuto un atteggiamento molto prudente, ma dettom questo, la soluzione logica e indolore è fare dell’Ucraina uno stato federale con un’ampia autonomia per la parte russofona. Del resto la Russia ha già detto di puntare a uno stato federale. Quel paese è diviso in due e faccio notare che il premier che c’è adesso è frutto di un colpo di Stato perché il predecessore, Janukovic, era stato democraticamente eletto». La Mogherini ha definito il gasdotto South Stream ‘essenziale e strategico’. Che segnale è? «Essenziale è il gasdotto russo, non certo quello americano e fare sanzioni alla Russia è come un topo che volesse battersi con un elefante. Le sanzioni sono un boomerang per noi». Tensioni altissime nell’Est e in Medio Oriente con l’avanzata dell’Isis in Iraq. C’è il rischio che i due scenari possano in qualche modo saldarsi? «La Russia non appoggerà l’Isis, anzi ne sarà un oppositore ma le due situazioni sono completamente diverse. Certo, se si toglie all’Isis la vittoria di una guerra civile conquistata sul campo di battaglia e si pensa di andar lì a bombardare, loro porteranno la guerra in Europa e negli Usa coi mezzi che hanno: il terrorismo e i kamikaze». Come si ferma l’Isis? «Va detto che l’Isis è una realtà più ampia che si lega al radicalismo islamico-libico, al radicalismo islamico-somalo, perfino a Bokoaran in Nigeria. E’ un movimento complessivo di islamisti che si sono stufati di avere sempre sopra l’Occidente. Aggiungo che tutta la pressione culturale - lasciamo perdere quella armata in Afghanistan nel 2001, Somalia 2006-2007, Libia 2011 – per cui una donna musulmana deve omologarsi a quella occidentale, beh, alla fine può portare anche un musulmano moderato a a diventare estremista». Sì ma come si ferma l’Isis? «Bisognerebbe che gli Occidentali si togliessero dai piedi e che fosse il campo di battaglia interno a decidere. In realtà gli occidentali  verranno salvati dall’Iran». In che senso? «L’Iran è l’unico paese coi pasdaran in grado sul terreno di combattere i guerriglieri dell’Isis. Il paese inserito nell’asse del male diventerà il nostro migliore alleato. La Russia per il momento non si interesserà al dossier, ma se l’Isis diventasse più pericoloso, a quel punto interverrà contro i guerriglieri». Come giudica la linea del governo italiano sugli scenari geo-politici internazionali? «Renzi ha telefonato a Putin… ma sai cosa gliene frega a Putin di Renzi. Il presidente del Consiglio, per farsi pubblicità e vellicare il suo narcisismo è andato a Erbil, la capitale del Kurdistan iracheno – ed è un fatto grave perché così corre il rischio che questi se l’Occidente continua a impedire loro di vincere la battaglia nel loro paese e nel loro mondo, porteranno il conflitto in Europa e uno dei primi bersagli sarà l’Italia perché l’Occidente continua a intromettersi. Ma c’è un rischio maggiore…». Quale? «Il fronte pericoloso non è quello dell’Ucraina, bensì quello del Medio Oriente e noi abbiamo contribuito a crearlo a furia di bombardare quelle zone tentando di catturare il Mullah Omar e la dirigenza talebana. In realtà, i talebani afghani non sono mai usciti dal loro paese mentre non è così per i talebani pakistani. Noi abbiamo fomentato il talebanismo pakistano che è molto più pericoloso perché il Pakistan ha una visione geopolitica che non si ferma al paese ma va oltre. L’altro elemento è che il Pakistan ha l’atomica e se i talebani pakistani prendono il potere a Islamabad e l’atomica, allora saremo sull’orlo della terza guerra mondiale. Il paradosso è che per inseguire un pericolo immaginario, cioè i talebani afghani, ne abbiamo creato uno grave coi talebani pakistani che in origine erano un movimento alleato col governo di Benazir Butto ma poi è diventato armato per difendersi dall’invasione americana».
autore / Lucia Bigozzi
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