Marino invaso dai topi

20 settembre 2013 ore 13:24, intelligo
di Micaela Del Monte.
Marino invaso dai topi
Roma come New York.  
Non perché la Capitale si è magicamente trasformata nella città delle luci, ma perché, come la “grande mela”, a convivere con i cittadini ci sono milioni di topi. Non bastavano i fastidiosissimi piccioni, no, ci volevano anche enormi ratti che si aggirano per la città senza macchia e senza paura incuranti di chi li osserva con un certo ribrezzo. Ovviamente i luoghi più amati dai topi per passeggiare all'aria aperta sono quelli nei pressi del Tevere, tra cui il centro storico. Il I Municipio  infatti è uno dei più problematici ed è la zona dove sono stati avvistati il maggior numero di ratti. La cosa peggiore è che al momento c'è poco da fare. Anche Il Corriere della Sera ha lanciato l'allarme. «Giorni fa - racconta Viviana Di Capua, dell'Associazione abitanti centro storico - ho visto una decina di topi trotterellare senza paura davanti a me,tra gli scavi all'Argentina e Portico d'Ottavia. Ho chiamato il servizio derattizzazione dell'Ama e mi hanno risposto che non hanno strumenti per intervenire». Fino a qualche giorno fa dunque le risorse per far fronte al problema dei topi erano totalmente assenti. «Potevamo intervenire sporadicamente - spiega Anna Vincenzoni, assessore a Mobilità, traffico e rifiuti del I Municipio -, ma adesso dall'assessorato capitolino all'Ambiente sono arrivati nuovi stanziamenti per i Municipi: si tratta di 35 mila euro per ciascuno degli accorpati e 25 mila per gli altri. Una somma per noi elevatissima, finalmente la priorità della derattizzazione verrà rispettata». Meglio, perché prima si doveva trovare un'altra soluzione e ci doveva affidare a una delle 137 ditte specializzate nella derattizzazione. Ognuna in media chiede circa 100/200 euro ad intervento, ma c'è anche chi chiede mille euro a ratto. Se Roma è come New York almeno per quanto riguarda la convivenza tra uomo e topi, così non è nel caso della “lotta” contro di loro. Se infatti negli Stati Uniti c'è uno studio che si basa sul censimento dei topi in città, sulla mappatura delle zone interessate e ci sono centinaia di modi (e soprattutto i soldi) per liberarsene, a Roma e in Italia l'organizzazione è pari a zero. È infatti «Impossibile stabilire con precisione quanti ratti ci siano nella Capitale,- dice Dario Capizzi, zoologo presso l'Agenzia Regionale per i Parchi del Lazio e maggior esperto italiano di "roditori commensali" - Roma è così complessa che è arduo dire quanti siano: ci sono zone sovraffollate e altre in cui non sono quasi presenti». Ci è soltanto lecito sapere che nelle vicinanze dell'uomo vivono tre specie: topo domestico (Mus musculus), più piccolo; ratto nero (Rattus rattus) o ratto comune; e ratto grigio (Rattus norvegicus) o ratto delle chiaviche, il più grosso che si vede in riva al Tevere. Che Marino molli le biciclette e si dia ai ratti, se no non ci resterà che adottarli come animali da passeggio.  
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