La Cia fa marcia indietro: niente più finte vaccinazioni di copertura

21 maggio 2014 ore 11:22, Adriano Scianca
La Cia fa marcia indietro: niente più finte vaccinazioni di copertura
Sulle vaccinazioni esiste una vasta pubblicistica complottista che vede nella procedura medica il ricettacolo di chissà quale piano per il dominio delle menti. A quanto pare, tuttavia, i talebani e i membri di Al Qaeda qualche ragione per essere sospettosi ce l'avevano veramente. Dal loro punto di vista, si intende. È di questi giorni, infatti, la notizia di una goffa trovata della Cia risalente al 2011, grazie alla quale l'intelligence statunitense avrebbe voluto scovare Bin Laden proprio con una finta campagna di vaccinazioni. Per scovare lo sceicco del terrore, il segreto americano pensò bene di organizzare una finta campagna di vaccinazione contro l'epatite condotta attraverso un medico pachistano, Shakil Afridi, poi condannato in Pakistan a 23 anni di prigione per tradimento. Lo scopo era quello di raccogliere campioni di Dna di eventuali parenti di Bin Laden presenti nella villetta-bunker di Abbottabad. Dopo quell'operazione, tuttavia, i talebani scatenarono una guerra contro le vaccinazioni considerate il paravento della Cia. Vaccinatori, medici e uomini di scorta all’equipe di infermieri furono presi di mira e almeno 56 persone sono state trucidate. Inoltre molte famiglie pachistane si sono opposte alla vaccinazione. E su 77 casi di polio accertati nel 2014 ben 61 si sono verificati nell’area tribale pachistana, il tradizionale rifugio di esponenti talebani ed elementi di al Qaeda. Ora i rettori di 12 scuole di sanità pubblica americane hanno scritto una lettera direttamente al presidente Obama, affermando che "il mascheramento di una raccolta di intelligence in servizio sanitario pubblico umanitario ha portato a gravi conseguenze collaterali che riguardano la comunità di salute pubblica". Nei giorni scorsi Lisa Monaco, assistente del presidente per la sicurezza interna e l'antiterrorismo, ha risposto loro che la Cia non userà più sistemi del genere. In base alle direttive stabilite dal direttore della Cia John Brennan nell'agosto 2013, ha reso noto la portavoce della Casa Bianca Caitlin Hayden, "l'Agenzia non farà uso di programmi operativi di vaccinazioni" e "non cercherà di ottenere o sfruttare Dna o altro materiale genetico ottenuto attraverso tali programmi". Uno dei 12 rettori, Lynn Goldman, del Milken Institute School of Public Health alla George Washington University, ha espresso soddisfazione. "Le persone impegnate nelle vaccinazioni hanno bisogno di svolgere il loro lavoro in sicurezza", ha affermato, aggiungendo che l'impegno assunto ora dalla Cia "è molto importante. Tutto ciò che possiamo fare, è sperare che lo rispettino".                      
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