Bonanni attacca: "Ora basta: tutelare gli invisibili. I veri precari! Ecco come"

20 marzo 2014 ore 12:22, Marta Moriconi
Bonanni attacca: 'Ora basta: tutelare gli invisibili. I veri precari! Ecco come'
Lo scrive il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni,
 in un intervento pubblicato oggi sul blog ''La Nuvola del lavoro'' sul sito del Corriere della Sera. Ed è un fiume di accuse e proposte. Tema il lavoro che quando c'è, ed è già una fortuna, non appare! PRIMA L'ACCUSA: ''In Italia ci sono 650 mila cocopro, almeno 500 mila finti lavoratori con la partita iva, 54 mila collaboratori nella pubblica amministrazione e 52 mila associati in partecipazione. Qui si annida la precarietà. E' un esercito che aumenta ogni giorno nel silenzio assoluto di tutti i Governi che si sono succeduti negli ultimi anni. Formalmente sono liberi professionisti che operano in regime di mono committenza, cioè per una sola azienda, con tutti i vincoli di subordinazione che ne derivano. Questo è il vero scandalo italiano su cui regna un'omertà assoluta''. POI LA CRONACA: ''Spesso mi capita di essere intervistato da giovani giornalisti che non hanno purtroppo alcun contratto. Lavorano praticamente a tempo pieno per lo stesso editore con la partita iva oppure come collaboratori a progetto, senza ricevere lo stesso compenso di tutti gli altri colleghi: non hanno previdenza, assistenza in caso di maternità, ferie, malattie pagate, diritti sindacali. Sono lavoratori invisibili, i veri lavoratori precari". INFINE LA PROPOSTA. Riguardo al Jobs Act chiede a Renzi che "dovrebbe affrontare questo tema e non quello dei contratti a termine che sono regolati per legge ed impongono gli stessi orari, gli stessi contributi, la stessa paga, insomma, le stesse garanzie e gli stessi diritti dei lavoratori a tempo indeterminato'', sottolinea il leader della Cisl. E poi l'annuncio della campagna che la Cisl farà nei prossimi mesi: costringere le aziende a regolarizzare tutte queste forme di lavoro autonomo che in realtà mascherano dei veri e propri rapporti di lavoro dipendente. La Cisl propone due interventi al Governo Renzi: "obbligare con un decreto tutti i committenti a pagare gli stessi contributi previdenziali dei lavoratori dipendenti a chi opera con la partita Iva. In secondo luogo, costringere per legge, i datori di lavoro ad erogare, a parità di prestazioni, lo stesso salario minimo di un lavoratore assunto regolarmente". ''Questo è il contratto unico che servirebbe ai precari, l'unica strada per far emergere i ''paria'' del lavoroLa flessibilità deve essere un valore aggiunto per le aziende e non un modo per ridurre i diritti. Solo pagando maggiori contributi si possono costruire sistemi di ammortizzatori sociali anche per questi lavoratori'', sottolinea ancora il leader della Cisl sul Corsera. E NON MANCA L'APPELLO: ''Per questo diciamo alla Cgil ed alla Uil: mobilitiamoci insieme contro la vera precarietà. Abbiamo lanciato in questi giorni un nuovo hashtag su twitter: #bastaomertasuveriprecari. Invito tutti i giovani a rilanciarlo e a farlo proprio''. 
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