Formigoni (Ncd): “Grillo da Vespa non ha conquistato i moderati. Caso Romano, garantismo non vuol dire impunità”

20 maggio 2014 ore 14:32, Lucia Bigozzi
Formigoni (Ncd): “Grillo da Vespa non ha conquistato i moderati. Caso Romano, garantismo non vuol dire impunità”
“Grillo a Porta a Porta ha perso voti e non ne ha preso nemmeno uno in più nel campo dei moderati”. Netto il giudizio di Roberto Formigoni, senatore di Ncd che traccia un solco tra il suo partito e il leader dei 5Stelle interessato a raccogliere voti a sinistra ma anche a destra. Nell'intervista a Intelligonews è tranchant coi cugini di Fi sulla performance elettorale e sull’ipotesi, ventilata da Berlusconi, di un ritorno in maggioranza dopo il voto di domenica: “Silvio è un grandissimo…”
Senatore Formigoni, che voto dà a Grillo da Vespa? «Quattro». Perchè? «Lui pensa che per prendere i voti dei moderati basti abbassare il tono di voce: illuso. Ha dimostrato tutta la sua pochezza sui contenuti. Uno zero assoluto sui contenuti. Si è illuso pesantemente e per un politico questo è un errore gravissimo». In realtà alcuni osservatori politici leggono positivamente la performance di Grillo messa in campo proprio per andare a rompere le uova nel vostro paniere, quello del centrodestra. Cosa risponde? «Che la cosa sia stata preparata a tavolino è sicuro. Dopodichè bisogna intendersi sulla parola moderati. Se intendiamo persone con un convincimento alternativo alla sinistra, sappiamo che già lo scorso anno dal mondo del centrodestra sono usciti consensi verso Grillo, non dimentichiamoci che il Pdl alle politiche ha perso 7 milioni di voti molti dei quali sono andati ai 5Stelle. E questo per gli errori del centrodestra, per gli effetti della crisi economica che la gente patisce. Sappiamo che ci sono stati e ci saranno anche adesso dei voti in uscita verso Grillo, ma dico che la sua performance da Vespa non ha spostato nulla: chi ha deciso di votarlo lo vota, chi no, non lo vota ma anche chi è indeciso credo che non lo voterà dopo averlo sentito a Porta a Porta. Anzi, affermo che ha perso qualche elettore perché la gente si è accorta della nullità assoluta della sua proposta politica. Un conto è sentirlo parlare su un palco e dire ‘vaffanculo a tutti’, un conto è verificare che in un’ora e mezzo ha continuato a ripetere con un tono più pacato lo stesso concetto senza mai indicare una soluzione. Quindi io dico che Grillo da Vespa ha perso voti». Se Berlusconi non ha più la forza propulsiva di un tempo e Grillo guarda ai voti moderati, perché un elettore dovrebbe scegliere Ncd, un piccolo partito che non farà la differenza? «I sondaggi indicano quello che succederà. Che Grillo sia forte non lo scopriamo oggi, ma dico che ieri da Vespa non ha guadagnato un voto. La forza propulsiva di Berlusconi è definitivamente tramontata dopo lo stop dello scorso anno. Oggi Fi è in perdita di consensi e il suo leader non sa più cosa fare:al mattino dice una cosa, il pomeriggio un’altra. Ha ragione Alfano quando dice che non è né carne né pesce. Grillo un po’ di voti moderati li ha già presi e magari li riconfermerà ma senza una proposta credibile. Allora con grande umiltà, dico che nel centrodestra ci siamo noi, con la nostra proposta. Siamo indubbiamente una voce modesta ma non spaventata; la voce di chi ad alta voce rivendica le ragioni della razionalità, di una visione politica per governare l’Italia e guidarla fuori dalle onde tempestose della crisi; le ragioni di chi ad alta voce dice che questa Europa va cambiata ma non va buttata a mare; la razionalità di chi con la responsabilità di governo ha fatto in modo e continua a farlo, che non prevalgano gli estremismi di sinistra e si impegna nell’interesse del paese». Voto nel voto: domenica sarà un test anche tra FI e Ncd per il centrodestra? «Certamente. Ogni competizione elettorale fotografa quel momento storico. Queste elezioni, giuste o sbagliate che siano, hanno un fortissimo valore italiano: diranno la condizione del centrodestra e non sarà una fotografia brillantissima ma diranno con chiarezza le posizioni in campo. Racconteranno di una Fi che sta prendendo una china verso il basso e quale sarà il nostro stato di salute e diranno l’asse attorno a cui costruire un nuovo centrodestra con la maiuscola, nel senso di coalizione». Come commenta l’arresto di Romano? Quagliariello dice che per Ncd garantismo non vuol dire impunità. «Condivido l’analisi di Quagliariello». Se sarà un test per il centrodestra, per Renzi che test sarà e come potrebbero cambiare gli scenari se Grillo supererà l’asticella del 25 per cento? «Anche per Renzi questo voto rappresenta la prova decisiva, checchè se ne dica. In questo momento noi non possiamo vincere e ci auguriamo che vincano i nostri alleati di governo e che siano in grado di respingere l’offensiva di Grillo. Se il Pd farà la sua parte e Ncd farà la sua, la legislatura ne uscirà rafforzata e per davvero si potrà pensare di arrivare al 2018 facendo tutto quello che abbiamo in animo di fare. Insomma, se l’area di governo esce dal voto rafforzata, è la legittimazione a continuare con maggiore lena e forza quel lavoro di risanamento del paese per portarlo fuori dalla crisi, che ci siamo assunti come impegno prioritario». Se dopo il voto, come peraltro già ventilato, Berlusconi dovesse essere disponibile a tornare in maggioranza, voi lo accogliereste? «Berlusconi è un grandissimo barzellettiere, ma la politica è un’altra cosa…».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...