Minetti suora sexy, pornografia o satanismo?

20 maggio 2013 ore 10:01, Americo Mascarucci
Minetti suora sexy, pornografia o satanismo?
Nicole Minetti
alle serate di Arcore si vestiva da suora, ballava alzando la veste e mostrando le gambe, poi si spogliava e restava con i soli indumenti intimi
. E’ ciò che Ruby ha dichiarato davanti ai giudici di Milano che l’hanno ascoltata come teste nel processo che vede imputati Emilio Fede, Lele Mora e la stessa Minetti per induzione alla prostituzione. Indipendentemente dalla rilevanza penale di certe vicende, non si può restare indifferenti (già altre frequentatrici del bunga bunga, durante gli interrogatori davanti ai magistrati, avevano riferito della Minetti in versione suora sexy) di fronte al significato quasi blasfemo e demoniaco di certe performance. E non si può non restare sconvolti sapendo che questo rituale macabro, avveniva sotto lo sguardo compiaciuto di un presidente del consiglio che si definiva interlocutore privilegiato della Chiesa. Non si tratta di una innocua carnevalata, ma di un gesto che sotto certi aspetti potrebbe rivestire la stessa gravità di un rito satanico. Utilizzare un abito da suora nell’ambito di uno spettacolo a luci rosse (perché di questo si tratta) è peggio che bestemmiare. Perché, se è vero che non tutte le suore sono sante, è altrettanto vero che le sante più importanti, da Santa Ildegarda di Bingen proclamata da Benedetto XVI dottore della Chiesa a Santa Chiara d’Assisi, Santa Caterina da Siena, Santa Rita da Cascia, Santa Brigida di Svezia e tantissime altre, essendo state in vita tutte monache appartenenti a diversi ordini religiosi, hanno indossato la veste sacra. Utilizzare un abito da suora in uno spettacolo profano, per scatenare come in questo caso il voyeurismo maschile, è sacrilego. La suora verrebbe infatti oltraggiata in quanto simbolo della castità e della purezza, in contrapposizione all’esoterica ostentazione del corpo come strumento di piacere, per suscitare gli istinti e le perversioni sessuali del pubblico. Il rito satanico si compierebbe in questo caso con la profanazione del mistero della consacrazione a Dio. Silvio Berlusconi ha più volte dichiarato di aver conosciuto la Minetti grazie a don Luigi Verzè che ne ha sempre parlato all’ex premier in termini positivi. Si fa fatica a credere che una persona così irrispettosa della religione possa aver acquisito tanta stima presso un sacerdote, discutibile sotto molti aspetti, ma non privo di fede com'era Don Verzè: E che possa pure aver avuto una formazione cristiana tale da consentirle di laurearsi e di lavorare come igienista dentale presso il San Raffaele di Milano. Il cattolico sa perfettamente quanta importanza rivestono i simboli religiosi, e l’uso di un abito talare nel contesto di spettacoli trasgressivi ha la stessa identica gravità del mistero eucaristico ridicolizzato in diretta televisiva durante il concerto del primo maggio. Sapere che la Minetti, per altro premiata pure con un seggio nel precedente Consiglio regionale della Lombardia con l’inserimento nel listino presidenziale del memores domini Formigoni, abbia commesso un simile sacrilegio, volontariamente ed in piena coscienza, scandalizza molto di più dell’effettiva rilevanza penale di certe sue azioni. Una vergogna che indigna, pur in assenza di quel presunto sistema prostituivo descritto da Ilda Boccassini durante la sua requisitoria al processo Rubygate. Come ha detto Giuliano Ferrara, un paese civile e laico non può processare gli stili di vita trasformando i peccati in reati. E’ vero, ma allo schifo non c’è mai fine?  
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