Alfio è partito... vuoi vedere che arriva Pier?

20 giugno 2013 ore 13:30, Domenico Naso
Alfio è partito... vuoi vedere che arriva Pier?
Se si è scomodato addirittura Giorgio Mulè, direttore berlusconiano del berlusconiano Panorama, per intervistare Alfio Marchini e lanciare il suo progetto politico nazionale, evidentemente qualcosa in pentola sta bollendo davvero. Il bell’Alfio, forte del corposo 9,5% ottenuto alle ultime elezioni comunali di Roma, ormai pensa in grande ed è pronto a sbarcare sullo scenario politico nazionale. Lo farà, a quanto pare, attraverso un lungo tour per lo Stivale che si concluderà a settembre con la presentazione del manifesto programmatico. I 114mila voti di Roma sono una buona base di partenza, ma Marchini può davvero reggere l’urto di uno scontro su scala nazionale contando solo su questo tesoretto? In realtà sembra poco probabile un’avventura in solitario, perché ci sarà da mettere insieme un elettorato moderato e riformista che è sì ormai in ordine sparso, ma che è comunque abituato a un confronto bipolare tra centrosinistra e centrodestra. Gli abboccamenti con Silvio Berlusconi si sono rivelati più mediatici che reali, e a sinistra Marchini, che viene proprio da quell’ambiente, è visto come uno spauracchio. Dove guardare, dunque? Al centro di spazio non ce n’è moltissimo, soprattutto elettoralmente parlando. Ma Pierferdinando Casini proprio in questi giorni sta risolvendo il suo rapporto con i montiani di Scelta Civica, e la cosa può rappresentare una traccia da seguire. Già alla vigilia delle amministrative romane, il leader dell’Udc aveva pubblicamente dichiarato il suo appoggio a Marchini, e anche negli ambienti giornalistici e imprenditoriali vicini a Casini si era notata una certa empatia nei suoi confronti. L’asse Casini-Marchini, che per adesso può sembrare poco più che un’ipotesi di scuola, rischia di diventare qualcosa di molto più concreto. In fondo, l’elettorato di riferimento non è poi così diverso, e l’Udc ha disperatamente bisogno di facce nuove per riconquistare i (tanti) voti persi alle politiche di febbraio. Meno probabile, invece, un avvicinamento tra l’imprenditore romano e Italia Futura, soprattutto se Casini sarà della partita. Visto che già convivono non proprio idilliacamente nel progetto montiano, che senso avrebbe ritrovarsi fianco a fianco anche su altri lidi? Pierferdinando Casini si sta muovendo sottotraccia per costruire l’asse moderato del futuro. Non si capisce bene se in competizione proprio con Scelta Civica, ma in quel caso il progetto originario marchiniano verrebbe meno. Lui non parla di neocentrismo o di terzo polo, ma di un’alleanza tra generazioni che promuova il cambiamento. Dalle parti di via dell’Umiltà, intanto, si guarda a Marchini con malcelato interesse. Che al Cavaliere piaccia non è un mistero. Ma Alfio non è intenzionato a scalare una bad company come il Pdl, alla perenne ricerca di una identità mai avuta e con scontri interni pericolosi e controproducenti. Di sicuro, per adesso, c’è che Marchini è pronto a intraprendere il cammino da solo. Chi si accoderà, perché qualcuno lo farà sicuramente, non potrà imporre troppi diktat o condizioni. In fondo, la vecchia politica boccheggia da mesi e possono imporre davvero poco a chi vuole e può rinnovarla profondamente.
autore / Domenico Naso
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