Benvenuti a bordo della portaerei Cavour. Incontri e affari, all'ombra del Meeting di Cl

20 novembre 2013 ore 12:26, intelligo
Benvenuti a bordo della portaerei Cavour. Incontri e affari, all'ombra del Meeting di Cl
Finmeccanica, Beretta, Roberto Snaidero, Riccardo Monti e Roberto Colaninno... folgorati sulla via di Rimini e di Mauro.   di Americo Mascarucci Non si placano le polemiche all’indirizzo del ministro della Difesa, e ciellino di stretta osservanza Mario Mauro, in merito alla contestatissima missione di cinque mesi del Gruppo Navale Cavour verso i mari dell’Africa. A detta di Mauro l’iniziativa ha come scopo quello "di promuovere le eccellenze italiane in ambito imprenditoriale e di offrire assistenza umanitaria." Secondo i più maligni, invece, l’operazione nasconderebbe pericolose triangolazioni (armi comprese?), mascherate da campagna promozionale. Diverse le interrogazioni parlamentari presentate sulla questione, alle quali il ministro della Difesa ha risposto senza dissipare i dubbi ed i legittimi sospetti avanzati da parlamentari di vari schieramenti politici (compresi esponenti di Scelta Civica e di Sel). A bordo della Cavour, in questo viaggio itinerante partito nei giorni scorsi, sono saliti a pagamento soggetti istituzionali ed aziende del comparto armamenti e non, che hanno ottenuto la possibilità di mettere in vetrina i propri prodotti esportando il “made in Italy” lungo gli itinerari della missione. Chi sono questi soggetti? Andiamolo a scoprire. Mi manda Finmeccanica A fare la parte del leone, tanto per cambiare, è Finmeccanica presente con diverse società di riferimento nel settore degli armamenti e delle tecnologie aero spaziali. Quali? Basta andare sul sito ufficiale di Finmeccanica per leggere quanto segue: “Finmeccanica, attraverso le aziende Agusta Westland, OTO Melara, Selex ES, WASS, Telespazio, Thales Alenia Space, e MBDA, partecipa alla Campagna del Gruppo Navale Cavour che partirà dall’Italia per raggiungere i paesi del Golfo Arabico e del Continente Africano. Nello stand Finmeccanica, allestito a bordo e sul ponte di volo, saranno in mostra i prodotti delle aziende del Gruppo”. A queste va anche aggiunta la Cio Iveco, società consortile nata dalla partecipazione paritetica di Iveco e della OTO Melara di Finmeccanica, come unica interfaccia dell’Esercito italiano nel settore dei veicoli blindati e corrazzati. Finmeccanica, si sa, sta molto a cuore al ministro Mauro ed al mondo di CL, e non potrebbe essere diversamente. Basta navigare un po’ su internet per accorgersi di come Finmeccanica sia da sempre uno dei principali sponsor del Meeting di Rimini. Una sponsorizzazione annunciata sempre con grande enfasi. Leggete ad esempio questo comunicato stampa di Finmeccanica del non molto lontano 2009: “Anche quest'anno (e sottolineiamo anche ndr.) Finmeccanica è stata main sponsor del Meeting per l'amicizia tra i popoli organizzato da Comunione e Liberazione, tenutosi presso la Fiera di Rimini. Finmeccanica si è presentata al pubblico con uno stand di 300mq, al cui interno ha ospitato i prodotti di ecc. ecc. ecc…..”. Galeotto quell’incontro al Meeting Da Rimini alla Cavour il passo è molto breve, lo è per Finmeccanica e lo è altrettanto per Federlegno Arredo, altra società che ha ottenuto di mettere in mostra i propri prodotti sulla portaerei. Secondo i bene informati sarebbe stato niente meno che il presidente di Federlegno Arredo Roberto Snaidero a prospettare a Mario Mauro l’idea di allestire una spazio dedicato alla casa, come simbolo del design italiano, in un hangar per aerei di guerra. E indovinate un po’ dove è stata partorita questa brillante idea? Ovviamente al Meeting di CL dove Federlegno Arredo è di casa con i propri stand e dove Snaidero è sempre ben accetto come relatore dei convegni che si svolgono durante la settimana riminese. Altro ospite sempre gradito ai ciellini come relatore del Meeting è Riccardo Monti presidente dell’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internalizzazione delle imprese italiane) persona molto vicina pare all’ex ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera (sarebbe stato proprio quest’ultimo a caldeggiare la sua nomina a capo dell’Agenzia). Anche l’ICE è a bordo della Cavour fra la soddisfazione di Riccardo Monti che non ha mancato di elogiare Mauro per l’iniziativa. Tanto poi ci sarà sempre tempo di rivedersi a Rimini l’estate prossima magari per parlare degli straordinari successi conseguiti dalla missione Cavour in termini di ritorno economico e pubblicitario. Colaninno, l’industriale rosso devoto a don Giussani Roberto Colaninno è da sempre in ottimi rapporti con la Compagnia delle Opere, braccio economico ed imprenditoriale di Comunione e Liberazione, anche se i ciellini tengono a tenere ben separata l’attività della Compagnia dall’ambito religioso. Nel 2004, quando era presidente della Piaggio, Colaninno fu lo sponsor numero uno del Meeting. Non mancarono le polemiche per il fatto che Colaninno fosse un imprenditore notoriamente di sinistra, legato, si diceva, a Massimo d’Alema (il figlio Matteo è oggi un deputato di punta del Pd). “Pecunia non olet” fu la risposta dei ciellini che non hanno mai fatto mistero del loro essere di centrodestra strizzando l’occhio a sinistra. Colaninno non ha mai disdegnato, anche negli anni seguenti ed in tempi recenti, di prendere parte agli incontri di CL per parlare di economia, politiche