Fraccaro (M5S): "Abbiamo dato avviso di sfratto alla casta. Orellana & Co? Liberi di fare le riforme con Verdini”

21 febbraio 2014 ore 18:34, Marta Moriconi
Fraccaro (M5S): 'Abbiamo dato avviso di sfratto alla casta. Orellana & Co? Liberi di fare le riforme con Verdini”
Il pentastellato Riccardo Fraccaro, segretario dell’Ufficio di Presidenza, è soddisfatto quanto lo contattiamo. Ha centrato il bersaglio: con l’approvazione di ieri dell’emendamento sugli affitti d’oro, è stata ripristinata la vecchia norma, quella per cui si era battuto con forza. E ora? Fraccaro avverte Scarpellini e gli altri palazzinari: “Daremo l’avviso di sfratto alla casta”. Ai famosi senatori grillini (Orellana, Bocchino, Battista e Campanella), dissidenti o eretici per le cronache, appena “scomunicati da Grillo, Fraccaro manda il suo saluto: “Il MoVimento ha bisogno di energie positive, chi non se la sente di portare avanti con rigore morale le nostre battaglie è libero di andare a scrivere le riforme con Verdini”. Poi traccia un identikit di Renzi: “Rappresenta il ritorno alla Prima Repubblica. Renzi è la fusione tra la Dc e Forza Italia, tra Andreotti e Berlusconi: quando la lottizzazione incontra il conflitto di interessi”… E’ stato approvato l’emendamento del MoVimento 5 Stelle sugli affitti d'oro. Viene ripristina la vostra norma. E ora? «Abbiamo messo in minoranza il Governo, che si ostinava a difendere una proposta di modifica a favore dei palazzinari, e abbiamo dimostrato di essere nel giusto quando dicevamo che andava ripristinata la nostra norma. È la prova che questo Paese lo possono cambiare solo i cittadini. Da 20 anni a Montecitorio i partiti sperperano i soldi pubblici per pagare gli affitti d'oro dei palazzi Marini, quasi 500 milioni di euro che hanno alimentato sprechi, privilegi e clientele. Grazie alla norma del MoVimento 5 Stelle sugli affitti d'oro, daremo l'avviso di sfratto alla casta». Come procederete nei prossimi giorni per chiedere i recessi da tutti i Palazzi del potere? «Il Paese è pieno di situazioni come quella della Camera, enti locali che sprecano milioni di euro per affittare sedi di superlusso dai gruppi di potere e poi mandano Equitalia a riscuotere ogni singolo centesimo alle fasce più deboli. Mobiliteremo i cittadini nei territori, invitandoli a chiedere ai vari enti locali di utilizzare la nostra norma ed esercitare il recesso dai palazzi d’oro. Ogni anno si spendono 12 miliardi di euro per le locazioni della pubblica amministrazione. Una cifra enorme che va tagliata radicalmente». Dove andrà il potere, ora? I palazzinari, certo, si “butteranno” su alberghi o altre attività redditizie… «Con tutti i soldi spesi dal 94 per gli affitti d'oro, 24 milioni ogni anno, la Camera poteva essere proprietaria dei palazzi. Ora si possono riorganizzare gli spazi già esistenti, che non sono pochi, l'importante è essere riusciti a cancellare questo scandalo che gridava vendetta. Quanto a Scarpellini, finanzia la politica e in cambio non gli resta sfitto neppure un garage. Certo, anche dovesse trasformare i palazzi in alberghi, non guadagnerà mai così tanto come ha guadagnato con la Camera. Ma gli resta sempre il Pd, che paga a lui l’affitto della sede nazionale». Passiamo al finanziamento pubblico ai partiti. Avete protestato perché?  E cosa rispondete a chi vi accusa di dire sempre no? «Abbiamo detto no a 42 milioni di euro di finanziamento pubblico, che abbiamo restituito ai cittadini. La partitocrazia ha detto sì e ha intascato 91 milioni di euro. Abbiamo detto no alle eccedenze di stipendi e diarie da parlamentari, che abbiamo restituito per devolvere 2,5 milioni di euro alle pmi. I partiti hanno detto sì e continuano ad intascare tutto il malloppo. Abbiamo detto no ad un provvedimento che non abolisce il finanziamento pubblico, ma addirittura peggiora le forme di trasparenza già carenti e aumenta sprechi, privilegi e collusioni della politica. È la bugia numero 1 di Renzi, che d'altra parte ha nominato tesoriere del Pd uno con il doppio incarico e il doppio stipendio: un esperto di soldi pubblici». Torniamo indietro. Alle consultazioni di Grillo con Renzi. C'è chi dice che con quel comportamento abbia delegittimato i suoi parlamentari e chi sottolinea l'esistenza in Parlamento di più grillini non in linea con il leader. «I partiti sono divisi in correnti, lacerati da faide interne, frammentati in decine di posizioni inconciliabili e i quotidiani e i tg parlano di scambi di vedute, dialoghi costruttivi, confronto aperto. Se un paio di parlamentari a 5 stelle non condividono la linea del movimento si parla di spaccatura, scissione, delegittimazione. I doppi pesi e le doppie misure della disinformazione sono meravigliosi. La differenza è oggettiva: noi abbiamo chiesto ai cittadini se fare le consultazioni e Grillo ha legittimato questa decisione andando a dire a Renzi ciò che pensiamo tutti. Renzi invece non ha chiesto alla base del Pd se incontrare Berlusconi e sicuramente non gli ha detto ciò che pensa il popolo della sinistra, delegittimando anche se stesso quando diceva che Berlusconi era game over. Il M5S è più compatto che mai e marcia a passo spedito, sono i partiti che stanno sbandando verso il baratro». Arriva ora la notizia del pentastellato Orellana sfiduciato da Grillo, insieme a Bocchino, Battista e Campanella. Qual è la sua opinione? Altre stampelle per Renzi? «Orellana è stato sfiduciato dal territorio, l'Assemblea M5S di Pavia ha espresso l'insoddisfazione per la scarsa attività del senatore e l'inopportunità delle sue posizioni. I cittadini non si riconoscono più in lui, ne tragga le conseguenze. Il MoVimento ha bisogno di energie positive, chi non se la sente di portare avanti con rigore morale le nostre battaglie è libero di andare a scrivere le riforme con Verdini. Più che aiutare Renzi, chi esce dal M5S - perché in fondo non ci ha mai creduto - ci fa solo un favore. Sono tempi per cuori forti». Rispetto al totoministri, cosa si aspetta da Renzi, considerato anche l'ultimo incontro con Alfano di ieri? «Che faccia ministri Massimo D'Alema, Giuliano Amato e Ciriaco De Mita. Il rottamatore vuole guidare  il Paese con l'usato sicuro. Aveva detto che Alfano andava sfiduciato, ora lo sta pregando di entrare nel suo governo. La verità è che stiamo assistendo al saccheggio delle risorse economiche e produttive del Paese, le lobby dettano a Renzi la lista dei ministri per spartirsi il potere. È il ritorno alla Prima Repubblica. Renzi è la fusione tra la Dc e Forza Italia, tra Andreotti e Berlusconi: quando la lottizzazione incontra il conflitto di interessi».
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