Jobs Act, è il giorno atteso da anni ma per Camusso e Landini quello dei licenziamenti. LE ALTRE VOCI

20 febbraio 2015 ore 12:50, Marta Moriconi
Jobs Act, è il giorno atteso da anni ma per Camusso e Landini quello dei licenziamenti. LE ALTRE VOCI
Oggi è il giorno "atteso da anni"
per Matteo Renzi. Si parla di Jobs Act e della famosa rottamazione dei cococo cocopro vari e dell'addio alle rendite di posizione dei soliti noti, secondo il tweet del premier.
A Palazzo Chigi si è riunito il Consiglio dei ministri per esaminare i decreti attuativi e il provvedimento in favore della concorrenza. Ma non tutti esultano: tra i più duri Maurizio Landini pensa invece che "oggi si confermeranno quelle scelte sbagliate che rendono possibili e più facili i licenziamenti e che non cancellano la precarietà. Non siamo in presenza dell'estensione degli ammortizzatori sociali quindi delle tutele universali per tutti, siamo in presenza di una riforma che non migliora le condizioni di chi ha bisogno di lavorare". Il segretario generale della Fiom avverte anche: "Siamo dentro ad una logica che pensa che riducendo un po' le tasse si faccia ripartire l'economia. Questa non è la strada delle riforme di cui il paese ha veramente bisogno". Per Susanna Camusso, segretario della Cgil, non c'è proprio da esultare perché oggi il governo "liberalizza i licenziamenti".
Jobs Act, è il giorno atteso da anni ma per Camusso e Landini quello dei licenziamenti. LE ALTRE VOCI
La direzione è dunque "del tutto sbagliata" e siamo nella situazione di aver deciso "che il rapporto di lavoro, invece di essere stabilizzato, sia frutto di una monetizzazione crescente". Negativo il suo giudizio in tutto e per tutto: "Non credo, quindi, che questa sia la risposta che si aspetta un Paese che continua ad avere una disoccupazione altissima, che non ha prospettive per i giovani e che invece di facilitare i licenziamenti, dovrebbe costruire soluzioni per il lavoro". E per Sacconi c'è un neo che va sanato e una partita (iva) da vincere: "Diamo certezze alle imprese e ai lavoratori sulla differenza tra lavoro autonomo e subordinato. Senza sospettare la partita Iva con la quale molti praticano la via dell'autoimpiego. Anzi va liberata da ogni oppressione fiscale e burocratica". E si aggiunge al coro dei dubbiosi  il vescovo di Campobasso, monsignor Giancarlo Maria Bregantini distinguendo tra "flessibilità e non precarietà perché la precarietà uccide. E no a contratti a termine oppressivi e che favoriscano l'azienda e non i giovani". Un intervento sulla questione dei contratti a termine e della politica del governo Renzi sul tema della disoccupazione che spiega come la "precarietà sia anche povertà di vita. Impariamo dai giovani a vivere con più serenità, accompagnandoli e stando con loro. Certamente bisogna anche cambiare alcune dinamiche. Lavorare meno per lavorare tutti, meno ore per poterle condividere, un pizzico di salario in meno per poterlo spartire con chi non ha nulla". E sui co.co.co dice la sua: "Non siano oppressivi, che abbiamo un tempo ben limitato, che siano forme di ingresso e non forme di esclusione, non gioco dell'azienda, ma valorizzazione della persona. Vorremmo ritornare alla parola flessibilità e non precarietà. La flessibilità è necessaria specialmente in fase di ingresso, ma la precarietà uccide" Forza Italia che è passata all'opposizione dopo l'elezione di Mattarella (quindi da appena qualche giorno), attraverso Brunetta fa la voce grossa: "Prima di valutare taluni singoli aspetti dei provvedimenti di attuazione delle deleghe contenute nel Jobs Act (rispetto ai quali sono prevedibili anche significative 'marce indietro' per accontentare la sinistra dem nel nuovo clima scaturito dall'elezione del Capo dello Stato) non convince il disegno di politica del diritto, prima ancora che del lavoro, che emerge in modo sempre piu' evidente". Per il forzista capogruppo alla Camera poi "il governo Renzi si appresta a stravolgere la legge Biagi, non tanto e non solo, per il proposito di manomettere o addirittura abrogare forme contrattuali (già ampiamente rivisitate dalla legge Fornero) che rispondono a precise esigenze delle imprese e dei lavoratori, quanto piuttosto per l'architettura complessiva degli interventi". Anche Sel alza la voce, e lo fa con l'ex sindacalista Airaudo che tuona: Il governo ha rottamato i lavoratori, altro che la politica!
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