industriali, sviluppo. Che c’entra con la Cavour? C’entra per il fatto che un’altra delle aziende partecipanti, la Intermarine, è una delle società che compone la Holding IMMSI spa il cui presidente sapete chi è? Roberto Colaninno ovviamente. Made in Italy, o made in Cina? Qualcuno potrebbe obiettare che promuovere il Made in Italy è sempre buona cosa. Ma siamo sicuri che sia proprio tutto oro quel che luccica? Sembrerebbe proprio di no. Accanto alle eccellenze italiane come la multinazionale Ferrero, famosa in tutto il mondo per i suoi prodotti dolciari, troviamo industrie che di italiano hanno soltanto l’apparenza. Il Gruppo Ferretti, altro marchio di qualità che sta viaggiando sul Mediterraneo, ad esempio è stato acquistato dai cinesi. L’intero pacchetto lo ha rilevato infatti il gruppo Shig- Weichai che detiene il controllo dell'azienda italiana leader mondiale degli yacht di lusso. E la stessa cosa può dirsi per la Piaggio Aereo ormai quasi completamente in mano ad indiani e arabi; Tata Limited, società del gruppo industriale indiano Tata, ha acquistato infatti il 44,5% delle azioni; Mubadala Development Company, società di investimenti strategici di Abu Dhabi, un altro 41%. Agli italiani sono dunque rimaste soltanto le briciole. Se questo è made in Italy!!!! La lobby della caccia in prima linea Ernesto Balducci negli anni ’80 del secolo scorso aveva coniato il motto: “Se vuoi la pace, prepara la pace”. Il ministro Mauro ha un’idea diversa, del tutto alternativa: “Per amare la pace bisogna armare la pace”. Chissà cosa direbbe don Giussani se fosse ancora in vita? Probabilmente la penserebbe come papa Francesco: “Fino a quando ci sarà chi fabbrica e vende armi, la pace sarà soltanto un’utopia”. E allora perché inseguire le utopie? Sulla Cavour non poteva quindi non trovare accoglienza il Gruppo Beretta, considerato, così si legge sul sito del gruppo “uno dei più importanti partner dei paesi di tutto il mondo quale fornitore di soluzioni integrate destinate alle forze di difesa ed agli apparati governativi impegnati nell'attività di mantenimento dell'ordine pubblico. Attraverso i suoi prestigiosi marchi, Beretta, Benelli, Franchi, Sako, Tikka, Steiner e Burris il Gruppo è un punto di riferimento per gli appassionati di caccia attivi a tutte le latitudini che, per soddisfare la loro passione, ricercano prodotti di alta qualità ed affidabilità, solida tradizione e costante innovazione”. Eh già! In attesa di fare la guerra, quella vera, consoliamoci sparando sugli animali, tanto per restare in allenamento ed essere sempre pronti, come vuole Mauro, “ad armare la pace”. Expo 2015, il sogno infranto di Formigoni e company….ma non troppo!!!! Un discorso a parte merita Expo 2015. Ci sarà anche la società nata nel 2008 per organizzare l’esposizione universale di Milano del 2015 a bordo della portaerei Cavour. Un “giocattolo” particolarmente caro a Roberto Formigoni. L’ex Governatore della Lombardia era convinto di poter tagliare il nastro e di passare alla storia come l’artefice principale del grande evento. La campagna elettorale del 2010 l’aveva infatti vinta puntando tutto sull’organizzazione dell’Expo, il fiore all’occhiello dell’era formigoniana. In politica però due più due non necessariamente può fare sempre quattro e avendo perso con largo anticipo la poltrona di governatore, il sogno dell’Expo è andato ad infrangersi contro la dura realtà. Una sconfitta per Formigoni ma non per il mondo di CL- Compagnia delle Opere, che ha ancora la possibilità di giocare un ruolo di primissimo piano, pienamente legittimo, nella partita dell’Expo. Il Governo Letta ha nominato commissario unico di Expo 2015 Giuseppe Sala, la cui nomina oltre a non essere sgradita allo stesso Formigoni, ha trovato pienamente favorevole il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, presente insieme al premier Letta, alla conferenza stampa di presentazione del nuovo commissario. E se è d’accordo Lupi, può non esserlo Mauro? Ancora di più oggi che la riunificazione politica fra i magnifici tre di provenienza ciellina separati alle ultime elezioni, è ad un passo dall’essere suggellata? L’ambasciatore dagli “occhi a mandorla” Infine una curiosità. Alla missione Cavour partecipa anche Fincantieri. Il suo presidente Vincenzo Petrone ha alle spalle una brillante carriera diplomatica. Ha ricoperto l’incarico di ambasciatore prima in Brasile, poi in Giappone. Almeno lui sembrerebbe non avere legami diretti con l’ambiente di CL. Oddio, non è che anche Petrone ne sia proprio completamente estraneo! Leggete un po’ questo lancio Ansa datato 28 ottobre 2011: “La persona di don Luigi Giussani per noi è indimenticabile; ricordiamo questi 25 anni di amicizia con grande ricchezza. Così il professore e reverendo Shodo Habukawa, monaco buddista della Scuola Shingon, abate del monastero del Monte Koya, ha salutato le persone presenti, oltre un centinaio, al primo appuntamento del convegno di cinque giorni ‘Tradizione e globalizzazione. Cristianesimo e Buddhismo di fronte alla sfida della modernità’, inserito nella rassegna ‘Italia in Giappone’, presso la residenza dell' ambasciatore Vincenzo Petrone, che ha fatto gli onori di casa ospitando la serata inaugurale. Al centro del primo incontro l’amicizia tra il Meeting di Rimini e i monaci del Monte Koya della Scuola Shingon”. Anche Petrone insomma alla fine c’azzecca qualcosa!!!!
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