Popolari, Sapelli: “Non serve ai soci ma all'oligopolio finanziario. Renzi ha sbagliato anche i tempi"

21 gennaio 2015 ore 11:55, Lucia Bigozzi
giulio sapelli 5“La trasformazione delle banche popolari in Spa conviene solo all’oligopolio finanziario. Nessuna utilità per i cittadini”. Netto il giudizio di Giulio Sapelli, economista, che nella conversazione con Intelligonews boccia il decreto governativo, nel merito e nel metodo. Ecco perché… Banche popolari trasformate in Spa per decreto governativo. A chi conviene? «Conviene sicuramente non ai soci, non ai territori in cui le banche popolari hanno riversato per più di un secolo i loro utili. Conviene soltanto all’oligopolio finanziario che così non avrà più limiti posti sia dal voto capitario sia dal possesso azionario che regolano le parti cooperative e potranno così impossessarsi di larga parte del nostro patrimonio creditizio, con gravissimi danni alle comunità locali, specie alle piccole e medie imprese, agli artigiani e alle partite Iva». C’è chi sostiene che i diciotto mesi di tempo che ha Ubi Banca per trasformarsi in Spa in qualche modo sia un disegno finalizzato a conglobare Mps. Lei cosa ne pensa? «Sicuramente c’è questo disegno di usare l’alta capitalizzazione delle banche popolari, non solo Ubi Banca, nell’illusione di ripianare il ‘buco’ finanziario di Mps e anche di Banca Carige, con risultati che saranno deludenti perché l’unica via di salvezza per questi istituti è il contrario di quello che il governo, la Bce e Bankitalia stanno facendo, cioè ridare a questi istituti la loro antica natura di banche territoriali e popolari. Proprio il contrario di quello che queste istituzioni stanno facendo». Quali sono i rischi e le utilità per i cittadini. Seguendo il suo ragionamento i primi prevalgono sui secondo. «Nessuna utilità. Già le banche capitalistiche ai cittadini danno quasi nulla, perché alle imprese non danno credito, alle famiglie danno mutui e prestiti a condizioni vergognose. Ora vogliono trasformare le uniche banche che, invece, riversano i loro utili non ai grandi gruppi capitalistici ma ai cittadini, alle comunità locali, in istituti che abbiamo visto come hanno agito in questi anni. Aggiunga che facciamo tutto quello che non fanno in Usa dove l’ultimo direttore della Fed nominato da Obama viene dalle banche territoriali e cooperative; la Germania che continua a essere il Paese forte che è e che ci crea problemi, anche perché ha un forte tessuto di banche cooperative. Insomma, stiamo facendo un’operazione dannosa e oltretutto, in un momento di vacatio istituzionale perché non abbiamo il presidente della Repubblica: sono convinto che Napolitano non avrebbe mai firmato un provvedimento contro le banche popolari». Il prezzo del petrolio scende ancora. C’è da gioire o essere allarmati? «C’è da essere allarmati perché è un calo innaturale. Certo, si tratta di un calo determinato dalla crisi economica mondiale, ma è un calo soprattutto geopolitico indotto dalla sovraproduzione dell’Arabia Saudita che vuole farla pagare agli Usa e all’Iran per il loro riavvicinamento». Toto-Quirinale. L’economista Sapelli come vede l’opzione Padoan, ovvero un profilo tecnico, al Colle? «Sarebbe un atto gravissimo perché sarebbe un ulteriore sfregio alla politica e alla democrazia parlamentare. Al di là del giudizio sulla persona, non c’è alcun Paese al mondo che nomina banchieri o funzionari presidenti della Repubblica. Bisogna andare in Asia per trovare cose di questo tipo».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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