De Girolamo (Ncd): “Tutto quello che Renzi otterrà da Barroso è grazie ai conti di Letta. Fiscal compact, capitolo aperto…”

20 marzo 2014 ore 17:12, Lucia Bigozzi
De Girolamo (Ncd): “Tutto quello che Renzi otterrà da Barroso è grazie ai conti di Letta. Fiscal compact, capitolo aperto…”
“L’accordo sulla parità di genere è un primo segnale in un paese maschilista”. Nunzia De Girolamo, ex ministro del governo Letta, presidente dei deputati di Ncd,  a Intelligonews spiega il senso di quello che definisce “un primo risultato” rispedendo al mittente le accuse dei grillini. Su Renzi da Barroso è fiduciosa ma ci tiene a ribadire che il grosso del lavoro che il premier oggi può spendere, è merito del lavoro di Letta e della sua squadra. E su Berlusconi “interdetto” lancia una proposta a Fi…
Parità di genere per le europee datata 2019: praticamente è come non averla fatta? «No, non è così. Per le europee, ormai imminenti, abbiamo ottenuto che una preferenza su tre deve essere a una donna. Ed è già un risultato in un paese maschilista, anche considerando l’esito sull’Italicum alla Camera dove la nostra battaglia sull’alternanza di genere non ha trovato terreno fertile né nel Pd, né in Forza Italia. Preciso che per me e il mio partito non si tratta di una battaglia sessista, femminista: non crediamo alle quote rosa in quanto tali; pensiamo che le donne abbiamo una grandissima capacità di confrontarsi con gli uomini per il radicamento che hanno sul territorio e le potenzialità che sanno esprimere. La nostra è anzitutto una battaglia culturale perché abbiamo visto coi no sull’Italicum che il pregiudizio c’è. Un pregiudizio per il quale si tende a considerare le donne come una riserva e, talvolta, a ridicolizzarle». Dunque lei difende l’accordo al Senato? «E’ un primo segnale per un turno elettorale molto vicino e vista la tempistica non si poteva fare di più, anche perché molto partiti hanno già iniziato la raccolta delle firme e non è giusto cambiare le regole a pochi giorni dalla presentazione delle liste. Dal 2019 entrerà in vigore la norma per la quale nella scelta di un candidato l’altro deve essere di genere differente; un sistema che ha funzionato bene in Campania, la mia regione, per l’elezione dei consiglieri regionali e che ha visto l’elezione di molte donne». I grillini parlano di accordo-truffa, cosa risponde? «Ai grillini rispondo chiedendo perché non hanno votato insieme a noi sull’Italicum sostenendo una battaglia giusta, culturale, di cambiamento per questo paese? Sono sempre controcorrente e a prescindere per interesse elettoralistico pure loro come i vecchi partiti che criticano, oppure hanno interesse al paese? Io tutta questa rivoluzione continuo e non vederla e mi dispiace, lo dico da giovane impegnata in politica, perché mi aspettavo che fossero una forza di cambiamento. Oggi i grillini alzano la voce parlando di accordo-truffa ma potevano partecipare al cambiamento che noi proponevamo sull’Italicum alla Camera: i loro numeri sarebbero stati determinanti per fare passare i nostri emendamenti». Spending review: sul piano Cottarelli si è aperto un valzer di cifre e comunque l’operatività slitterà a dopo le europee. Non pensa che il governo del fare rischi di diventare il governo del rinviare? «Non credo: preciso che la spending review di Cottarelli comincia con il governo Letta di cui facevo parte e io stessa avevo preparato una mia spending su risparmi e accorpamenti di enti inutili nell’ambito del ministero dell’agricoltura. Immagino che Renzi non voglia rinviare, nel senso che quando un premier decide di essere rivoluzionario per consegnare ai figli un’Italia diversa, deve mettere in conto scelte impopolari. Penso che Renzi abbia davanti una sfida molto più importante delle europee, ovvero fare riforme strutturali e cambiare il paese. Serve coraggio, che non credo gli manchi perché l’ho sentito dire che su questo si gioca la testa. E credo che Renzi tenga molto alla sua testa…». Renzi da Barroso a chiedere che i fondi Ue siano tenuti fuori dal patto di stabilità. Ma è credibile a fronte di un piano per ora solo annunciato? «Tutto ciò che otterremo dall’Europa è grazie anche alla tenuta dei conti realizzata dal governo Letta. E’ ovvio che Renzi dovrà rendere tangibili le riforme strutturali che ha indicato e la spending che stiamo avviando consentirà di difendere le nostre ragioni sulla necessità di allentare la morsa dell’austerità per aprire a una politica economica e non solo monetaria che costruisca un’Europa diversa. Credo che andrà anche a chiedere una maggior margine di manovra all’interno del tetto del 3 per cento che sì, va rispettato, ma con una po’ più di flessibilità. Immagino che Renzi parlerà anche della revisione del fiscal compact, apertura informale peraltro già concessa dall’Europa a Letta». Schifani sostiene che dopo la “fuoriuscita” di Berlusconi dalla partita per le europee si apre la questione della riorganizzazione del centrodestra con un ruolo primario a Ncd. Le chiedo: in che modo, dal moment o che Fi non cederà né il passo né lo scettro a Ncd? «Anzitutto esprimo la mia personale solidarietà affettuosa e umana a Berlusconi per tutto quello che ha subito in questi anni e che continua a subire come nel caso dell’interdizione per due anni. Detto questo, il centrodestra deve riorganizzarsi nel momento in cui il leader più carismatico non è candidabile. Per dare seguito alla riflessione di Schifani e immaginando un ruolo primario di Ncd, credo che questa sia la grande occasione per lanciare la primarie del centrodestra che consentiranno al leader più bravo di vincere. E’ il modo più democratico e più giusto che i nostri elettori apprezzano: la partecipazione diretta a un grande progetto aperto a tutti e non calato dall’alto».
autore / Lucia Bigozzi
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