Legge elettorale: Renzi e Berlusconi tessono la tela, ma chi è Penelope? Attenti alle sirene (lettian-alfaniane) …

21 dicembre 2013 ore 11:53, Lucia Bigozzi
 
Legge elettorale: Renzi e Berlusconi tessono la tela, ma chi è Penelope? Attenti alle sirene (lettian-alfaniane) …
Tra un incontro non nascosto e una telefonata, Penelope tesse la tela in attesa di Ulisse. Resta da stabilire chi tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi è Penelope o Ulisse. Perché alla Caffetteria l’emissario renziano Dario Nardella e il berlusconiano doc Renato Brunetta si sono annusati. Poi il livello – gerarchico – è salito: Denis Verdini, il grande "architetto" di numeri e leggi elettorali, ha telefonato al conterraneo Matteo Renzi. Questione di toscanità, si direbbe per depistare. In realtà, l’abboccamento va avanti. Eccome. Asse o non asse Fi-Pd per sgambettare Letta e ri-aprire le urne? Prematuro, per ora. Gli uni non si fidano degli altri ma è un fatto che si parlino e si parlino in maniera costante. Fil rouge: la legge elettorale.
INTERESSI CONVERGENTI. Renzi vuole inaugurare la nuova era al Nazareno intestandosi la partita pià difficile, complicata, quella dove finora le maggioranze di larghe e ri-strette intese si sono arenate. Gioco dei veti incrociati. Dai saggi di Napolitano in giù sono passati i mesi ma le cose stanno a zero. Renzi ci ha puntato la fiches in campagna elettorale per le primarie e ora la riforma sta in cima alla sua agenda del fare, che non è proprio uguale a quella di Letta. Il sindaco-rottamatore-segretario del Pd il giorno dopo l’incoronazione delle urne è riuscito a imporre la road map e a scadenzare i tempi: due mesi, entro febbraio. Finish. Ora viene il bello, come disse la sera della vittoria delle primarie. E il bello sta nella formula giusta. A latitudini speculari ma opposte, il Cav-barricadero-di-lotta ha dovuto mandare in soffitta il Porcellum - cancellato per sentenza dalla Consulta – e studiare il modo più diretto e veloce per far saltare il tavolo governativo dove stanno sedute le sue ex colombe, oggi alfaniani duri e puri. Tra i due, dunque, c’è “profumo di intesa”, per dirla con Crozza. Al punto che dalle colonne de Il Mattinale, l’house organ forzista, viene rilanciato l’ok a trattare con Renzi ma la novità sta in una disponibilità a 360 gradi. “Siamo aperti a tutto, considerando un fatto: occorre fare in fretta e procedere con chiarezza, con semplicità, come ha fatto Silvio Berlusconi quando domenica scorsa ha indicato il Mattarellum”. C’è perfino la tabella di marcia che per certi aspetti (guarda caso) assomiglia molto a quella dei renziani: “Fine gennaio la legge elettorale approvata alla Camera. Metà febbraio al Senato. Dopo il 16 marzo ed entro fine marzo scioglimento delle Camere. 25 maggio, Election Day. D'accordo Renzi? O il tuo schioppo è a salve e la tua cerbottana tira mollica di pane?”. Palla nel campo del sor Renzi come direbbero in Toscana, che tuttavia ha un problema non di poco conto: intestarsi la prima battaglia senza far rotolare Letta da Palazzo Chigi. E non perdere troppo tempo per non rischiare di essere cotto a fuoco lento proprio da Letta. Resta da capire chi tra Renzi e Berlusconi è Penelope e chi Ulisse. E se le sirene (lettian-alfaniane) riusciranno a rompere l’incantesimo…
autore / Lucia Bigozzi
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